Pordenone 2027, in piazzetta Calderari debutta “La matita del tempo”

Nel centro cittadino è comparso il primo segnale stabile del percorso verso la Capitale italiana della Cultura: un’installazione interattiva pensata per accompagnare il territorio fino al 2027.

A cura di Web Team Web Team
26 settembre 2026 14:29
Pordenone 2027, in piazzetta Calderari debutta “La matita del tempo” -
Condividi

Il cammino verso il 2027 entra nello spazio pubblico e prova a farsi presenza quotidiana. A Pordenone, in piazzetta Calderari, è stata presentata “La matita del tempo”, struttura ideata per rendere visibile l’avvicinamento all’anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura.

Per il territorio pordenonese il passaggio ha anche un valore simbolico: il progetto smette di essere soltanto programmazione amministrativa e prende forma in uno dei punti più frequentati del centro, con un segno destinato a restare anche dopo la conclusione del 2027.

All’inaugurazione erano presenti il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, la giunta comunale, il presidente del Consiglio comunale con i consiglieri, diversi sindaci dell’area e rappresentanti regionali. Una partecipazione che l’amministrazione legge come conferma della dimensione ampia del dossier culturale, non limitata ai confini del capoluogo.

Un segnale visibile nel cuore della città

L’installazione è stata collocata in piazzetta Calderari come primo elemento concreto del countdown verso il 2027. Nelle intenzioni del Comune dovrà accompagnare i cento giorni che separano la città dall’avvio dell’anno da capitale, ma non sarà un allestimento temporaneo destinato a sparire subito dopo.

La scelta è quella di lasciare in eredità un punto fisso capace di raccontare appuntamenti, novità e iniziative anche negli anni successivi. In questo senso l’opera viene presentata non solo come un simbolo celebrativo, ma come uno strumento di comunicazione urbana.

Come funziona “La matita del tempo”

Il manufatto è descritto come una struttura in acciaio di colore arancione, con componenti luminose e sonore. Il pubblico può interagire attraverso tre pulsanti, pensati per consultare contenuti dedicati a Pordenone 2027 e aggiornati in tempo reale.

L’idea è portare informazioni e racconto culturale fuori dagli spazi istituzionali, intercettando residenti, visitatori e chi attraversa abitualmente il centro. Una specie di postazione narrativa urbana, costruita per rendere il percorso più riconoscibile nella vita di tutti i giorni.

La città si prepara a cambiare volto

Con questa inaugurazione prende avvio anche la fase di trasformazione visiva legata alla Capitale italiana della Cultura. Il Comune ha annunciato che nelle prossime settimane compariranno altri elementi grafici, insegne e simboli dedicati, inseriti nel tessuto urbano come parte della preparazione al 2027.

Si tratta di una “vestizione” progressiva della città che, secondo Palazzo comunale, dovrà rendere più percepibile il progetto sia per chi vive a Pordenone sia per chi arriva dal resto della provincia e dal Friuli occidentale.

Un progetto che guarda oltre il capoluogo

L’assessore alla Cultura Alberto Parigi ha indicato l’installazione come un primo passaggio tangibile di un percorso destinato a coinvolgere piazze, strade e comunità. Il richiamo al territorio è stato uno dei punti centrali della presentazione, insieme all’idea di trasformare il conto alla rovescia in un elemento familiare e condiviso.

Anche la vicesindaco Mara Piccin ha sottolineato il carattere trasversale del lavoro in corso, che riguarda non soltanto la cultura ma anche aspetti come mobilità, accoglienza e decoro urbano. La presenza dei sindaci del territorio rafforza questa lettura: la sfida del 2027 viene proposta come un’occasione che interessa l’intera area pordenonese, non come un appuntamento confinato al solo centro cittadino.

Nel corso della presentazione, il ministro Luca Ciriani ha definito il 2027 un traguardo storico per Pordenone, richiamando la crescita di visibilità culturale costruita negli ultimi anni anche grazie a manifestazioni ormai riconosciute a livello nazionale. “La matita del tempo” segnerà da ora in avanti questo avvicinamento, giorno dopo giorno, lasciando in città un presidio stabile del percorso avviato.

Segui Diario di Pordenone