Kubrick in lingua originale, a Pordenone una nuova serata con “Eyes Wide Shut”

A Cinemazero martedì 5 maggio alle 20.45 torna l’ultimo film del regista americano, proposto in inglese con sottotitoli in italiano.

04 maggio 2026 19:22
Kubrick in lingua originale, a Pordenone una nuova serata con “Eyes Wide Shut” -
Condividi

Per il pubblico di Pordenone torna in programma uno dei film più controversi e affascinanti firmati da Stanley Kubrick. Martedì 5 maggio, alle 20.45, Cinemazero ripropone “Eyes Wide Shut” in versione originale sottotitolata, riportando in sala un titolo che continua a suscitare discussioni anche a distanza di molti anni.

L’appuntamento offre l’occasione di rivedere sul grande schermo l’ultima opera del regista, arrivata nelle sale statunitensi dopo la sua scomparsa. Un film che nel tempo non ha smesso di dividere critica e spettatori, soprattutto per il modo in cui affronta pulsioni, fragilità di coppia e zone d’ombra dell’identità.

Un ritorno che parla anche agli spettatori di oggi

La riproposizione a Cinemazero si inserisce in quel filone di serate che riportano in sala opere destinate a essere riscoperte più volte. “Eyes Wide Shut”, uscito 27 anni fa, conserva infatti un’aura particolare: non solo per il nome di Kubrick, ma per la sua capacità di restare ambiguo e aperto a interpretazioni diverse.

Nel film, il regista prende spunto da “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler e trasferisce la vicenda nella New York degli anni Novanta. Al centro ci sono William Hartford, medico ben inserito nel proprio ambiente sociale, e Alice, sua moglie, che lavora come gallerista. La loro vita appare ordinata e rassicurante, ma basta poco perché emergano crepe profonde.

Il racconto di una coppia e di una discesa nell’inquietudine

Tutto cambia dopo una festa, quando tra i due affiorano desideri taciuti e confessioni capaci di alterare gli equilibri. Da quel momento William si muove in una notte sempre più straniante, fatta di incontri, richiami, tentazioni e passaggi che lo allontanano dalla normalità quotidiana.

Il viaggio del protagonista lo conduce fino a un luogo appartato, dominato da un rituale misterioso, dove ciò che è reale e ciò che appartiene alla fantasia sembrano sovrapporsi. È proprio in questa sospensione che Kubrick costruisce gran parte della forza del film, mantenendo costante un senso di minaccia e disorientamento.

Più che seguire una trama lineare, “Eyes Wide Shut” accompagna lo spettatore dentro un clima. Gelosia, desiderio, paura e attrazione si intrecciano in una narrazione che non cerca risposte semplici e che continua per questo a essere oggetto di letture diverse.

Perché il film continua a tornare in sala

Una delle ragioni della sua tenuta nel tempo sta anche nella forma. La regia di Kubrick lavora su movimenti misurati, tempi controllati, colori intensi e immagini che restano impresse ben oltre la visione. Elementi che hanno contribuito a renderlo un autore centrale nella storia del cinema del Novecento.

La proiezione pordenonese permette così di ritrovare un’opera che, più di molte altre, acquista forza proprio nella dimensione della sala. Per chi conosce già il film è un’occasione per rileggerlo; per chi lo incontra adesso, può essere l’ingresso in uno dei capitoli più discussi e singolari del cinema di Kubrick.

Segui Diario di Pordenone