Inclusione a scuola, fondi regionali anche per Pordenone: il Kennedy tra i poli del nuovo progetto Cts
Per il 2026/2027 il Friuli Venezia Giulia programma quasi 2,7 milioni. Nel Pordenonese coinvolto anche l’istituto Kennedy nel lavoro sui supporti educativi.
C’è anche Pordenone nella nuova rete che la Regione vuole rafforzare per l’inclusione scolastica nel 2026/2027. Tra gli interventi annunciati compare infatti l’istituto Kennedy, indicato come una delle quattro scuole capofila del progetto dedicato ai Centri territoriali di supporto, mentre sul piano generale il Friuli Venezia Giulia mette a bilancio quasi 2,7 milioni di euro per studenti con disabilità, Bes e Dsa.
Le misure sono state presentate a Udine dagli assessori regionali Alessia Rosolen e Riccardo Riccardi. Il quadro delineato punta a sostenere le scuole con risorse dedicate, ma anche a rendere più stabile il raccordo tra istruzione, servizi sociali e sanità, tema che interessa da vicino anche i territori della Destra Tagliamento.
Il ruolo del Kennedy nella rete regionale
Per quanto riguarda il progetto Cts, la Regione ha previsto uno stanziamento straordinario di 36mila euro, suddiviso in quote da 9mila euro per ciascuno dei quattro istituti individuati. Oltre al Kennedy di Pordenone, fanno parte della rete il Pertini di Monfalcone, il Copernico di Udine e il Roiano Gretta-M. Hack di Trieste.
Le risorse serviranno soprattutto alla preparazione degli insegnanti e alla costruzione di modalità condivise per affrontare situazioni complesse, in particolare le crisi comportamentali che possono coinvolgere alunni con disabilità di maggiore complessità. Per il territorio pordenonese si tratta di un riconoscimento operativo importante dentro un percorso regionale che punta a fare rete tra scuole e competenze diverse.
Come sono distribuiti i finanziamenti
La quota economicamente più rilevante riguarda il sostegno nelle scuole paritarie. Il totale previsto è di 1 milione e 50mila euro: 750mila destinati alle scuole dell’infanzia e 300mila a primarie e secondarie.
A questo capitolo si aggiungono altri 500mila euro pensati per integrare il sostegno statale attraverso il Pacchetto scuola, in accordo con l’Ufficio scolastico regionale. Nel pacchetto rientrano poi 900mila euro per gli studenti con Bisogni educativi speciali, 250mila euro per il personale dedicato agli alunni con Dsa nelle scuole dove la presenza supera l’8% e 40mila euro per testi scolastici accessibili rivolti a studenti ipovedenti o non vedenti.
Tra gli strumenti annunciati figurano anche la progettazione di laboratori Pcto e un avviso rivolto a Bes, Dsa e plusdotazioni. Per questa parte il fabbisogno stimato sul biennio è di 225.163,06 euro, con la previsione di un successivo incremento delle risorse.
Verso una cornice unica tra scuola e servizi
Accanto ai finanziamenti, la Regione ha anticipato anche un passaggio normativo. Rosolen ha spiegato che con la finanziaria di dicembre l’intenzione è intervenire sulla legislazione regionale, a partire dalla legge 13 sull’istruzione, per ridurre la dispersione delle competenze tra enti e costruire un impianto più omogeneo.
L’obiettivo politico e amministrativo è quello di mettere in collegamento in modo più efficace mondo scolastico, area sociale e sistema sanitario. Secondo quanto emerso nella presentazione, i bisogni che oggi arrivano nelle aule richiedono risposte anticipate e coordinate, non solo interventi separati.
I temi più delicati sul tavolo regionale
Nel confronto è intervenuto anche Riccardi, che ha richiamato la necessità di agire prima che fragilità educative e sociali si trasformino in questioni esclusivamente sanitarie. Il riferimento è a un modello che eviti una lettura troppo medicalizzata delle difficoltà vissute da ragazzi e famiglie.
Tra gli ambiti indicati come prioritari ci sono i disturbi dello spettro autistico e i disturbi alimentari. La Regione punta ad arrivare entro il 2027 a linee di gestione più coerenti e condivise, facendo crescere nel frattempo il lavoro comune tra scuole, sanità, terzo settore e organismi di consultazione. Per Pordenone, l’inserimento del Kennedy nella rete dei Cts rappresenta uno dei tasselli più concreti di questo percorso.