Pordenone, al PalaMarrone una nuova targa nel nome di Mauro: il tributo dello sport cittadino
A trent’anni dalla morte dell’allenatore e atleta, famiglie, società e istituzioni si sono ritrovate nell’impianto di via Molinari.
Nel palazzetto di via Molinari il ricordo è tornato a farsi concreto, davanti a chi oggi vive quegli spazi ogni settimana tra allenamenti, partite e attività giovanile. A Pordenone è stata scoperta una nuova targa dedicata a Mauro Marrone, figura centrale per l’hockey su pista locale, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa.
L’iniziativa ha riportato insieme amministratori, famiglia, dirigenti sportivi e associazioni che continuano a tenere viva la tradizione rotellistica cittadina. Non solo un momento formale, quindi, ma un passaggio che lega la memoria di una stagione importante dello sport pordenonese a chi oggi ne raccoglie il testimone.
Un impianto che custodisce una storia sportiva
La cerimonia si è svolta al PalaMarrone, struttura che già porta il nome dell’ex atleta e tecnico. Con lo svelamento della targa, il tributo ha assunto un significato ulteriore: lasciare un segno visibile e quotidiano in un luogo frequentato da ragazzi, famiglie e società sportive della città.
Erano presenti il sindaco Alessandro Basso, l’assessore allo Sport Elena Ceolin, il presidente regionale del CONI Friuli Venezia Giulia Andrea Marcon, i familiari di Marrone e i rappresentanti del mondo sportivo pordenonese. Accanto alle istituzioni, anche chi con Mauro Marrone ha condiviso il percorso nell’hockey e chi oggi ne tramanda l’eredità dentro e fuori dalla pista.
Nel corso degli interventi è stato sottolineato come il ricordo non riguardi soltanto i risultati ottenuti, ma anche il contributo umano e sportivo lasciato alla comunità. Il senso della mattinata, nelle parole espresse dai presenti, è stato proprio questo: conservare una memoria collettiva capace di parlare anche alle generazioni più giovani.
Il segno lasciato nell’hockey pordenonese
Mauro Marrone morì il 5 novembre 1996, a soli trent’anni. Prima da giocatore, arrivando fino alla Serie B, poi da allenatore, fu tra i protagonisti di una fase molto significativa per l’hockey su pista a Pordenone.
La sua carriera in panchina partì prestissimo: a 23 anni guidava già una squadra di massima serie, diventando il più giovane tecnico italiano in quel ruolo. Nel 1987 conquistò con il Rollen Pordenone il primo titolo tricolore dell’hockey femminile su pista, successo ripetuto altre due volte. Due anni più tardi arrivò anche la nomina a commissario tecnico della Nazionale femminile.
Per questo il suo nome continua ad avere un peso particolare non solo nella memoria cittadina, ma nell’intero panorama rotellistico regionale. Il riconoscimento emerso durante la commemorazione ha riguardato infatti sia il valore dei risultati sportivi sia l’esempio lasciato a chi continua a praticare e insegnare questa disciplina.
Le società che tengono viva la tradizione
A promuovere l’appuntamento sono state ASD GS Hockey Pordenone e ASD Pattinaggio Artistico Pordenone, con il Comune. Due realtà che condividono il palazzetto e che, con attività diverse, rappresentano una parte importante dello sport cittadino legato alle ruote.
L’Hockey Pordenone, oggi, porta avanti quel patrimonio in modo diretto. Il presidente Sergio Maistrello ha richiamato il legame profondo tra la storia della società, la famiglia Marrone e il movimento locale, sottolineando l’impegno a mantenere vivo un settore che coinvolge età molto diverse, dai bambini ai veterani.
Anche il Pattinaggio Artistico Pordenone ha voluto essere presente con la propria testimonianza. La vicepresidente Patrizia Moràs ha ricordato il ruolo del palazzetto come punto di riferimento per un’attività storica in città, oggi frequentata da oltre un centinaio di iscritti, e l’auspicio che gli sport rotellistici possano avere sempre maggiore attenzione.
In pista giovani atleti e vecchie glorie
La mattinata non si è limitata alla parte commemorativa. In pista si sono alternati i più giovani, dal mini hockey all’Under 13, seguiti dalle categorie superiori e dalla prima squadra impegnata nel campionato di Serie B. Un modo concreto per collegare il ricordo di Marrone alla pratica quotidiana dello sport che più ha segnato la sua vita.
Tra i momenti più sentiti anche la sfida tra veterani, con le formazioni degli Amici di Mauro “ex Latus” e degli Amici di Mauro “ex Zoppas”. Presenze che hanno dato alla giornata il tono di un ritrovo di comunità prima ancora che di una celebrazione ufficiale.
Alla cerimonia hanno partecipato inoltre Maurizio Zorni, presidente del Comitato regionale FVG di Skate Italia, e Paolo Da Dalt, delegato provinciale. La famiglia, rappresentata dal fratello Lucio Marrone, ha ringraziato per una giornata vissuta tra ricordi, amicizie e passione sportiva, ribadendo quanto sia importante continuare a far crescere l’hockey. Ed è forse proprio questo il senso più pieno della targa scoperta a Pordenone: non fermare il passato in una cornice, ma lasciarlo parlare ogni giorno a chi entra in quel palazzetto.