Pordenone, a Cinemazero prende forma la rete per una cultura più accessibile

Il 7 settembre parte “Città Aperte”, percorso legato a Pordenone 2027 che coinvolge scuole, associazioni, istituzioni, negozi e cittadini.

05 settembre 2026 05:06
Pordenone, a Cinemazero prende forma la rete per una cultura più accessibile -
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Non un semplice incontro di presentazione, ma il primo passo per mettere insieme competenze, esperienze e bisogni della città. Lunedì 7 settembre 2026, alle 15, Cinemazero ospiterà l’avvio di “Città Aperte”, iniziativa inserita nel cammino di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e dedicata al tema dell’accessibilità culturale.

L’appuntamento sarà gratuito e aperto sia in sala sia da remoto. Il progetto si rivolge a un pubblico molto ampio: enti, associazioni, scuole, operatori del settore culturale, attività commerciali e cittadini che vogliono contribuire a rendere più inclusiva la partecipazione alla vita culturale del territorio.

Un percorso che punta a lasciare traccia in città

L’idea di fondo è costruire a Pordenone un lavoro stabile, non limitato a un singolo evento o al solo calendario del 2027. “Città Aperte” nasce infatti per sviluppare pratiche, strumenti e linee condivise che aiutino tutte le persone a vivere esperienze culturali con maggiore autonomia e piena partecipazione.

A guidare il progetto è Cinemazero, capofila dell’iniziativa insieme al Comune di Pordenone e ad altri partner del territorio. Il metodo scelto è quello del coinvolgimento diretto della comunità locale, con l’obiettivo di allargare progressivamente la rete e far emergere proposte concrete.

Chi è chiamato a partecipare

L’incontro del 7 settembre servirà a illustrare le attività previste e ad aprire il confronto con la città. Non si tratta quindi soltanto di una presentazione formale: durante il kick-off saranno condivise anche le prime esperienze già messe in campo e verrà lasciato spazio a idee, osservazioni e nuove disponibilità a collaborare.

L’invito non riguarda solo istituzioni e addetti ai lavori. Il progetto cerca infatti il contributo di realtà sociali, scuole, negozi e singoli cittadini, in una visione dell’accessibilità che supera il confine dei luoghi culturali in senso stretto e coinvolge la vita urbana nel suo insieme.

Formazione, manifesto e cinema accessibile

Tra le azioni annunciate c’è un programma di formazione gratuita previsto per il 2027, pensato per istituzioni, enti, scuole e attività economiche. L’obiettivo è fornire strumenti pratici e aumentare la consapevolezza su un tema che riguarda organizzazione degli spazi, linguaggi, accoglienza e partecipazione.

Il percorso porterà anche alla redazione di un Manifesto della Cultura dell’Accessibilità, costruito con partner e stakeholder e con il contributo diretto di persone che vivono diverse forme di disabilità, insieme a chi da anni opera nella formazione e nell’accompagnamento su questi temi.

Sul fronte della sensibilizzazione pubblica sono previsti inoltre un cortometraggio dedicato all’accessibilità e una rassegna con proiezioni accessibili. A questi si aggiungeranno momenti pubblici promossi dai partner, pensati come occasioni di confronto aperto con la cittadinanza.

Il significato nel percorso verso il 2027

Per l’assessore Alberto Parigi, “Città Aperte” rappresenta un passaggio concreto dentro il percorso di Pordenone verso il 2027, perché collega la dimensione culturale a effetti più ampi che toccano inclusione, giovani e trasformazione urbana. L’indicazione è quella di costruire strumenti utili anche oltre l’anno della Capitale italiana della Cultura.

Marco Fortunato, presidente di Cinemazero, ha richiamato il principio “Niente su di noi senza di noi”, sottolineando come il progetto debba nascere dall’ascolto delle persone e dall’attenzione ai bisogni reali. In questa impostazione, l’accessibilità non viene considerata un’aggiunta successiva, ma un criterio da inserire fin dall’inizio nella progettazione delle attività.

Il debutto del 7 settembre segnerà quindi l’apertura di una fase operativa per chi vorrà entrare nella rete territoriale. Per Pordenone è un banco di prova importante: trasformare il tema dell’accesso alla cultura in un lavoro condiviso e duraturo, capace di incidere davvero sulle abitudini della città.

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