Pordenone, alle Giornate del Cinema Muto arriva Mark Bridges: focus sui costumi di The Artist
Il due volte premio Oscar sarà al Teatro Verdi l’8 ottobre per un appuntamento dedicato al film che ha rilanciato il linguaggio del muto al grande pubblico.
Tra gli incontri più attesi della prossima edizione delle Giornate del Cinema Muto c’è anche quello con Mark Bridges, nome di primo piano del cinema internazionale e vincitore di due premi Oscar. Il costumista americano sarà a Pordenone giovedì 8 ottobre, al Teatro Verdi, per una conversazione dedicata a The Artist.
Per la città e per il pubblico del festival si tratta di un ospite che si inserisce bene nel profilo della manifestazione, da sempre attenta non solo ai film ma anche ai mestieri che ne costruiscono identità e atmosfera. L’appuntamento è fissato alle 17.45 all’interno della 45ª edizione, in calendario dal 3 al 10 ottobre 2026.
Un incontro che guarda al cinema muto attraverso i costumi
La conferenza porterà il titolo “The Artist (2011): A Recollection with Costume Designer Mark Bridges” e prenderà spunto dal film di Michel Hazanavicius che, nel 2011, riportò il cinema muto al centro del dibattito internazionale. Al centro dell’incontro ci sarà il modo in cui gli abiti contribuiscono a definire epoca, personaggi e tono del racconto.
L’iniziativa rientra nel percorso “L’arte dei costumi”, proposto alle Giornate dal 2022 su ideazione di Deborah Nadoolman Landis, direttrice del David C. Copley Center for Costume alla School of Theater, Film and Television dell’UCLA. Il progetto mette in evidenza un aspetto spesso percepito come secondario, ma decisivo nella costruzione visiva del cinema, con particolare attenzione al patrimonio del muto.
Le difficoltà dietro The Artist
Durante l’appuntamento pordenonese, Bridges ripercorrerà il lavoro svolto su un film molto particolare: un’opera muta, in bianco e nero, realizzata nel XXI secolo e sostenuta da un budget contenuto. Un contesto che impose tempi stretti e scelte molto precise.
Per la lavorazione dei costumi, infatti, il designer ebbe a disposizione circa otto settimane: un periodo nel quale dovette studiare il contesto storico, recuperare capi già esistenti, seguire la creazione di nuovi abiti e coordinare prove continue con cast e comparse. Un lavoro che richiese non solo competenza tecnica, ma anche una conoscenza profonda dell’immaginario del cinema delle origini.
Una carriera tra Oscar e grandi registi
Il nome di Bridges è legato a due Academy Award: il primo proprio per The Artist, il secondo per Il filo nascosto. Per entrambi i titoli arrivò anche il BAFTA, confermando il rilievo internazionale del suo percorso professionale.
Dopo gli inizi in teatro, il suo ingresso nel cinema avvenne come assistente del costumista Richard Hornung. Una fase decisiva della sua carriera è stata poi la lunga collaborazione con Paul Thomas Anderson, sviluppata in nove film, da Sydney fino a Licorice Pizza, passando per titoli come Boogie Nights, Magnolia, Il petroliere e The Master.
Nel tempo ha firmato costumi anche per registi molto diversi tra loro, tra cui Paul Greengrass, Todd Phillips, Steven Spielberg e Bradley Cooper. La sua presenza a Pordenone aggiunge così un tassello di rilievo al programma 2026 del festival, offrendo al pubblico locale l’occasione di ascoltare da vicino uno dei professionisti più riconoscibili del cinema contemporaneo.
Le date da segnare per il pubblico pordenonese
Le Giornate del Cinema Muto torneranno al Teatro Verdi e negli spazi della città dal 3 al 10 ottobre 2026. L’incontro con Mark Bridges è previsto per giovedì 8 ottobre alle 17.45.
Per Pordenone sarà un altro momento di respiro internazionale dentro una manifestazione che continua a richiamare studiosi, appassionati e addetti ai lavori. In questo caso, con uno sguardo particolare su un elemento essenziale del linguaggio cinematografico: il costume come parte viva della narrazione.