Porcia, intesa Electrolux: meno uscite e 32 milioni sul sito friulano
La consigliera regionale Lucia Buna legge l’accordo come un segnale per il polo industriale locale e per l’indotto che ruota attorno allo stabilimento.
Per il tessuto produttivo che gravita attorno a Porcia, l’intesa su Electrolux viene letta come un passaggio che può incidere non solo dentro lo stabilimento, ma anche lungo tutta la filiera collegata al sito.
A intervenire è la consigliera regionale della Lega Lucia Buna, che sottolinea due dati considerati centrali nell’accordo: il ridimensionamento delle uscite previste tra gli operai specializzati, scese da 256 a 94, e la conferma di 32 milioni di euro di investimenti.
Il peso della partita per Porcia
Nella valutazione espressa dalla consigliera, questi numeri offrono una prospettiva allo stabilimento del Pordenonese e contribuiscono a trattenere sul territorio competenze ritenute strategiche.
Buna richiama in particolare le funzioni legate a ricerca e sviluppo, ingegneria, acquisti e qualità, considerate essenziali per il profilo industriale del sito e per la sua tenuta nel tempo.
Non solo fabbrica: il riflesso sull’indotto
Il ragionamento, nella nota diffusa, si allarga poi oltre i cancelli dell’azienda. Attorno a Electrolux, osserva l’esponente leghista, si muove infatti una rete composta da fornitori, imprese e lavoratori che dipende dalla continuità produttiva del complesso di Porcia.
Per questo, secondo Buna, la tenuta del sito non riguarda esclusivamente l’organizzazione interna dell’azienda, ma tocca un sistema economico e occupazionale più ampio, con effetti che interessano l’area pordenonese.
La richiesta: impegni tradotti in lavoro
Nella stessa presa di posizione arriva anche un ringraziamento al viceministro Vannia Gava, indicata da Buna come figura che ha seguito la vicenda insieme alla Regione e alle parti sociali.
Il punto decisivo, aggiunge la consigliera, sarà però il rispetto degli impegni sottoscritti. L’obiettivo indicato è che l’accordo produca ricadute concrete in termini di attività produttiva e occupazione, a tutela dei lavoratori e del futuro industriale dell’area.
Da qui l’attenzione annunciata sui prossimi passaggi, in una vertenza che per Porcia resta strettamente legata alla capacità di difendere competenze, volumi e ruolo dello stabilimento nel sistema manifatturiero locale.