Ex Battirame restituito a Pordenone: nuovo polmone urbano tra memoria industriale e percorsi all’aperto
Concluso il recupero dell’area storica: bonifica, spazi per sport e socialità e collegamento con la rete ciclabile lungo l’acqua.
Pordenone ritrova un luogo che per anni era rimasto ai margini, nascosto dal verde e quasi cancellato dall’uso quotidiano della città. Da sabato 6 settembre 2026 l’ex Battirame è di nuovo fruibile, al termine di un intervento di riqualificazione che lo ha trasformato in uno spazio aperto dedicato al tempo libero, all’attività fisica e alla mobilità lenta.
La riapertura consegna ai residenti un’area che unisce più funzioni: verde urbano, percorsi, punti di incontro e una presenza storica che richiama la tradizione produttiva pordenonese. Il progetto è stato realizzato attraverso risorse del Pnrr e del programma PINQuA, con l’obiettivo di riportare a uso pubblico un comparto rimasto a lungo in abbandono.
All’inaugurazione ha partecipato anche l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, che ha indicato il recupero come un passaggio significativo nel lavoro di rigenerazione urbana avviato in città. Prima dell’intervento, dell’antico complesso si distingueva sostanzialmente solo la ciminiera, mentre il resto era coperto dalla vegetazione.
Un tassello recuperato della storia cittadina
Il Battiferro pordenonese affonda le sue radici nell’Ottocento, quando svolgeva la funzione di officina idraulica ed era inserito nel sistema della prima manifattura locale. In quell’area si intrecciavano produzione energetica e lavorazioni legate a ferro e rame, in una fase importante dello sviluppo economico cittadino.
Con il passare dei decenni, però, il sito aveva perso ruolo e manutenzione. Il recupero appena concluso non si è limitato a sistemare gli spazi: ha riportato l’ex opificio dentro il paesaggio urbano contemporaneo, tenendo insieme il valore della memoria industriale e nuove possibilità di utilizzo quotidiano.
In questo senso, l’intervento si collega a una stagione di riuso che a Pordenone sta interessando altri luoghi, come la nuova Officina dello Sport a San Carlo. La direzione è quella di dare nuova funzione a porzioni di città già esistenti, evitando che restino aree chiuse o marginali.
Come sarà vissuta l’area
Il nuovo ex Battirame non è stato pensato come semplice testimonianza del passato. L’idea è farne uno spazio frequentato, con zone dedicate all’allenamento, aree per soste e picnic e ambienti adatti alla socialità di ogni giorno.
Per chi vive Pordenone, il cambiamento più concreto riguarda proprio la fruizione: non un luogo da osservare, ma un punto da attraversare e utilizzare. Il recupero amplia così la dotazione di spazi all’aperto disponibili in città e aggiunge una nuova tappa alla rete dei luoghi urbani accessibili.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il collegamento con le piste ciclabili che seguono i corsi d’acqua e mettono in relazione le antiche officine. L’ex Battirame entra quindi in un itinerario che lega paesaggio, archeologia industriale e spostamenti sostenibili, con una ricaduta diretta anche sulla vivibilità dei quartieri vicini.
La cornice del progetto e la visione urbana
Durante la presentazione, Cristina Amirante ha inserito l’opera in una strategia più ampia che punta a migliorare la qualità dell’abitare attraverso la rigenerazione di aree compromesse. In questa impostazione, acqua, vegetazione, risorgive e fiumi non sono elementi decorativi, ma parti strutturali dell’organizzazione urbana.
Il richiamo al programma PINQuA va in questa direzione: utilizzare fondi nazionali per recuperare spazi degradati e restituirli ai cittadini con funzioni pubbliche chiare. Per Pordenone, il recupero dell’ex Battirame si inserisce così in una rete di interventi che punta a creare connessioni tra spazi aperti, percorsi ecologici e servizi di quartiere.
Il risultato finale è anche simbolico: un’area che fino a poco tempo fa appariva quasi inghiottita dalla vegetazione torna oggi a essere riconoscibile e accessibile. Per la città significa recuperare un frammento della propria storia e, allo stesso tempo, guadagnare uno spazio in più da vivere ogni giorno.