Imprese del Pordenonese, la Regione studia nuovi ristori sul carburante: possibile platea più ampia

Dal confronto regionale emerge l’ipotesi di una seconda misura: criteri da rivedere, accesso esteso oltre la logistica e attenzione alla cumulabilità.

A cura di Web Team Web Team
02 settembre 2026 22:39
Imprese del Pordenonese, la Regione studia nuovi ristori sul carburante: possibile platea più ampia -
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Per molte aziende del Pordenonese il costo del carburante continua a incidere in modo pesante su trasporti, consegne e attività produttive. Da qui prende forma l’ipotesi, discussa in Regione, di un nuovo intervento economico destinato alle imprese più esposte ai rincari.

Il tema è stato affrontato a Udine durante un incontro promosso dall’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini con associazioni economiche, rappresentanze produttive e sindacati. Sul tavolo c’è la possibilità di aprire un secondo bando, costruito in modo diverso rispetto a quello già operativo.

Per il territorio pordenonese il dossier è seguito con attenzione anche perché tra i soggetti coinvolti nel confronto figura la Camera di commercio di Udine-Pordenone, accanto alle principali organizzazioni del mondo imprenditoriale regionale.

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Verso criteri meno rigidi per accedere ai contributi

L’orientamento emerso è quello di rivedere alcune condizioni di accesso, a partire dalle soglie richieste per ottenere il sostegno. L’obiettivo è includere realtà che oggi restano fuori, pur avendo spese significative legate al rifornimento di mezzi e veicoli aziendali.

Un altro nodo riguarda il rapporto tra gli aiuti regionali e il credito d’imposta nazionale. Le categorie economiche hanno chiesto di superare le difficoltà che finora hanno creato incertezza sulla possibilità di sommare le due forme di sostegno.

Non solo logistica: aiuti possibili anche ad altri settori

La nuova misura, se confermata, non sarebbe pensata esclusivamente per la logistica. La Regione sta infatti valutando di allargare il raggio d’azione ad altre imprese che nei propri bilanci registrano un peso elevato dei costi per carburanti.

È un passaggio che interessa da vicino anche l’area pordenonese, dove operano aziende manifatturiere, artigiane, commerciali e di servizio che dipendono in misura rilevante dalla mobilità su gomma e dai trasporti quotidiani.

Il primo bando resta aperto e ha già raccolto 255 domande

Intanto la misura già attiva continua il suo percorso. Finora le richieste presentate sono 255, per un importo complessivo vicino a 3,94 milioni di euro. La dotazione disponibile è pari a 14,4 milioni e la scadenza è fissata al 15 settembre 2026.

Proprio le somme che dovessero rimanere inutilizzate nel primo stanziamento potrebbero essere impiegate per finanziare il nuovo intervento allo studio. L’idea è utilizzare quelle risorse per intercettare imprese che oggi non rientrano pienamente nei parametri previsti.

Gli altri sostegni regionali su energia e credito

Nel confronto di Udine è stato fatto il punto anche su altri strumenti già avviati. Per il fotovoltaico destinato alle imprese sono stati messi a disposizione 10,5 milioni di euro, utilizzabili per nuovi impianti, ampliamenti e sistemi di accumulo.

Alla data del 21 agosto risultavano 144 domande, con richieste superiori alla disponibilità finanziaria. La scadenza del bando è il 30 settembre 2026 e la Regione ha indicato la disponibilità a valutarne un rifinanziamento.

Un ulteriore canale riguarda i Confidi, ai quali l’ultima manovra di assestamento ha destinato 3 milioni di euro per alleggerire il costo delle garanzie e rendere più semplice l’accesso al credito per le imprese colpite dall’aumento dei costi energetici.

Il confronto con le categorie continuerà

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, gestori di distributori, grossisti, imprese della raffinazione, Camere di commercio, Confindustria Udine e Alto Adriatico, rappresentanze di piccole e medie imprese, artigiani, cooperative, ambulanti, grande distribuzione e sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil.

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La Regione ha confermato l’intenzione di proseguire il dialogo con il sistema produttivo anche nei prossimi mesi. Se il quadro dei prezzi dovesse restare critico o aggravarsi, il tema dei ristori per il carburante potrebbe quindi tornare presto al centro dell’agenda anche per le imprese del Pordenonese.

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