Pordenone si prepara a tre giorni di musica diffusa: Piano City 2026 invade piazze, corti e locali

Dal 19 al 21 giugno il festival porterà in città più di cento appuntamenti gratuiti, con pianisti italiani e stranieri e undici strumenti aperti a tutti.

A cura di Web Team Web Team
28 maggio 2026 19:56
Pordenone si prepara a tre giorni di musica diffusa: Piano City 2026 invade piazze, corti e locali -
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Per un intero fine settimana il centro di Pordenone cambierà ritmo. Dal 19 al 21 giugno torna Piano City Pordenone e l’edizione 2026 si annuncia come la più ampia finora, con oltre cento esibizioni, 150 pianisti coinvolti e una rete di spazi cittadini che toccherà piazze, corti storiche, sale, negozi e luoghi d’impresa.

Il festival, arrivato all’ottavo anno, è stato presentato al Piano City Parlour di vicolo San Francesco. La macchina organizzativa è quella del Comitato Piano City Pordenone, affiancato dal Comune, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e di numerosi partner del territorio.

Per Diario di Pordenone il dato più interessante è proprio questo: la manifestazione continua a costruire un rapporto stretto con la città, trasformando luoghi quotidiani in tappe musicali accessibili, tutte a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Una mappa sonora che attraversa il centro

La rassegna si distribuirà in 18 sedi tra spazi pubblici e privati. Accanto ai concerti ospitati in luoghi già legati alla musica, come il Convento di San Francesco, ci saranno appuntamenti all’aperto, esibizioni nelle corti di palazzi cittadini e performance dentro attività commerciali e aziende.

È anche questa una delle cifre riconoscibili dell’appuntamento pordenonese: i Factory Concert, che portano il pianoforte in contesti inconsueti. Oltre al Molino Pordenone, nel programma entrano anche Fontego da Febo, Monologue, The Garden e l’Ambiente, rafforzando un modello che lega cultura, commercio e vita urbana.

Il cartellone mette insieme repertori molto diversi. Classica, jazz, contemporanea, scrittura originale e crossover convivono in una formula che punta a intercettare pubblici differenti e a far circolare la musica ben oltre i luoghi tradizionali dell’ascolto.

I tre appuntamenti simbolo del festival

L’avvio ufficiale è fissato per venerdì 19 giugno alle 21 in piazza della Motta con “Allegro con brio: 4 pianoforti, 16 pianisti, 32 mani”, inserito nel programma di TU27 Teatro Urbano. L’idea è quella di un grande evento collettivo, con sedici musicisti in scena e un impianto visivo e luminoso che coinvolgerà anche le facciate degli edifici, sotto la regia di Federico Cautero.

Il concerto inaugurale è curato dai maestri Pasquale Iannone e Teresa Trevisan, con arrangiamenti di Gregorio Goffredo. Il percorso musicale attraverserà autori e atmosfere molto lontane tra loro, da Tchaikovsky a Gershwin, da Ravel a Rachmaninov, fino a Pérez Prado e Lavignac. In scena saliranno pianisti del Conservatorio di Bari e del Conservatorio Tartini di Trieste.

Sabato 20 giugno, sempre alle 21 ma in piazza San Marco, il festival affiderà uno dei suoi momenti centrali a Leonora Armellini, impegnata in “Chopin Hour”, recital interamente dedicato al compositore polacco.

La chiusura arriverà domenica 21 giugno alle 21, di nuovo in piazza della Motta, con “Afro Baroque”. Protagonisti Yakir Arbib, pianista italo-israeliano non vedente dalla nascita, e Conti Bilong, alla batteria e alla voce, per un finale che guarda all’incontro fra linguaggi e tradizioni musicali diverse.

