Malnisio e Pordenone al centro del Progetto Marie Curie: sei tappe tra teatro, cinema e scuola

Tra ottobre 2026 e marzo 2027 un percorso diffuso nel territorio mette insieme STEM, pari opportunità e figure femminili della ricerca.

A cura di Web Team Web Team
09 ottobre 2026 18:16
Malnisio e Pordenone al centro del Progetto Marie Curie: sei tappe tra teatro, cinema e scuola -
Condividi

Il calendario parte da Malnisio, attraversa Pordenone e torna a chiudersi ancora lì, con un percorso che intreccia divulgazione scientifica, linguaggi culturali e attenzione al divario di genere. La nuova edizione del Progetto Marie Curie si svilupperà in sei appuntamenti tra l'autunno 2026 e la primavera 2027.

Per il territorio pordenonese l'iniziativa assume un valore particolare perché coinvolge luoghi diversi, dal polo di Malnisio a Cinemazero fino all'Auditorium Concordia, cercando un dialogo diretto soprattutto con il mondo della scuola e con le ragazze che si avvicinano alle discipline scientifiche.

Il progetto, alla quarta edizione, porta il titolo “Oltre i confini: Scienza, Visione, Società” ed è promosso da Tandem – Arti in Movimento con il sostegno del Comune di Pordenone. L'idea di fondo è offrire occasioni concrete di incontro con studiose, professioniste e opere capaci di raccontare la scienza in modo accessibile.

Un programma diffuso tra Malnisio, cinema e auditorium

La prima data è fissata per domenica 18 ottobre alle 17.30 all'ex Centrale Idroelettrica Pitter di Malnisio. Qui la compagnia trentina Arditodesìo presenterà “SE.NO”, spettacolo costruito attorno a temi che toccano salute e medicina, con supporto medico-scientifico.

Il cinema entrerà poi nel percorso con due appuntamenti ospitati da Cinemazero. Il 19 ottobre alle 10.30 è prevista la proiezione di “Nostalgia della luce” di Patricio Guzmán, accompagnata dall'intervento della professoressa Silvia Casini. Il secondo incontro cinematografico arriverà il 23 novembre, sempre alle 10.30, con “Women on Mars” di Ana Montserrat Rosell e introduzione affidata a Silva Fedrigo.

Il 25 novembre il programma si sposterà invece all'Auditorium Concordia con una proposta rivolta alle scuole: “La scienza che non ci hanno raccontato a scuola. Rosalind Franklin, Grace Hopper, Marie Tharp”, appuntamento firmato Generazione STEM e dedicato a tre protagoniste della storia scientifica e tecnologica.

Progetto Marie Curie a Pordenone, sei appuntamenti tra scienza e pari opportunità

Nello stesso auditorium, l'11 febbraio 2027 alle 10.30, è in agenda anche “Abbiamo tutti i numeri – STEM e gender gap. Racconti, traguardi, opportunità”. A portare esperienze e riflessioni saranno Elena Brusoni, Sara Della Bruna e Cristiana Rossi, con coordinamento di Federica Guerra.

Il legame con il territorio e con Silvia Zenari

La conclusione è prevista il 20 marzo 2027 alle 21.00, di nuovo a Malnisio, con una nuova produzione di Tandem – Arti in Movimento dedicata a Silvia Zenari. La studiosa pordenonese, ricordata per il suo lavoro tra geologia e botanica, è una figura profondamente legata alla storia scientifica locale.

Lo spettacolo, dal titolo provvisorio “Silvia Zenari. Le voci dell'erbario”, arriverà a settant'anni dalla sua scomparsa. In scena ci sarà Federica Guerra, con immagini dal vivo di Anna Givani – The Bloom Machine, in un lavoro che intende riportare l'attenzione su una protagonista del patrimonio culturale e scientifico del territorio.

Un progetto che guarda alle ragazze e agli studenti

Durante la presentazione dell'iniziativa sono intervenute l'assessora alle Pari opportunità Guglielmina Cucci, la direttrice artistica Federica Guerra e la consulente Silva Fedrigo. Il messaggio emerso è quello di un percorso pensato per contrastare stereotipi ancora radicati nelle STEM e per offrire riferimenti concreti alle nuove generazioni.

Tra testimonianze professionali, teatro e documentari, il Progetto Marie Curie punta infatti a rendere più vicini temi spesso percepiti come lontani, mostrando come ricerca scientifica, società e vita quotidiana siano strettamente connesse. Nel cammino verso il 2027 culturale del territorio, il programma prova così a costruire un ponte tra formazione, memoria locale e opportunità future.

Segui Diario di Pordenone