Pordenone, al Verdi il Premio Musica 2026: Barbara Minghetti protagonista di una serata con scuole e giovani voci
Venerdì 30 ottobre in Sala Grande consegna del riconoscimento dedicato all’educazione musicale. Ingresso gratuito con prenotazione.
Al Teatro Verdi di Pordenone il prossimo appuntamento guarda soprattutto al rapporto tra musica, scuola e nuove generazioni. Venerdì 30 ottobre alle 18.30 la Sala Grande ospiterà la consegna del Premio Pordenone Musica 2026 a Barbara Minghetti, figura di riferimento nei progetti che hanno avvicinato bambini, famiglie e insegnanti al teatro d’opera.
Per la città il tema non è astratto: nel territorio pordenonese il percorso legato a Opera Domani è presente da diciotto anni e ha coinvolto nel tempo un numero molto ampio di alunni e ragazzi. La serata al Verdi nasce proprio da questo legame concreto tra attività educativa e vita culturale locale.
L’ingresso sarà gratuito, con prenotazione, in un formato pensato per aprire il teatro anche a chi non frequenta abitualmente il melodramma. Accanto alla cerimonia è previsto infatti un momento di confronto pubblico e un recital costruito con la partecipazione di artisti e studenti.
Un riconoscimento che guarda alla formazione musicale
Il premio, arrivato alla dodicesima edizione, è promosso dal Teatro Verdi insieme al Comune di Pordenone ed è dedicato a personalità che hanno lasciato un segno nell’educazione all’ascolto e nella trasmissione della cultura musicale. È intitolato a Pia Baschiera Tallon e nel corso degli anni ha riunito nomi importanti del panorama nazionale e internazionale.
Barbara Minghetti viene premiata per un lavoro sviluppato nell’arco di oltre trent’anni. Già presidente di AsLiCo e oggi impegnata nella direzione artistica e nei progetti speciali, ha contribuito a costruire con Opera Education un modello rivolto a fasce d’età diverse, dalla prima infanzia fino al pubblico adulto, con esperienze diffuse anche fuori dall’Italia.
Tra i progetti più noti c’è Opera Domani, che coinvolge classi, docenti e famiglie e trasforma i più giovani in parte attiva dello spettacolo. È un’impostazione che a Pordenone ha trovato continuità e partecipazione, diventando uno degli elementi più riconoscibili del rapporto tra il Verdi e le scuole.
Il programma della serata in Sala Grande
Il titolo scelto per l’incontro è “L’opera lirica per tutti: il futuro in scena”. Minghetti dialogherà con Alessandro Taverna, ripercorrendo esperienze e tappe del proprio percorso attraverso immagini e testimonianze. Il filo conduttore sarà quello di una lirica capace di uscire dai confini tradizionali e di parlare a pubblici nuovi.
Il palcoscenico vedrà anche la presenza del Coro di voci bianche delle scuole primarie Edmondo De Amicis e Gaspare Gozzi di Pordenone, presenza che rafforza il carattere cittadino dell’appuntamento. Insieme ai bambini canteranno il tenore Gillen Muguìa e il soprano Irene Celle, con Matteo Failla al pianoforte.
Nel recital sono annunciati brani da Rigoletto, Luisa Miller, La Traviata e Turandot. La chiusura sarà affidata al “Va, pensiero” dal Nabucco, pensato come momento corale condiviso tra interpreti, piccoli cantori e pubblico in sala.
Il legame con Pordenone e gli appuntamenti successivi
Il senso dell’iniziativa, per Pordenone, sta anche nella continuità con un’idea di teatro che mette in contatto generazioni diverse e usa la musica come esperienza partecipata. Non solo una premiazione, dunque, ma una serata che restituisce il lavoro costruito negli anni tra istituzioni culturali, scuole e famiglie.
Il Premio è sostenuto da ITAS Mutua e dalla Fondazione Friuli, con la collaborazione della Fondazione Pia Baschiera Arrigo Tallon. Il giorno successivo, sabato 31 ottobre in mattinata, Barbara Minghetti riceverà anche il Sigillo della Città nella Sala Consiliare del Municipio. Per il pubblico restano disponibili le informazioni attraverso i canali del teatro e la biglietteria al numero 0434 247624.
Per il pubblico pordenonese sarà quindi un’occasione per ritrovare sullo stesso palco il valore dell’educazione musicale, il lavoro delle scuole cittadine e una riflessione sul futuro dell’opera come linguaggio accessibile, non riservato ai soli appassionati.