Non solo grandi nomi: spazio a scuole e giovani pianisti

Uno degli elementi che il festival continua a rivendicare è la dimensione formativa. Nel cartellone trovano posto concertisti affermati, docenti di conservatorio, vincitori di concorsi e interpreti molto giovani, anche tra i 12 e i 14 anni. Tra i nomi annunciati figurano Arianna Bronzi, Zhuoya Wang, Gaia Spataro ed Emanuele Iazzarelli, accanto a musicisti all’inizio del proprio percorso professionale come Kamil Kulic, Sofia Grishcheva, Samuele Valenzano e Giulia Falzarano.

Sabato 20 giugno dalle 15 tornerà anche la Staffetta delle Scuole, uno dei momenti più partecipati sul piano territoriale. Gli allievi delle scuole di musica si esibiranno in contemporanea in nove punti della città, spostandosi da un pianoforte all’altro tra corti, gallerie, biblioteca, Villa Baschiera Tallon e altri spazi del centro.

Questa viene indicata dagli organizzatori come l’edizione più ampia della Staffetta, con 18 scuole presenti e nuove adesioni anche dal Veneto, tra cui il liceo musicale “Marco Polo” di Venezia e il liceo “XXV Aprile” di Portogruaro. Prosegue inoltre il lavoro con i conservatori di Trieste e Udine.

Domenica 21 giugno alle 15, nel Convento di San Francesco, è in programma anche “Giovani Scene”, progetto curato da Lucia Grizzo. L’appuntamento proporrà “Il viaggio dell’eroe”, racconto musicale ispirato al Peer Gynt e ad altre pagine di Edvard Grieg, con undici giovani pianisti, la partecipazione di Anna Zanforlini e la voce recitante di Beatrice Vittoria Zorzi.

Jazz, improvvisazione e contaminazioni nel fine settimana

Accanto al repertorio pianistico classico, il festival dedica un capitolo importante al jazz. Sabato il filo conduttore sarà l’improvvisazione, con Alberto Forino in piazzetta Pescheria, Mario Panebianco alla Galleria Asquini e, più tardi, gli appuntamenti con Armando Battiston, Danilo Memoli e il pianista cipriota Hüseyin Kirmizi.

Domenica lo stesso versante proseguirà con Adrien Brandeis, con la formula aperta del DomeniJAM alla Galleria Asquini, con Stefano Nardon alla Loggia del Municipio e con Lorenzo Tosarelli, che presenterà “Guinga e la musica brasiliana”. Annunciati inoltre Daniele Longo, Raf Ferrari e Mattia Niniano.

Sul fronte crossover, sabato sono attesi i Sonic Twins in piazzetta Pescheria e il cubano Ernesto Oliva sotto la Loggia del Municipio. Domenica toccherà invece a Dolores Bratić con “Songs from Greatest Musicals” e a Ivano Leva con “(Nea) 2 Polis” in Corte di Palazzo Gregoris.

Undici pianoforti da suonare liberamente

Tra gli aspetti più riconoscibili di Piano City c’è la presenza dei pianoforti aperti alla città. Anche nel 2026 saranno undici gli strumenti utilizzabili liberamente dai cittadini, collocati in diversi punti del centro e identificati con il nome del luogo che li ospita.

Tra questi ci sono il Cloister Piano nel chiostro della Biblioteca civica, il Garden Piano al bar The Garden, il Fonte Piano da Fontego da Febo e il Design Piano nella showroom de l’Ambiente. A questi si aggiungono altri strumenti sparsi tra attività e spazi urbani, dalla cioccolateria Peratoner alla sede FAI, fino a via Cesare Battisti, piazza XX Settembre, hotel e locali del centro.

Il festival partirà in realtà già il 4 giugno con un’anteprima al Molino Pordenone: alle 21 il Factory Concert sarà affidato ai Minimal Klezmer e al progetto “Musica felice”, costruito sull’incontro tra tradizione klezmer dell’Europa centrale e sonorità contemporanee. Un primo assaggio di una manifestazione che, ancora una volta, punta a fare di Pordenone un grande palcoscenico urbano a cielo aperto.

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