Donatori di midollo, ADMO FVG cresce anche con la spinta di Pordenone: 1.356 nuove adesioni nel 2025
Nel bilancio regionale dell’associazione pesa il lavoro dell’ambulatorio mobile. A Udine anche il passaggio di consegne al vertice del Centro regionale sangue.
Il dato più forte emerso dal bilancio annuale di ADMO FVG è quello delle nuove adesioni al registro dei donatori di midollo osseo: nel 2025 sono state 1.356 in tutta la regione. Un risultato che interessa da vicino anche il territorio pordenonese, richiamato sia nelle attività di promozione sia nel ruolo del Dipartimento trasfusionale di Pordenone all’interno del sistema regionale.
L’assemblea ordinaria dei soci si è svolta a Udine, a Palazzo Toppo-Wasserman, ed è stata l’occasione per fare il punto su un anno particolarmente intenso per l’associazione. Tra gli elementi più rilevanti c’è la crescita legata ad AdmoBil, il mezzo mobile con cui ADMO FVG ha portato l’iscrizione al registro direttamente nei luoghi frequentati dai cittadini.
Tra maggio e dicembre il servizio itinerante ha permesso di raccogliere 572 adesioni. La scelta di muoversi tra piazze, scuole ed eventi si è rivelata centrale, soprattutto per intercettare i più giovani e avvicinarli in modo semplice e diretto al tema della donazione.
La rete sul territorio e il peso del Pordenonese
Per una realtà come quella di Pordenone, dove il legame con il mondo scolastico, sportivo e associativo è particolarmente forte, il modello scelto da ADMO FVG indica una linea precisa: rendere la sensibilizzazione meno distante e più accessibile. L’associazione ha infatti continuato a lavorare con studenti, istituzioni, forze dell’ordine e organizzazioni del dono in varie aree del Friuli Venezia Giulia.
Il mezzo mobile ha reso possibile anche la registrazione direttamente negli istituti scolastici, allargando la platea dei potenziali donatori. Accanto a questa attività, nel corso dell’anno ADMO FVG ha preso parte anche a iniziative nazionali come “Match It Now”, mantenendo alta l’attenzione pubblica su un tema che riguarda concretamente molte famiglie.
Non sono mancati inoltre gli appuntamenti legati allo sport e alla vita delle comunità locali, con presenze in tornei estivi del territorio e nel campionato carnico attraverso il progetto “Il carnico dona”. A queste si sono aggiunte conferenze e serate informative aperte al pubblico in diverse località regionali.
Il 2026 tra università e aziende
La presidente Paola Rugo ha indicato nella presenza diffusa sul territorio una delle ragioni principali del risultato raggiunto. Nel suo intervento ha rimarcato il contributo del direttivo, dei volontari, delle associazioni che collaborano con ADMO FVG e dei sostenitori delle raccolte fondi, tutti elementi che hanno reso possibile l’attività dell’ultimo anno.
Per il prossimo anno l’associazione intende consolidare quanto costruito, puntando sia sugli strumenti operativi già avviati sia sul versante digitale. Tra gli obiettivi dichiarati ci sono il coinvolgimento degli studenti universitari non ancora raggiunti e l’avvio del progetto “Il dono in azienda”, pensato per portare informazione e adesioni anche nei luoghi di lavoro.
Il passaggio di consegne che riguarda Pordenone
Durante l’assemblea è stato evidenziato anche un momento significativo per l’assetto sanitario regionale. Si è infatti svolto il passaggio di consegne tra il dottor Andrea Bontadini, già responsabile del Centro regionale sangue e direttore del Dipartimento trasfusionale di Pordenone, e il dottor Mattia Lachin, nuovo responsabile del Centro regionale sangue e direttore dello stesso Dipartimento trasfusionale pordenonese.
All’incontro era presente anche l’assessore alla salute e all’equità sociale del Comune di Udine Carlo Giacomello. Nel bilancio dell’associazione rientra infine anche il tema della raccolta fondi, considerata essenziale per sostenere i progetti sul territorio e garantire continuità alle attività di informazione e iscrizione.
Nel complesso, il 2025 consegna ad ADMO FVG un quadro di crescita costruito con strumenti concreti e presenza capillare. Per il territorio di Pordenone, coinvolto sia sul piano sanitario sia in quello della sensibilizzazione, il risultato conferma quanto la cultura del dono possa rafforzarsi quando riesce a entrare nei luoghi della vita quotidiana.