Fiume Veneto, investimenti e servizi al centro dell’incontro politico: dal 2018 attivati quasi 35 milioni
Alla Fossa Mala il bilancio dell’amministrazione Canton e un confronto su scuola, viabilità, famiglie, imprese ed energia con esponenti regionali e nazionali.
A Fiume Veneto il punto sul futuro del Comune è partito dai numeri, ma si è allargato rapidamente al ruolo che questo centro del Pordenonese intende giocare nei prossimi anni. Durante l’incontro promosso alla Sala convegni Fossa Mala, il dato più richiamato è stato quello dei quasi 35 milioni di euro messi in moto dal 2018, tra interventi già completati e opere ancora da sviluppare.
La serata del 25 settembre, organizzata dalla Lega della provincia di Pordenone, ha avuto come filo conduttore un doppio livello di lettura: da una parte i lavori visibili sul territorio, dall’altra le scelte amministrative che incidono su famiglie, giovani, anziani, sport, sicurezza e vita associativa. Un’impostazione che, nelle intenzioni espresse durante l’incontro, vuole offrire una base di discussione anche oltre i confini comunali.
Ad aprire i lavori è stata Jessica Canton, sindaco di Fiume Veneto e segretario provinciale della Lega pordenonese. Con lei sono intervenuti il viceministro Vannia Gava, il senatore Marco Dreosto, l’assessore regionale Stefano Zannier e i consiglieri regionali Simone Polesello e Lucia Buna. Massimiliano Fedriga ha partecipato con un videomessaggio, indicando proprio da Fiume Veneto l’avvio di una serie di appuntamenti pubblici dedicati al confronto con i cittadini.
Il bilancio amministrativo parte da opere e crescita dei servizi
Nella ricostruzione presentata nel corso della serata, una quota consistente delle risorse riguarda scuole, rete viaria, illuminazione, impianti sportivi, efficientamento energetico, Protezione Civile e interventi di riqualificazione. Secondo quanto illustrato, circa due terzi dell’ammontare complessivo sono già diventati cantieri conclusi, mentre la parte restante è in fase di realizzazione o di avvio.
Accanto a questo capitolo, l’amministrazione ha posto l’accento su misure meno immediate da percepire ma considerate strategiche nel medio periodo. Canton ha richiamato l’attenzione sul fatto che governare un Comune non significa soltanto consegnare infrastrutture, ma anche rendere più solido il contesto in cui si vive e si lavora.
Nel ragionamento sviluppato durante l’incontro sono stati citati anche alcuni indicatori ritenuti significativi: l’andamento della popolazione residente, il numero delle nascite in rapporto a tendenze più ampie, la crescita dei contribuenti e dei redditi dichiarati, oltre alla tenuta del tessuto economico locale. Sul fronte dei servizi, è stato ricordato l’ampliamento degli interventi rivolti alle famiglie, dall’extrascuola ai centri estivi, fino alle iniziative legate alla conciliazione tra lavoro e genitorialità.
Il rapporto con la Regione e i progetti richiamati durante la serata
Uno dei passaggi centrali ha riguardato il collegamento tra amministrazione comunale e istituzioni regionali. Simone Polesello ha indicato come esempi di questa collaborazione alcuni dossier affrontati negli ultimi anni, tra cui la nuova scuola media, i lavori sulla viabilità e l’arrivo di appuntamenti di rilievo nazionale come il Giro d’Italia.
Lucia Buna ha invece spostato l’attenzione su una componente molto presente nei Comuni della provincia di Pordenone: la rete dell’associazionismo. Nel suo intervento ha richiamato il contributo quotidiano di società sportive, gruppi culturali, Pro Loco, associazioni d’Arma e volontariato, considerati elementi decisivi nella vita delle comunità locali.
Imprese, agricoltura, scuola ed energia nel confronto politico
Il dibattito non si è fermato alla dimensione comunale. Stefano Zannier ha illustrato gli strumenti regionali destinati al sostegno delle aziende agricole e degli investimenti, soffermandosi sul credito agevolato e sul Fondo di rotazione. Durante l’incontro è stato ricordato che la capacità finanziaria di questo strumento ha raggiunto circa un miliardo di euro, dato presentato come particolarmente rilevante.
Marco Dreosto ha allargato il quadro ai temi nazionali, toccando scuola, fisco, bilancio statale e prospettive per il sistema produttivo. Vannia Gava, invece, ha affrontato la questione energetica nel contesto italiano e internazionale, richiamando anche il ritorno del nucleare nel confronto politico nazionale e la delega al Governo sull’energia nucleare sostenibile approvata in via definitiva dal Senato il 23 settembre.
Da Fiume Veneto un percorso che guarda anche al resto della provincia
Nel videomessaggio inviato all’appuntamento, Fedriga ha insistito sulla necessità di un’amministrazione fondata su obiettivi concreti e risultati misurabili, sottolineando che governare richiede anche scelte non semplici e priorità da definire con realismo. Un messaggio che si inserisce nell’idea di aprire una fase di confronto più ampia sui territori.
In chiusura, Canton ha spiegato che l’esperienza maturata a Fiume Veneto dovrebbe diventare il punto di partenza di un dialogo da estendere al resto del Pordenonese. L’obiettivo dichiarato è chiarire ai cittadini quali interventi siano sostenibili nell’immediato, quali necessitino di tempi più lunghi e quali, invece, non possano essere realizzati nelle condizioni attuali.
Per il Comune, dunque, l’incontro non è stato soltanto un momento di rendicontazione politica, ma anche un passaggio con cui collocare Fiume Veneto dentro una discussione più larga sulla direzione della provincia di Pordenone, tra investimenti, servizi e scelte amministrative che avranno effetti negli anni a venire.