Pordenone si prepara alla prova del 25 settembre: partecipazione alta agli incontri su emergenze e fragilità

Le serate del percorso cittadino dedicato alla prevenzione hanno richiamato pubblico e volontari. Al centro inclusione, beni culturali e test operativo del COC.

15 settembre 2026 19:16
Pordenone si prepara alla prova del 25 settembre: partecipazione alta agli incontri su emergenze e fragilità -
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La città arriva all’appuntamento del 25 settembre con un dato già evidente: l’interesse dei pordenonesi per il percorso di preparazione all’esercitazione sismica è stato forte, come dimostrano le sale affollate nei due incontri pubblici organizzati nei giorni scorsi.

L’iniziativa rientra in “La memoria che protegge”, il programma promosso dal Comune insieme alla Protezione Civile nell’anno del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli. Le serate dell’11 e del 14 settembre hanno funzionato come tappa di avvicinamento alla simulazione prevista in città, a cui seguiranno gli appuntamenti aperti al pubblico del 26 e 27 settembre in piazza XX Settembre.

Più che un ciclo commemorativo, il percorso ha scelto un taglio pratico. I temi messi al centro riguardano infatti aspetti molto concreti della risposta alle calamità: da una parte la salvaguardia del patrimonio artistico e culturale, dall’altra l’assistenza alle persone con disabilità, sia permanenti sia temporanee.

Pordenone, verso l’esercitazione sismica del 25 settembre: sale piene per le conferenze

Una preparazione che parte dai punti più delicati

La scelta degli argomenti non è casuale. A indicare le priorità sono stati gli stessi volontari, chiamati ogni volta a misurarsi con problemi reali quando si apre una fase di emergenza. L’obiettivo, emerso negli incontri, è costruire una prevenzione comprensibile, utile e capace di riconoscere in anticipo ciò che va protetto con maggiore attenzione.

In questo quadro si inserisce anche il richiamo del sindaco Alessandro Basso al sisma del 1976: la memoria, nelle intenzioni dell’amministrazione, non deve fermarsi al valore simbolico, ma trasformarsi in un sistema che coinvolga istituzioni, scuole, volontariato, Vigili del Fuoco, Dipartimento regionale e cittadini.

La partecipazione registrata nelle due serate viene letta proprio in questa direzione, come segnale di una comunità che vuole arrivare preparata all’esercitazione e capire meglio quale possa essere il proprio ruolo in una situazione critica.

Dai beni culturali all'assistenza inclusiva

Il primo incontro ha affrontato il tema del recupero delle opere d’arte e della messa in sicurezza dei beni culturali colpiti da eventi calamitosi. Sono intervenuti la soprintendente alle Belle Arti del Friuli Venezia Giulia, dott.ssa Ventura, e il restauratore dott. Renato Portolan, con un approfondimento dedicato alle procedure e alle attenzioni necessarie in questi casi.

Il secondo appuntamento ha invece spostato l’attenzione sulle persone con disabilità e sulle modalità corrette di supporto durante un’emergenza. La serata è stata resa accessibile grazie alla presenza di interpreti LIS. Dopo l’introduzione dell’assessora alle Politiche sociali Guglielmina Cucci, hanno preso la parola la dott.ssa Julia Bomben, pordenonese ed esperta di pianificazione di Protezione Civile inclusiva, e il dott. Enrico Pozzato.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati strumenti relazionali e operativi per assistere chi si trova in condizioni di fragilità, con un’anticipazione anche sull’attività esperienziale che sarà proposta in piazza XX Settembre nei giorni successivi all’esercitazione.

Il contributo di Vigili del Fuoco e gruppo comunale

Tra i protagonisti del percorso ci sono stati anche i Vigili del Fuoco. Il comandante, ing. Giorgio Basile, ha approfondito sia le tecniche legate al recupero dei beni culturali sia le procedure di soccorso rivolte alle persone con disabilità, due fronti che richiedono competenze specifiche e coordinamento.

Ha partecipato inoltre la dott.ssa Maria Teresa Plet, responsabile del volontariato di Protezione Civile del Dipartimento regionale. A portare l’esperienza diretta del territorio è stato poi il gruppo comunale di Protezione Civile.

Il volontario Gianluigi Ricci ha raccontato l’attività svolta durante l’alluvione che nel 2023 ha colpito la Romagna, mentre il capogruppo, ing. Fabio Braccini, ha illustrato il lavoro portato avanti a Pordenone per rendere la risposta alle emergenze sempre più attenta all’inclusione.

Il test operativo e il programma in piazza

Il passaggio centrale resta ora quello del 25 settembre, quando il Comune metterà alla prova il proprio sistema di risposta attraverso una simulazione sismica supportata dal sistema regionale di Protezione Civile. In quella giornata saranno attivate tutte le funzioni di emergenza del Centro Operativo Comunale, il COC.

Pordenone, verso l’esercitazione sismica del 25 settembre: sale piene per le conferenze

Dopo la prova sul campo, il calendario proseguirà il 26 e 27 settembre con gli eventi pubblici in piazza XX Settembre. Il filo conduttore dell’intero programma, emerso con chiarezza anche nelle conferenze partecipate, è semplice: ricordare il terremoto del Friuli per fare di Pordenone una città più pronta, più consapevole e più capace di proteggere persone e patrimonio nei momenti difficili.

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