Piancavallo e Valcellina tra le aree più colpite dal maltempo: torna la neve in quota

Nel Pordenonese piogge molto intense su montagna e pedemontana, allagamenti in cinque comuni e temperature in diminuzione dalla notte.

22 ottobre 2026 09:32
Piancavallo e Valcellina tra le aree più colpite dal maltempo: torna la neve in quota -
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La fase più pesante del maltempo ha lasciato nel Pordenonese soprattutto tanta acqua, qualche criticità diffusa tra pedemontana e montagna e un brusco cambio di scenario in quota, dove è ricomparsa la neve. Il quadro diffuso dalla Protezione civile regionale alla chiusura dell’evento mette in evidenza come proprio il settore occidentale del Friuli, e in particolare l’area pordenonese, abbia raccolto alcuni dei valori di pioggia più alti dell’intera regione.

Tra i dati che spiccano ci sono i 348 millimetri registrati a Malga Valine e i 300 millimetri di Piancavallo durante l’evento. Numeri che spiegano bene l’intensità della perturbazione transitata tra il 21 e il 22 ottobre, accompagnata anche da circa 300 fulminazioni al suolo e da vento sostenuto.

Il bilancio nei comuni della provincia

Per quanto riguarda gli effetti sul territorio, le segnalazioni di allagamenti hanno interessato Aviano, Budoia, Fanna, Meduno, Polcenigo e San Giorgio della Richinvelda. Sono località che disegnano una fascia molto precisa della provincia di Pordenone, tra pedemontana e area delle risorgive, dove la pioggia si è fatta sentire con maggiore continuità.

Nel resoconto della Sala operativa regionale e del NUE 112 compare anche la chiusura del guado di Rauscedo sul Meduna e del guado di Murlis sui torrenti Cellina e Meduna. Il bollettino mattutino non indica la riapertura dei collegamenti.

A supporto delle attività di controllo e dei ripristini sono stati impiegati circa quaranta volontari dei gruppi comunali di Protezione civile. Il loro lavoro si è concentrato sul monitoraggio dei punti più sensibili e sulla gestione delle situazioni segnalate nelle ore della perturbazione.

Dove ha piovuto di più nel Pordenonese

Le stazioni del comparto montano pordenonese hanno raccolto gli accumuli più consistenti. Oltre a Malga Valine con 348 millimetri complessivi, Piancavallo ha toccato quota 300, mentre Ca’ Selva Invaso è arrivata a 296. Subito dietro compaiono Chievolis con 291 millimetri e Poffabro con 283.

Molto elevati anche i picchi su intervalli più brevi. Tramonti di Sotto ha registrato 62 millimetri in un’ora e 126 in tre ore, un dato che rende bene la forza dei rovesci nella parte alta della provincia. Nelle 24 ore, Malga Valine ha raggiunto 339 millimetri, mentre Piancavallo si è fermata a 294.

Si tratta dei valori più significativi dell’evento e confermano come la montagna pordenonese sia stata al centro della fase più intensa del peggioramento.

Corsi d’acqua in calo, ma con superamenti delle soglie di attenzione

Dal punto di vista idrologico, la nota regionale segnala una situazione in miglioramento nelle ore successive al passaggio del fronte perturbato. I principali fiumi sono rimasti sotto i livelli di guardia, mentre i livelli dei corsi d’acqua risultavano in diminuzione nel aggiornamento del mattino.

Nel Pordenonese sono però stati osservati superamenti delle soglie di attenzione su alcuni corsi monitorati: il Colvera alla stazione di Maniago e il Cosa a Travesio. Sono indicazioni importanti soprattutto per la fascia pedemontana, che nelle ultime ore ha dovuto convivere con precipitazioni molto abbondanti.

Neve di nuovo sulle montagne e calo termico in arrivo

Con l’ingresso di aria più fredda, la perturbazione si sta spostando verso est lasciando spazio a condizioni più asciutte. In montagna la neve è tornata a cadere oltre i 1.500 metri circa e, nel corso della mattinata, la quota è prevista in abbassamento soprattutto sul comparto alpino regionale, fino attorno ai 1.200 metri sulle Giulie.

Per il territorio pordenonese il segnale più evidente sarà soprattutto il netto calo delle temperature tra giovedì e venerdì. In pianura è previsto vento sostenuto da nord, mentre il miglioramento dovrebbe affermarsi dalla tarda mattinata a partire dai settori occidentali, quindi anche in provincia di Pordenone, con un pomeriggio più stabile.

Raffiche forti anche in montagna

Il vento ha accompagnato per tutta la durata dell’evento la fase di maltempo. Tra i valori più alti riportati dalla Protezione civile regionale compaiono diverse stazioni del Pordenonese: Malga Rest ha raggiunto 87 chilometri orari, Pala d’Altei 76, il Rifugio Maniago 75 e Ravedis Invaso 73.

Numeri che si sommano a un quadro già pesante per la montagna occidentale del Friuli, dove pioggia, raffiche e abbassamento delle temperature hanno segnato il passaggio dalla fase più acuta dell’allerta a un graduale ritorno alla normalità. Il dato più incoraggiante, al momento, resta la discesa dei livelli dei corsi d’acqua dopo una delle ondate di maltempo più intense registrate in queste ore sulla provincia.

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