Mayfair apre una vetrina sul Friuli Venezia Giulia: a Londra anche i sapori che parlano al Pordenonese

Nel Mercato Metropolitano inaugurato un nuovo corner del progetto “Frico Very Good”: prodotti regionali, promozione del territorio e una platea internazionale.

13 ottobre 2026 13:45
Mayfair apre una vetrina sul Friuli Venezia Giulia: a Londra anche i sapori che parlano al Pordenonese -
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Non è soltanto un punto vendita: nel quartiere di Mayfair, a Londra, il Friuli Venezia Giulia ha aggiunto un nuovo spazio dove il cibo diventa racconto del territorio. L’apertura del corner legato a “Frico Very Good” porta nel centro della capitale britannica una selezione di specialità regionali e offre anche alla provincia di Pordenone una vetrina dentro un circuito frequentato da un pubblico internazionale.

Il nuovo spazio è stato inaugurato l’8 ottobre al Mercato Metropolitano di Mayfair, nell’ambito della collaborazione tra PromoTurismoFVG e Mercato Metropolitano. Alla presentazione erano presenti il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, l’amministratore delegato di Mercato Metropolitano Nicola Allieta e il direttore generale di PromoTurismoFVG Iacopo Mestroni.

Per un territorio come quello pordenonese, dove la filiera agroalimentare e l’identità locale passano anche attraverso produzioni di qualità, operazioni di questo tipo hanno un valore che va oltre la semplice vendita: servono a collocare il marchio regionale in luoghi ad alta visibilità, davanti a residenti, turisti e professionisti provenienti da molti Paesi.

Un presidio stabile nel mercato londinese

Nel nuovo corner i visitatori possono acquistare prodotti del Friuli Venezia Giulia e fermarsi per una degustazione di frico e Prosciutto di San Daniele. Nei punti mescita del mercato trovano spazio anche etichette vinicole e distillati regionali, così da proporre un’offerta più ampia e riconoscibile.

L’apertura di Mayfair arriva dopo quella del primo chiosco, avviato il 3 settembre, e si inserisce in un progetto più esteso che prevede la presenza del marchio Io Sono FVG in tre sedi londinesi: Elephant & Castle, Mayfair e Wood Wharf. La strategia punta dunque sulla continuità, non su un’iniziativa isolata.

Alla serata inaugurale hanno preso parte anche alcuni giocatori del Watford, coinvolti nella realizzazione di contenuti social insieme a Cooking with Bello, ulteriore elemento pensato per dare risonanza all’iniziativa anche sulle piattaforme digitali.

Perché questa apertura interessa anche la provincia di Pordenone

Dal punto di vista del Pordenonese, la notizia ha un peso preciso: ogni spazio internazionale dedicato alle eccellenze del Friuli Venezia Giulia contribuisce a rafforzare l’immagine complessiva della regione e, di riflesso, dei suoi territori. In questo percorso il cibo diventa un veicolo immediato per far conoscere paesaggi, tradizioni produttive, accoglienza e cultura locale.

Fedriga ha insistito proprio su questo passaggio, sottolineando che la promozione non può fermarsi al prodotto in sé ma deve spiegare da dove nasce, come viene preparato e quale patrimonio di lavoro e comunità porta con sé. Un’impostazione che interessa da vicino anche le aree della Destra Tagliamento, dove la valorizzazione del territorio passa spesso dall’intreccio tra impresa, turismo e identità.

L’idea, in sostanza, è usare le specialità regionali come porta d’ingresso per raccontare il Friuli Venezia Giulia a una platea molto più ampia del solo mercato britannico. Londra, in questo senso, è considerata una piazza capace di moltiplicare la visibilità.

I prodotti presenti e le aziende coinvolte

La proposta allestita nel progetto comprende una gamma ampia di referenze: prosciutto, formaggi e frico, ma anche vini, liquori, miele, gubana, olio extravergine d’oliva, aceto balsamico e prodotti a base di tartufo. L’obiettivo è mostrare la varietà della produzione regionale, non una sola icona gastronomica.

Le imprese coinvolte sono Casa del Prosciutto Alberti, Cucina di Carnia, Distilleria Buiese, azienda agricola Pomis, azienda vitivinicola Paolo Rodaro, azienda agricola Parovel, Apicoltura Comaro, Acetaia Midolini, Macoritto Valentino – I Macoritti, Mamerie e Dorbolò Gubane.

Questa composizione mette insieme realtà differenti per tipologia e provenienza, restituendo l’immagine di un paniere regionale costruito per parlare a pubblici diversi. Per le aziende, la presenza in un contesto del genere significa esporsi in una vetrina stabile, con la possibilità di intercettare consumatori abituati a offerte gastronomiche internazionali.

I numeri delle sedi londinesi

La scelta di puntare su Mercato Metropolitano si lega anche ai flussi che queste strutture sono in grado di generare. Secondo i dati presentati, l’intero circuito raggiunge 12 milioni di visite all’anno e serve 5 milioni di clienti.

Nel dettaglio, la sede di Mayfair conta circa 15 mila presenze giornaliere, mentre Canary Wharf ed Elephant & Castle si attestano intorno a 5 mila ciascuna. Attorno a queste location gravitano inoltre bacini molto ampi: il distretto di Mayfair e West End supera i 10 milioni di visitatori annui e ospita ogni giorno oltre 240 mila professionisti; Canary Wharf accoglie più di 120 mila professionisti al giorno; Elephant & Castle può contare su oltre 170 mila residenti.

Si tratta di numeri che spiegano bene la portata dell’operazione: il Friuli Venezia Giulia, e con esso anche i territori della provincia di Pordenone quando si parla di attrattività regionale, entra in un circuito capace di garantire visibilità continua davanti a un pubblico vasto e composito.

Le prossime mosse del progetto

Nella stessa giornata Fedriga ha effettuato un sopralluogo anche nell’area di Piccadilly, dove in futuro potrebbe nascere un’altra sede di Mercato Metropolitano. L’ipotesi aprirebbe un’ulteriore possibilità di rafforzare la presenza regionale nella capitale inglese.

Per ora il percorso resta concentrato sulle tre sedi già coinvolte, ma la linea indicata è chiara: consolidare nel tempo una presenza che tenga insieme imprese, promozione turistica e riconoscibilità del territorio. Per il Friuli Venezia Giulia, e quindi anche per il sistema economico che guarda dalla provincia di Pordenone ai mercati esteri, la sfida è trasformare questa vetrina in un’opportunità duratura.

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