Mense scolastiche, dopo il caso nel Pordenonese la Regione precisa: nessuno stop a maiale e prosciutto

Riccardi interviene sulla discussione nata in provincia di Pordenone: le indicazioni per le scuole riguardano equilibrio nutrizionale e frequenza di consumo.

22 ottobre 2026 12:49
Mense scolastiche, dopo il caso nel Pordenonese la Regione precisa: nessuno stop a maiale e prosciutto -
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La discussione nata in questi giorni nel Pordenonese sui menù delle mense scolastiche spinge la Regione a mettere un punto fermo: nelle indicazioni regionali non esiste alcuna esclusione per carne suina o prosciutto. Il chiarimento è arrivato dall'assessore alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto sul tema dopo le polemiche emerse in provincia di Pordenone.

Il nodo, spiega la Regione, riguarda il piano alimentare destinato ai bambini e non scelte legate ad altri fattori. Le linee di indirizzo per la ristorazione scolastica, infatti, sono state costruite con finalità sanitarie e preventive, con l'obiettivo di proporre pasti bilanciati durante il percorso scolastico.

Il chiarimento dopo le polemiche

Riccardi è tornato sull'argomento a margine di un incontro con il direttore generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, Mario Cichetti, e con Manlio Palei, direttore del Servizio prevenzione, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria della Regione. In quell'occasione ha ribadito che il maiale e il prosciutto restano alimenti ammessi all'interno dei menù, senza alcun bando regionale.

La precisazione arriva dopo il dibattito sviluppatosi nel territorio pordenonese, dove il tema delle mense scolastiche ha acceso attenzione e prese di posizione. Da Trieste l'assessorato ha quindi scelto di specificare il contenuto delle linee guida, per evitare interpretazioni diverse rispetto al testo.

Cosa prevedono le indicazioni regionali

Nel documento regionale, viene raccomandata moderazione nel consumo di carni rosse, categoria nella quale rientra anche la carne suina oltre a quella bovina. Per i prodotti lavorati, come il prosciutto, l'indicazione è di un impiego non abituale, inserito comunque in un'alimentazione equilibrata per i più piccoli.

Il punto centrale, dunque, non è un elenco di cibi proibiti, ma la frequenza con cui alcuni alimenti vengono proposti. La logica seguita è quella della varietà nutrizionale e della tutela della salute, in coerenza con i criteri utilizzati nella ristorazione scolastica.

Le diete particolari restano su un binario separato

La Regione sottolinea anche un altro aspetto: le richieste avanzate dalle famiglie per motivi etici, religiosi o culturali seguono procedure dedicate e non modificano il menù ordinario previsto per tutti gli alunni. Per questo, viene escluso che le linee guida generali siano state pensate sulla base di quelle esigenze specifiche.

Secondo quanto riferito dall'assessore, il lavoro che ha portato alla definizione delle indicazioni regionali è stato sviluppato da professionisti dell'area sanitaria nell'ambito del Piano regionale della prevenzione. L'impostazione, viene ribadito, punta a un'alimentazione sana, alla stagionalità e anche alla valorizzazione delle produzioni del territorio.

Per le scuole della provincia di Pordenone, finite al centro del confronto pubblico negli ultimi giorni, il messaggio che arriva dalla Regione è quindi netto: nessun alimento simbolo della tradizione locale è stato escluso, mentre resta fermo il principio di un'offerta mensa costruita su equilibrio e corretta educazione alimentare.

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