Electrolux, Pordenone porta la vertenza in Prefettura: duemila in piazza e tre nodi ancora irrisolti

La mobilitazione nel cuore della città ha preceduto il confronto con istituzioni e parti sociali. Restano aperti piano industriale, cessioni e stop a scelte unilaterali.

18 giugno 2026 20:21
Electrolux, Pordenone porta la vertenza in Prefettura: duemila in piazza e tre nodi ancora irrisolti -
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La giornata di mobilitazione su Electrolux ha riportato il centro di Pordenone dentro una vertenza che continua a pesare sul territorio. In piazza del Popolo sono arrivate circa 2mila persone, mentre in Prefettura prendeva forma il confronto istituzionale chiamato a dare una voce unitaria alle preoccupazioni di lavoratori, amministratori e rappresentanze economiche.

Il passaggio politico della giornata è stato proprio questo: trasformare una manifestazione molto partecipata in una posizione condivisa da portare ai livelli nazionali. Il prefetto Michele Lastella ha convocato il tavolo con l'obiettivo di riunire nello stesso luogo istituzioni e parti sociali in una fase considerata decisiva.

Al centro restano i punti che da settimane alimentano la tensione attorno al futuro dello stabilimento e dell'indotto. La questione non riguarda soltanto Porcia, ma investe direttamente l'equilibrio produttivo e sociale dell'area pordenonese.

Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: in Prefettura il confronto su piano e cessioni
Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: in Prefettura il confronto su piano e cessioni

Il confronto istituzionale dopo il corteo

Dopo il passaggio in piazza, in Prefettura si sono ritrovati l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, i sindaci del territorio, parlamentari nazionali ed europei, rappresentanti sindacali e Confindustria Alto Adriatico. L'incontro è servito a fissare un perimetro comune su cui impostare i prossimi passaggi della vertenza.

Secondo la linea espressa dalla Regione, il caso Electrolux non può essere letto come un problema confinato al Pordenonese. La valutazione politica è che si tratti di un dossier industriale che supera la dimensione locale e che richiede un livello di risposta più ampio.

Rosolen ha sottolineato il valore di un confronto allargato, costruito mettendo insieme amministratori, organizzazioni dei lavoratori, rappresentanti istituzionali e mondo produttivo. L'idea è evitare una lettura frammentata della crisi e arrivare invece a una posizione territoriale compatta.

Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: in Prefettura il confronto su piano e cessioni
Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: in Prefettura il confronto su piano e cessioni

I punti che tengono aperta la vertenza

Nel merito, restano tre questioni considerate centrali. La prima riguarda il piano che, ad oggi, non è stato ritirato. La seconda è l'assenza di un impegno esplicito a escludere eventuali cessioni. La terza tocca il tema delle decisioni unilaterali, rispetto alle quali non ci sono ancora garanzie ritenute sufficienti durante il confronto in corso.

Per la Regione, la fase attuale viene descritta come un momento di raffreddamento che però deve tradursi in un negoziato vero con l'azienda. Senza chiarimenti su questi tre fronti, il rischio è che dopo luglio il territorio si ritrovi con una situazione solo rinviata e non risolta.

La preoccupazione, infatti, non riguarda esclusivamente l'immediato, ma anche la tenuta futura del sistema produttivo locale. Attorno allo stabilimento ruotano posti di lavoro, filiere e una parte importante dell'economia dell'area pordenonese.

Perché Pordenone chiede una risposta che vada oltre il territorio

Nella lettura della Regione, non basterebbero da soli ammortizzatori sociali, risorse per ricerca e sviluppo o misure economiche temporanee. Il nodo, viene ribadito, è la strategia industriale complessiva: senza un cambio di impostazione, il problema rischia di ripresentarsi nel giro di pochi anni.

Per questo dal tavolo di Pordenone è emersa la richiesta di spostare il confronto su un piano nazionale, con il coinvolgimento del Governo e anche dell'Europa. L'obiettivo è evitare che la vertenza venga gestita solo come emergenza e portarla invece sul terreno delle scelte industriali di lungo periodo.

Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: in Prefettura il confronto su piano e cessioni
Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: in Prefettura il confronto su piano e cessioni

La manifestazione nel centro cittadino e la riunione in Prefettura hanno così segnato due facce della stessa giornata: da un lato la pressione pubblica dei lavoratori, dall'altro il tentativo delle istituzioni di presentarsi unite. Per Pordenone il messaggio è chiaro: la partita si gioca qui nelle sue conseguenze più concrete, ma la soluzione non può fermarsi ai confini della provincia.

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