Pordenone rilancia Tina Modotti: da Cinemazero un archivio digitale aperto e un percorso verso il 2027
Nel 2026 partirà il progetto dedicato ai 130 anni dalla nascita della fotografa: piattaforma online, ricerche internazionali, scuole e giovani coinvolti.
Pordenone prepara un nuovo capitolo del lavoro su Tina Modotti partendo da uno dei suoi luoghi culturali più riconoscibili. Cinemazero ha messo in cantiere un progetto che guarda al 2026, anno del 130° anniversario della nascita della fotografa, con l'obiettivo di rendere più accessibile e leggibile un patrimonio oggi sparso in molti Paesi.
Il programma, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso l'Assessorato alla Cultura, non si limita a una celebrazione commemorativa. L'idea è costruire uno strumento stabile, utile alla ricerca e alla divulgazione, capace di collegare il lavoro svolto a Pordenone con musei, archivi e collezioni che conservano opere e documenti dell'artista.
Un progetto che parte da Pordenone e guarda oltre i confini
Da anni Cinemazero custodisce nei propri archivi climatizzati il nucleo più consistente di materiali dedicati a Modotti e ha sviluppato un'attività continuativa di studio e valorizzazione. Da questa base pordenonese prende forma ora un'iniziativa più ampia, pensata per ricomporre una storia artistica frammentata tra istituzioni pubbliche e raccolte private distribuite su scala internazionale.
Il risultato atteso è una mappatura complessiva delle testimonianze legate alla fotografa friulana, figura centrale del Novecento ma ancora difficile da leggere in modo unitario proprio per la dispersione delle fonti.
La piattaforma online e i materiali consultabili liberamente
Il fulcro del progetto sarà il sito multilingue tinamodotti.org, concepito come archivio digitale ad accesso libero. Studiosi, studenti e appassionati potranno consultare gratuitamente fotografie, documenti, contenuti audiovisivi, riferimenti bibliografici e testi di approfondimento.
Nella piattaforma confluiranno sia i materiali conservati da Cinemazero sia quelli messi a disposizione da enti e partner che aderiranno al percorso. Tra le istituzioni che possiedono opere o documenti di Modotti figurano, tra gli altri, il MoMA di New York, l'INAH e l'INBAL di Città del Messico, la George Eastman House di Rochester, il SFMoMA di San Francisco, la Fototeca di Pachuca, la Mānoa Library di Honolulu, oltre ad archivi privati come la collezione Salins-Pliego e la Fundación Televisa.
Ricerca internazionale e documenti poco conosciuti
Accanto alla dimensione digitale, Cinemazero sta portando avanti un lavoro di approfondimento su materiali inediti o mostrati raramente. Le ricerche recenti hanno toccato archivi e collezioni in Messico, Cuba, Stati Uniti, Germania e in altri contesti internazionali legati alla biografia e all'opera di Modotti.
Fotografie, riviste d'epoca, carte, testimonianze e materiali audiovisivi dovrebbero contribuire a restituire un profilo più completo dell'artista, non soltanto come fotografa ma anche come figura intellettuale e culturale del suo tempo.
Riccardo Costantini, responsabile degli Archivi di Cinemazero, ha richiamato proprio questo nodo: la notorietà di Tina Modotti non coincide ancora con una conoscenza organica della sua produzione, perché le tracce del suo lavoro sono disperse in più continenti e spesso difficili da ricomporre in un unico quadro.
Scuole e under 35 al centro delle attività collaterali
Il programma coinvolgerà anche le nuove generazioni con un'impostazione che punta a creare partecipazione e non solo consultazione. Sono previste iniziative rivolte a giovani artisti, grafici, educatori e studenti under 35, con concorsi creativi internazionali, laboratori scolastici, percorsi di educazione all'immagine, progetti di mail art e produzioni audiovisive.
In questo passaggio emerge anche un altro asse del progetto: il dialogo tra Friuli Venezia Giulia, Messico e Cuba, territori profondamente intrecciati alla vicenda umana e artistica di Modotti. Per Pordenone significa rafforzare un legame culturale che dal contesto locale si apre a una rete internazionale.
Mostra finale, catalogo e orizzonte Capitale della Cultura
Il percorso sfocerà in una mostra internazionale finale, dove i lavori di studenti e giovani autori saranno messi in relazione con i materiali storici emersi dalla ricerca. L'impostazione prevista è quella di un confronto tra memoria e linguaggi contemporanei, capace di far dialogare documenti d'archivio e nuove produzioni artistiche.
A completare il programma ci saranno anche un catalogo illustrato, incontri pubblici e proiezioni dedicate. L'iniziativa si inserisce inoltre nella prospettiva culturale che accompagna Pordenone verso il 2027, anno in cui la città sarà Capitale italiana della Cultura, confermando il ruolo di Cinemazero come uno dei presìdi locali più attivi nella costruzione di progetti con respiro internazionale.