Electrolux Porcia, Maurmair: «Stop ai licenziamenti unilaterali, ora serve un piano che regga»
Dopo il tavolo al Mimit il consigliere regionale indica il ritiro degli esuberi imposti come il passaggio più significativo per il sito di Porcia e la sua filiera.
Per il Pordenonese, nella trattativa Electrolux il segnale più concreto arrivato dal confronto al Ministero delle Imprese riguarda il cambio di rotta sugli esuberi. Markus Maurmair, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, legge infatti come passaggio decisivo l'abbandono dei licenziamenti unilaterali annunciati in precedenza.
Al loro posto, dal tavolo nazionale è emersa una proposta costruita su 1.250 uscite volontarie incentivate nell'arco di tre anni. Un quadro diverso rispetto all'impostazione iniziale, che prevedeva 1.450 esuberi e si accompagnava anche all'ipotesi di chiusura del sito di Cerreto d'Esi.
Secondo Maurmair, questo approdo rappresenta un primo risultato politico e industriale. Nella proposta illustrata dall'azienda rientrano 600 impiegati e 650 operai, insieme a un pacchetto di investimenti da 90 milioni di euro e a un percorso di reindustrializzazione e riqualificazione per lo stabilimento marchigiano.
Porcia al centro di una partita che coinvolge tutta la filiera
Nel commento diffuso dopo l'incontro, il consigliere ha insistito soprattutto sulle conseguenze per il territorio della provincia di Pordenone. La vertenza, osserva, non riguarda soltanto lo stabilimento di Porcia, ma tocca un sistema produttivo molto più ampio, fatto di aziende collegate, fornitori e occupazione diffusa.
Per questo Maurmair richiama anche l'intervento della Regione, che ha destinato 8 milioni di euro alle imprese della filiera dell'elettrodomestico impegnate in ricerca, sviluppo e riposizionamento produttivo, con l'obbligo di salvaguardare i livelli occupazionali. Un sostegno che viene letto come uno strumento per dare tenuta a un comparto strategico del Friuli Occidentale.
I numeri citati nel suo intervento danno la misura della posta in gioco: oltre 1.200 imprese e più di 12.500 addetti. Da qui la linea sostenuta dal consigliere, secondo cui ogni passaggio della trattativa nazionale ha inevitabili ricadute anche sul tessuto economico pordenonese.
Il ruolo del Governo e il prossimo passaggio
Maurmair ha ringraziato il Governo, soffermandosi in particolare sul ministro Luca Ciriani per l'attenzione riservata in questi mesi agli effetti della crisi sul territorio, e sul ministro Adolfo Urso per aver portato il dossier sul piano nazionale ed europeo. Nella sua lettura, l'apertura a uscite volontarie, ammortizzatori sociali e nuovi investimenti modifica in modo sensibile lo scenario affrontato nelle scorse settimane.
Un altro punto indicato come decisivo è la dimensione europea della vicenda. Per il consigliere, il comparto dell'elettrodomestico ha un peso strategico per la competitività industriale del continente e per questo il confronto non può fermarsi ai confini italiani. In questo quadro viene richiamato anche il monitoraggio seguito a Bruxelles dall'europarlamentare Alessandro Ciriani.
La partita, però, resta aperta. Maurmair sostiene che il Friuli Occidentale si sia mosso in maniera compatta attorno a Porcia, citando sindacati, Confindustria Alto Adriatico e politica locale. Il prossimo incontro fissato per il 29 ottobre, nella sua valutazione, dovrà trasformare questo cambio di impostazione in un progetto industriale credibile, capace di difendere lavoro e capacità produttiva del territorio.