Pordenone guarda al 2027 partendo da Gorizia: in Municipio un tavolo per mettere a terra il modello GO!2025
Scambio tra le due amministrazioni comunali su organizzazione, infrastrutture e rapporti con il territorio in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura
Il percorso verso il 2027 entra in una fase più concreta anche attraverso il confronto con chi sta già vivendo un appuntamento culturale di portata internazionale. In Municipio, a Pordenone, l’amministrazione comunale ha ospitato una delegazione di Gorizia per analizzare da vicino metodi di lavoro, passaggi decisionali e nodi emersi lungo il cammino di GO!2025.
Al centro dell’incontro c’era un obiettivo preciso: trasformare l’esperienza goriziana in indicazioni utili per la preparazione di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, evitando letture astratte e puntando invece su questioni operative, organizzative e istituzionali.
Un confronto tra città che stanno vivendo due passaggi chiave
A ricevere gli ospiti è stato il sindaco Alessandro Basso, che ha accolto il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna insieme ad alcuni componenti della giunta che hanno seguito direttamente il progetto legato a GO!2025 Capitale europea della Cultura.
Per il Comune di Pordenone hanno partecipato anche gli assessori Patrizia Artico, Luca Cagliari, Fabrizio Oreti e Chiara Gatta. Il taglio del vertice è stato quello di un dialogo tra amministratori chiamati a misurarsi con processi complessi, nei quali la programmazione culturale deve procedere di pari passo con la tenuta della macchina comunale.
I temi sul tavolo: non solo eventi ma anche struttura della città
Nel corso del faccia a faccia si è parlato dei rapporti con la Regione Friuli Venezia Giulia, con PromoTurismo e con il mondo economico, ma anche di aspetti molto pratici che accompagnano un titolo come quello assegnato a Pordenone per il 2027.
Tra gli argomenti affrontati sono rientrati il tema delle infrastrutture, il decoro urbano, la gestione delle criticità e l’organizzazione amministrativa necessaria per sostenere un programma che coinvolgerà l’intera città. Un passaggio che, per Pordenone, significa misurare fin da ora la capacità di coordinare uffici, partner e territorio.
Il senso dell’incontro, nelle valutazioni emerse dal Municipio, è stato proprio questo: capire quali scelte abbiano funzionato nell’esperienza di Gorizia e quali attenzioni possano rivelarsi decisive nella costruzione del percorso pordenonese.
Per Pordenone una verifica sul lavoro già avviato
Dal confronto è arrivata anche una sorta di riscontro sul cammino già impostato dall’amministrazione cittadina. Secondo il sindaco Basso, il dialogo con chi è immerso in un’esperienza analoga aiuta a leggere con maggiore precisione le decisioni prese finora e a individuare gli ambiti nei quali rafforzare coordinamento e condivisione.
Il passaggio in Municipio ha avuto quindi un valore politico e amministrativo insieme. Da una parte la collaborazione tra due Comuni del Friuli Venezia Giulia, dall’altra la necessità di attrezzarsi per tempo su dossier che non riguardano soltanto il cartellone culturale, ma anche servizi, spazi urbani e relazioni con i soggetti del sistema regionale.
La linea indicata dal Comune di Pordenone resta quella di un lavoro corale con istituzioni, categorie economiche e realtà del territorio. L’incontro del 28 maggio si inserisce in questo percorso: usare quanto già sperimentato a Gorizia come base concreta per arrivare preparati all’appuntamento di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.