Estate tra calici e borghi: il Friuli Venezia Giulia rilancia con 37 serate delle Notti del Vino

Da giugno a settembre il circuito delle Città del Vino attraversa la regione con degustazioni, cultura e turismo. Coinvolti 43 Comuni del Friuli Venezia Giulia.

09 giugno 2026 01:19
Estate tra calici e borghi: il Friuli Venezia Giulia rilancia con 37 serate delle Notti del Vino -
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L’estate friulana si prepara a ruotare ancora attorno a piazze, colline e cantine con il ritorno delle Notti del Vino, rassegna che in Friuli Venezia Giulia metterà in fila 37 appuntamenti tra il 21 giugno e il 4 settembre. Per il pubblico del territorio pordenonese è un calendario che conferma quanto il vino sia diventato anche uno strumento di richiamo turistico e di promozione delle comunità locali.

Il programma è stato illustrato a Trieste e coinvolge il Coordinamento regionale delle Città del Vino. L’idea resta quella di intrecciare assaggi guidati, proposte culturali e occasioni per visitare i paesi aderenti, costruendo serate che parlano non solo di bottiglie e vitigni, ma anche di identità locali.

La partenza è fissata a Castelmonte il 21 giugno, mentre la chiusura arriverà il 4 settembre a Chiopris Viscone. Nel mezzo sono previste anche due date oltre confine, a Capodistria e Buje, segno di una manifestazione che guarda a un’area più ampia e che prova a fare rete anche fuori dai confini regionali.

Una rete che coinvolge i Comuni del Friuli Venezia Giulia

A sostenere l’iniziativa ci sono il patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e il supporto di Enit, l’Agenzia nazionale del turismo. La rete regionale delle Città del Vino conta 43 Comuni e mette insieme amministrazioni, Pro Loco, produttori e associazioni.

I numeri della scorsa edizione danno la misura della crescita del progetto: circa 300 cantine coinvolte e 10mila presenze registrate. Per una regione come il Friuli Venezia Giulia, e quindi anche per l’area pordenonese che vive di eventi diffusi e turismo di prossimità, si tratta di un format che continua a rafforzarsi.

Tra le novità annunciate per quest’anno figurano gli ingressi di Monfalcone e San Pier d’Isonzo. La formula, però, rimane riconoscibile: eventi serali nei luoghi più rappresentativi dei Comuni partecipanti, con il vino al centro ma affiancato da musica, teatro e momenti di approfondimento.

Il turismo del vino continua a crescere

Nel corso della presentazione, il vicepresidente nazionale dell’Associazione Città del Vino Tiziano Venturini ha richiamato i dati di un’indagine Nomisma che fotografano un settore in trasformazione: i consumi tradizionali sono scesi del 18% nell’arco di vent’anni, mentre l’enoturismo continua a espandersi e vale oggi 3 miliardi di euro.

Venturini ha citato anche il dato del Collio, che nell’ultimo anno ha fatto segnare un aumento del 28% sul versante turistico. Un segnale che conferma come il vino, in regione, sia sempre meno solo produzione agricola e sempre più esperienza da vivere, con ricadute dirette sull’accoglienza e sull’economia dei territori.

Le Notti del Vino in Friuli Venezia Giulia: 37 tappe dal 21 giugno al 4 settembre
Le Notti del Vino in Friuli Venezia Giulia: 37 tappe dal 21 giugno al 4 settembre

Degustazioni, spettacoli e un questionario per capire il pubblico

Il cartellone proporrà degustazioni guidate, percorsi dedicati agli enoescursionisti e appuntamenti culturali distribuiti nelle diverse località. Alla presentazione erano presenti anche il direttore dell’Ert Alberto Bevilacqua, il presidente di Unpli Fvg Pietro De Marchi e Francesco Marangon del Dipartimento di scienze economiche e statistiche dell’Università di Udine.

Proprio dall’ateneo udinese arriva una delle novità di questa edizione: agli enoescursionisti sarà proposto un questionario per raccogliere informazioni su abitudini, preferenze e livello di soddisfazione. L’obiettivo è disporre di dati utili per leggere meglio l’evoluzione del pubblico e orientare le prossime edizioni.

La rassegna, nata in Friuli Venezia Giulia nel 2024 e poi cresciuta fino a diventare un format nazionale, continua così a puntare su una combinazione precisa: valorizzare il vino come prodotto, ma anche come chiave per raccontare paesaggi, storia locale e vita delle comunità. Un’impostazione che rende il calendario interessante anche per chi, da Pordenone e dal suo territorio, guarda agli eventi regionali come occasione per muoversi tra borghi, cantine e serate all’aperto.

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