Pordenone accoglie il popolo FIDAS: centro pieno per la giornata dedicata ai donatori

La tappa conclusiva del 64° Congresso nazionale ha portato in città più di mille volontari del sangue. Presente anche il sindaco Alessandro Basso.

17 maggio 2026 17:25
Pordenone accoglie il popolo FIDAS: centro pieno per la giornata dedicata ai donatori -
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Il cuore di Pordenone si è riempito di colori, labari e delegazioni arrivate da molte regioni italiane per l’appuntamento che ha chiuso il 64° Congresso nazionale FIDAS. Nella mattinata di oggi oltre mille donatori hanno attraversato le vie del centro, trasformando la città nel punto di incontro di una delle principali realtà del volontariato legato alla donazione di sangue.

Per il capoluogo si è trattato di una vetrina significativa, non soltanto per i numeri della partecipazione ma anche per il messaggio portato in strada: quello di una rete associativa che mette al centro disponibilità, responsabilità civile e sostegno concreto ai servizi sanitari.

Una chiusura nazionale con Pordenone al centro

La 43ª Giornata del Donatore di Sangue è stata il momento conclusivo del congresso FIDAS e ha raccolto in città i rappresentanti delle federate provenienti da tutta Italia. La sfilata ha dato un volto pubblico alla parte forse più discreta dell’impegno associativo, quella di chi dona regolarmente senza cercare visibilità ma garantendo un contributo essenziale per la collettività.

L’iniziativa ha portato nel centro storico una presenza ampia e ordinata, accompagnando la conclusione di una manifestazione dedicata al valore del dono e al ruolo delle associazioni che operano in questo ambito. Un passaggio che per Pordenone ha avuto anche il significato di un momento di accoglienza verso ospiti arrivati da fuori regione.

Il messaggio del sindaco Alessandro Basso

Alla sfilata ha partecipato anche il sindaco Alessandro Basso, che ha sottolineato il peso sociale del volontariato. «Le associazioni presenti oggi – ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso – dimostrano concretamente quanto il volontariato e la collaborazione tra realtà diverse possano incidere in modo positivo sulla vita delle comunità. Manifestazioni come questa raccontano il volto migliore della nostra città e del nostro territorio: una comunità capace di fare rete, di mettere al centro la solidarietà, il dono e il senso di appartenenza».

Il primo cittadino ha poi richiamato il valore dell’accoglienza mostrata dalla città nei confronti dei partecipanti. «Da sindaco posso dire di essere davvero orgoglioso della mia gente e della mia città. Vedere Pordenone accogliere così tanti donatori provenienti da tutta Italia significa riconoscere il valore di un impegno silenzioso ma fondamentale, che ogni giorno contribuisce concretamente alla salute e al benessere delle persone».

Il volontariato del sangue come identità del territorio

Nel suo intervento, Basso ha legato la giornata a una tradizione di partecipazione civile che nel territorio pordenonese e più in generale in Friuli Venezia Giulia ha radici profonde. Il riferimento è alla cultura del dono come tratto distintivo di una comunità che, anche attraverso l’associazionismo, esprime attenzione verso gli altri e senso di responsabilità.

«La cultura del dono rappresenta uno degli elementi più autentici dell’identità del Friuli Venezia Giulia e di Pordenone: una cultura fatta di generosità, responsabilità e attenzione verso gli altri. Per questo giornate come quella di oggi assumono un significato che va oltre la singola manifestazione e diventano il simbolo di una comunità coesa e solidale. Viva il dono, viva la generosità e viva Pordenone».

La giornata si chiude così con un’immagine precisa per la città: un centro animato da volontari arrivati da tutta Italia e un messaggio che va oltre l’evento, ricordando quanto la donazione di sangue resti un gesto semplice ma decisivo per tante persone.

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