Medici di famiglia, nel Pordenonese resta il vuoto: decine di migliaia di assistiti senza riferimento

In provincia oltre 50 incarichi scoperti. Il tema arriva in Consiglio regionale con le critiche di Serena Pellegrino sulla tenuta della sanità territoriale.

17 giugno 2026 20:45
Medici di famiglia, nel Pordenonese resta il vuoto: decine di migliaia di assistiti senza riferimento -
Condividi

Nel Pordenonese il problema non è più soltanto numerico: per migliaia di residenti manca un riferimento stabile nella medicina di base, proprio nel livello di assistenza che dovrebbe intercettare per primo bisogni quotidiani, cronicità e fragilità. Il tema è tornato al centro del dibattito regionale dopo l’intervento della consigliera Serena Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.

La stima richiamata dalla consigliera parla di circa 80mila persone senza medico di medicina generale nella provincia di Pordenone. A questo si aggiunge un quadro di forte scopertura degli incarichi, con più di cinquanta posti vacanti, mentre diversi professionisti già in servizio si trovano a gestire carichi molto superiori a quelli ordinari.

I punti più esposti in provincia

Le situazioni indicate come più delicate riguardano anzitutto Pordenone e l’area del Noncello. Nella mappa delle difficoltà compaiono poi anche Sacile, Aviano e Brugnera, territori nei quali la tenuta dell’assistenza di prossimità viene descritta come sempre più fragile.

Secondo quanto riportato da Pellegrino, in alcuni casi i medici arrivano a seguire fino a 1.800 assistiti, oltre la soglia ordinaria dei 1.500. Un dato che, nella lettura politica della consigliera, segnala una programmazione non adeguata rispetto a un fabbisogno che da tempo si sta aggravando.

Il peso sulle fasce più fragili

La questione assume un rilievo ancora maggiore in una provincia dove la popolazione anziana e i pazienti con patologie croniche rappresentano una parte consistente dell’utenza sanitaria. Per chi ha bisogno di controlli continui, prescrizioni, visite frequenti o monitoraggio costante, l’assenza di un medico di fiducia non è un disagio marginale ma un problema concreto di accesso alle cure.

Pellegrino definisce insufficiente l’impianto delle risposte fin qui messe in campo e contesta l’idea che strumenti temporanei possano essere presentati come soluzione compiuta. Il nodo, sostiene, non riguarda solo l’emergenza del momento ma la capacità di ricostruire una rete territoriale stabile.

Ambulatori sperimentali e proposta bocciata

Tra i punti contestati ci sono anche gli Asap, gli ambulatori sperimentali di assistenza primaria attivati per tamponare le scoperture. Nella posizione espressa dalla consigliera, questi presidi possono offrire un supporto, ma non sostituiscono il rapporto continuativo tra cittadino e medico di famiglia.

L’esponente di Avs ha inoltre richiamato gli emendamenti presentati dal suo gruppo e non accolti dalla maggioranza. La proposta chiedeva di ampliare in via sperimentale il numero massimo di assistiti assegnabili ai medici in formazione con borsa di studio, come misura transitoria per ridurre almeno nell’immediato i disagi dei pazienti rimasti senza riferimento.

Case della Comunità e confronto politico

Nella sua nota, Pellegrino ha sollevato anche il tema delle Case della Comunità, ritenute ancora non pienamente rispondenti alle necessità del territorio. Il paragone indicato è con il Veneto, dove viene citato un accordo con i medici di famiglia per rafforzare la presenza nelle strutture territoriali e migliorare la continuità assistenziale.

Per la consigliera, in Friuli Venezia Giulia la pressione continua invece a scaricarsi su una rete che non riesce ancora a compensare le mancanze della medicina di base, con ricadute che finiscono per toccare anche il resto del sistema sanitario.

La parte finale dell’intervento politico insiste su un punto: la carenza dei medici di famiglia, secondo Pellegrino, non può essere affrontata soltanto facendo leva sui professionisti in pensione. Il confronto ora resta aperto soprattutto su questo dato di partenza, che nel Pordenonese continua a pesare: migliaia di cittadini senza medico assegnato e una copertura lontana dagli standard attesi.

Segui Diario di Pordenone