Erto e Casso al centro del confronto sul Vajont: la proposta di coinvolgere la Regione

In V Commissione si è tornati sul ruolo della Fondazione Vajont 9 ottobre 1963. Capozzi chiede di valutare l’ingresso del Friuli Venezia Giulia e più lavoro nelle scuole.

30 ottobre 2026 16:38
Erto e Casso al centro del confronto sul Vajont: la proposta di coinvolgere la Regione -
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Il tema del Vajont torna a toccare da vicino anche la provincia di Pordenone, a partire da Erto e Casso, uno dei luoghi simbolo della tragedia del 1963. In Consiglio regionale, durante i lavori della V Commissione permanente, si è discusso del ruolo della Fondazione Vajont 9 ottobre 1963 e della possibilità che il Friuli Venezia Giulia entri nella sua compagine.

A sollevare la questione è stata la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Rosaria Capozzi, che ha indicato come utile una valutazione concreta da parte della Regione. L’idea, nelle sue parole, è rafforzare un percorso che unisca memoria, attenzione al territorio e consapevolezza pubblica.

Un passaggio che riguarda da vicino il territorio ertano

Per il Pordenonese il richiamo non è soltanto storico. La vicenda del Vajont ha lasciato un segno profondo proprio nelle comunità di Erto e Casso, che ancora oggi rappresentano uno dei riferimenti più forti quando si parla di quella catastrofe e delle sue conseguenze.

Nel corso dell’audizione in Commissione, è emerso il profilo della Fondazione come realtà che non si occupa solo di conservare il ricordo di quanto accadde il 9 ottobre 1963, ma che porta avanti anche un lavoro culturale più ampio sul rapporto tra attività umana, ambiente e fragilità dei territori.

La richiesta di valutare l’adesione del Friuli Venezia Giulia

Secondo Capozzi, l’ingresso della Regione potrebbe rappresentare un riconoscimento istituzionale importante nei confronti delle aree direttamente coinvolte dalla tragedia. Oggi, nella Fondazione, è presente la Regione Veneto insieme al Comune di Longarone, a Enel Produzione Spa e a Edison Spa.

Da qui la proposta di aprire una riflessione politica e amministrativa sull’eventuale adesione del Friuli Venezia Giulia, così da consolidare il legame tra la Fondazione e i territori che portano ancora nella propria storia il peso di quella pagina.

Memoria e formazione, il nodo delle scuole

La consigliera ha insistito anche su un altro punto: la necessità di trasformare il ricordo in un impegno educativo stabile. L’obiettivo indicato è costruire percorsi destinati agli studenti, dalle scuole dell’infanzia fino ai gradi più alti dell’istruzione, per affrontare temi come la sicurezza del territorio, la tutela ambientale e la responsabilità delle decisioni umane.

Il riferimento è alla lezione lasciata dal Vajont: gli equilibri naturali non possono essere ignorati e le scelte compiute sul territorio hanno conseguenze che possono ricadere sulle comunità in modo drammatico. Per questo, nella posizione espressa da Capozzi, il lavoro culturale non dovrebbe fermarsi alla commemorazione.

Il passaggio discusso in Commissione rimette quindi al centro una questione che, per Erto e Casso e per l’intera area pordenonese legata a quella memoria, resta attuale. L’eventuale coinvolgimento della Regione nella Fondazione verrebbe letto non solo come un atto simbolico, ma come un modo per dare continuità istituzionale a una storia che chiede ancora attenzione, studio e responsabilità.

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