Pordenone, dal convegno sulle pari opportunità il dato regionale: lavoro femminile al 65,7%

Alla Biblioteca civica il confronto tra istituzioni e imprese. Rosolen richiama la crescita dell’occupazione femminile e il calo del divario di genere in Fvg.

04 novembre 2026 17:06
Pordenone, dal convegno sulle pari opportunità il dato regionale: lavoro femminile al 65,7% -
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Il tema del lavoro delle donne è tornato al centro del dibattito a Pordenone, dove un incontro dedicato a parità e competitività ha fatto il punto sugli strumenti messi in campo in Friuli Venezia Giulia e sui numeri più recenti dell’occupazione. Dal confronto emerso in città arriva un dato che fotografa l’andamento regionale: nel secondo trimestre del 2026 il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 65,7 per cento.

L’occasione è stata il convegno “Parità, lavoro, competitività. Strumenti e modelli per valorizzare persone e imprese in Friuli Venezia Giulia”, ospitato nella Sala Degan della Biblioteca di Pordenone nell’ambito della European Gender Equality Week. All’iniziativa hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale Alessia Rosolen, la Consigliera regionale di Parità Eleonora Lutterotti e la presidente della Commissione regionale per le pari opportunità Dusy Marcolin.

Un confronto partito da Pordenone

L’appuntamento pordenonese ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni e mondo produttivo, con l’obiettivo di ragionare su organizzazione del lavoro, welfare aziendale e certificazione della parità di genere. Il focus non è stato soltanto sugli incentivi, ma anche sulla capacità delle aziende di costruire ambienti più inclusivi e sostenibili per chi lavora.

Nel suo intervento, Rosolen ha insistito sulla necessità di leggere questi temi dentro un quadro più ampio, che coinvolge famiglie, giovani, servizi educativi e qualità dell’occupazione. La conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, è stato il senso del ragionamento proposto, non riguarda più una sola parte della popolazione attiva ma attraversa l’intero mercato del lavoro.

I numeri regionali richiamati all’incontro

Durante il convegno è stato ricordato che il tasso di occupazione femminile in Friuli Venezia Giulia è salito dal 59,5 per cento del 2018 al 65,7 per cento registrato nel secondo trimestre 2026. Un livello che, secondo i dati illustrati, si colloca al di sopra sia della media italiana sia di quella del Nordest.

La crescita del lavoro femminile, è stato sottolineato, ha inciso in modo rilevante anche sull’aumento complessivo degli occupati in regione. Nello stesso quadro viene collocata anche la riduzione del gender gap, arrivato al valore più basso a fine 2025.

Tra gli indicatori citati c’è poi l’aumento del tasso di attività femminile, ormai vicino al 70 per cento, insieme alla diminuzione di inattività e disoccupazione. Sul versante della qualità del lavoro, l’assessore ha richiamato il calo del part-time non scelto: dal 2018 le donne coinvolte sono passate da quasi 42mila a poco più di 29mila, mentre il lavoro a tempo pieno è cresciuto dell’11 per cento.

Servizi, famiglie e imprese nella stessa strategia

Secondo quanto emerso a Pordenone, una parte del risultato viene collegata alle politiche regionali rivolte a occupazione e famiglie: incentivi alle assunzioni di giovani e donne, sostegno ai servizi educativi, interventi su asili nido e doposcuola, oltre alle misure dedicate al primo anno di vita dei figli.

Nel ragionamento proposto dalla Regione, questi strumenti si affiancano alla formazione e alle iniziative di welfare sviluppate dalle imprese e dalle categorie economiche, con l’obiettivo di rendere più stabili le condizioni di lavoro e di alleggerire il peso organizzativo che spesso ricade sui nuclei familiari.

In questo percorso è stata richiamata anche la legge regionale 14 del 2025 sull’innovazione sociale, indicata come riferimento per riunire in un’unica cornice interventi destinati a persone, famiglie e aziende. Nello stesso contesto si colloca la certificazione della parità di genere, presentata non come semplice pratica formale ma come scelta concreta di responsabilità organizzativa e sociale.

All’incontro è stato infine evidenziato il ruolo della Consigliera regionale di Parità, considerata un punto di raccordo tra indirizzi europei, strumenti regionali e decisioni operative delle imprese. Un passaggio che, partendo dal confronto ospitato a Pordenone, rimette al centro un tema che per il territorio riguarda insieme lavoro, tenuta sociale e prospettive di crescita.

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