Aviano, il nome del sindaco in una lista del dark web: offerti soldi per reperire dati privati
Il sindaco di Aviano Paolo Tassan-Zanin nel mirino degli hacker filorussi: una taglia sui suoi dati privati. Indaga Roma.
AVIANO (PORDENONE) – Il sindaco di Aviano Paolo Tassan-Zanin è finito nel mirino degli hacker filorussi, che avrebbero messo una vera e propria taglia digitale sui suoi dati personali. Il nome del primo cittadino friulano compare in un elenco di 18 personalità pubbliche considerate «nemiche della Russia», per le quali vengono offerte ricompense in denaro a chiunque riesca a procurarsi informazioni private e riservate.
Una vicenda che coinvolge direttamente il Friuli Venezia Giulia e che ha attirato l'attenzione della magistratura italiana. La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d'indagine per fare luce sull'iniziativa, attribuita al gruppo di hacker filorussi NoName057(16), organizzazione ritenuta vicina al Gru, il servizio di intelligence militare di Mosca.
Il sindaco di Aviano tra i bersagli: perché il suo nome è nella lista
A rendere particolarmente significativa la presenza di Paolo Tassan-Zanin nell'elenco è il territorio che amministra. Aviano, comune della provincia di Pordenone, ospita infatti una delle più importanti basi aeree statunitensi presenti in Italia, utilizzata dall'Usaf e inserita nel sistema di difesa occidentale.
Il nome del sindaco compare accanto a quelli di ministri, magistrati, responsabili delle forze dell'ordine e altre personalità europee.
Non è ancora stato chiarito se l'inserimento di Tassan-Zanin sia direttamente collegato alla presenza della base militare americana di Aviano. La collocazione strategica del Comune rappresenta tuttavia uno degli elementi che distinguono il primo cittadino friulano dagli altri amministratori locali.
La vicenda assume così una dimensione che supera i confini regionali, coinvolgendo anche un territorio strettamente legato alla presenza militare degli Stati Uniti in Europa.
Una taglia sui dati personali del primo cittadino
Secondo quanto emerso, da circa due settimane il gruppo NoName057(16) avrebbe diffuso nel dark web un elenco di persone sulle quali ottenere informazioni riservate.
L'obiettivo sarebbe quello di raccogliere indirizzi di abitazione, numeri di telefono privati, indirizzi email personali e altri dati sensibili, offrendo ricompense economiche a chi fosse in grado di recuperarli.
Tra le persone indicate figura proprio il sindaco Paolo Tassan-Zanin, inserito nella lista insieme ad altri 17 nominativi.
La pubblicazione dell'elenco non significa necessariamente che gli hacker siano già riusciti a entrare in possesso delle informazioni richieste. Al momento, infatti, non sono stati resi noti elementi che confermino l'effettiva sottrazione dei dati personali del primo cittadino.
Resta però il fatto che il suo nome sarebbe stato esplicitamente indicato tra quelli sui quali concentrare la ricerca di informazioni private.
Non solo il sindaco di Aviano: nella lista anche Tajani e i vertici della sicurezza
La presenza di Tassan-Zanin assume ulteriore rilievo considerando le altre personalità finite nella stessa lista.
Tra i bersagli italiani figurerebbe Antonio Tajani, ministro degli Esteri, insieme al procuratore della Repubblica di Roma Francesco Lo Voi e a Ivano Gabrielli, direttore della Polizia Postale, struttura specializzata proprio nelle indagini sui reati informatici.
L'elenco comprenderebbe inoltre importanti figure internazionali.
Tra queste Michael Schmid, presidente di Eurojust, organismo europeo impegnato nella cooperazione giudiziaria, e Benjamin Krause, magistrato della Procura di Francoforte.
Compaiono anche Holger Münch, responsabile della polizia criminale federale tedesca, e Michael Alexander Martens, giornalista investigativo già finito sotto l'attenzione delle autorità russe.
Un insieme di nomi che dimostra come l'iniziativa attribuita agli hacker filorussi non sia circoscritta al territorio italiano, ma riguardi anche rappresentanti delle istituzioni e della sicurezza europea.
La Procura di Roma indaga sulla lista degli hacker filorussi
La vicenda è arrivata all'attenzione degli investigatori dopo le notizie diffuse dalla stampa sulla presenza dell'elenco nel dark web.
La Procura di Roma ha quindi deciso di aprire un'inchiesta, con l'obiettivo di ricostruire l'origine dell'iniziativa e valutare i possibili rischi per le persone indicate come bersagli.
Gli accertamenti dovranno chiarire il ruolo del gruppo NoName057(16), la provenienza delle richieste di informazioni personali e l'eventuale utilizzo dei dati che potrebbero essere stati raccolti.
Un altro aspetto riguarda la possibilità che le ricompense annunciate abbiano effettivamente spinto qualcuno a cercare o diffondere informazioni riservate.
Per il momento, non sono stati comunicati ulteriori dettagli sugli sviluppi dell'indagine.
Hacker e sicurezza informatica, cresce l'attenzione anche in Friuli Venezia Giulia
La vicenda che coinvolge il sindaco di Aviano si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le minacce informatiche, che possono interessare tanto le istituzioni quanto le attività economiche e i singoli cittadini.
Anche nel Nordest, nelle ultime settimane, sono emersi episodi legati alla sicurezza digitale, come gli attacchi hacker ai sistemi dei supermercati in Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Su questi episodi è stata presentata anche un'interrogazione al Governo riguardante gli attacchi informatici in FVG, sebbene non risultino collegamenti accertati con l'iniziativa attribuita al gruppo filorusso.
Nel caso di Paolo Tassan-Zanin, la particolarità riguarda il fatto che non sarebbe stato preso di mira un sistema informatico comunale, ma direttamente il primo cittadino, attraverso la ricerca di informazioni appartenenti alla sua sfera privata.
Una distinzione importante, perché la minaccia riguarderebbe la sicurezza dei dati personali di un rappresentante delle istituzioni, inserito in una lista che comprende figure di rilievo nazionale e internazionale.
Aviano al centro di una vicenda internazionale
L'inserimento del sindaco di Aviano tra i 18 bersagli indicati dagli hacker filorussi porta dunque il Comune pordenonese al centro di una vicenda che coinvolge sicurezza informatica, istituzioni e intelligence internazionale.
La presenza della base americana rende particolarmente delicata l'attenzione rivolta al territorio, anche se le ragioni della scelta del primo cittadino restano da accertare.
Sarà ora l'inchiesta della Procura di Roma a dover chiarire la portata dell'iniziativa e verificare se dalla pubblicazione dei nominativi siano derivate effettive violazioni della riservatezza.
Intanto, tra i nomi di ministri, magistrati e responsabili delle forze dell'ordine, resta anche quello di Paolo Tassan-Zanin, sindaco di Aviano, finito nella lista delle personalità sulle quali gli hacker filorussi avrebbero promesso denaro in cambio di dati privati.