Pordenonelegge 2026, al Teatro Verdi arriva Eshkol Nevo per il premio “La storia in un romanzo”
Lo scrittore israeliano sarà protagonista il 19 settembre a Pordenone: riconoscimento del festival e incontro pubblico sul legame tra narrativa e tempo presente.
Nel programma di pordenonelegge 2026 c’è già un appuntamento che richiama l’attenzione del pubblico cittadino: sabato 19 settembre, alle 18, il Teatro Verdi ospiterà la consegna del Premio Crédit Agricole “La storia in un romanzo” a Eshkol Nevo, tra le voci più note della narrativa israeliana contemporanea.
L’evento rientra nella 27ª edizione del festival, prevista a Pordenone dal 16 al 20 settembre, e porterà nel cuore della città uno degli incontri più riconoscibili della manifestazione. Dopo la premiazione è previsto un confronto aperto al pubblico sul rapporto fra romanzo e storia, un nodo centrale nel lavoro dello scrittore.
Un autore atteso nel cuore del festival
Il riconoscimento nasce dalla collaborazione tra Fondazione Pordenonelegge e Crédit Agricole Italia e viene assegnato a Nevo per una scrittura capace di intrecciare la dimensione privata con i grandi movimenti della storia. Nelle sue pagine, relazioni familiari, amicizie, legami sentimentali e fratture personali diventano il punto da cui osservare tensioni collettive e passaggi cruciali della società israeliana.
Per il pubblico di Pordenone sarà anche l’occasione per ascoltare dal vivo un autore che, libro dopo libro, ha costruito una narrazione in cui il contesto politico e civile non resta sullo sfondo, ma entra nella vita quotidiana dei personaggi con effetti concreti, spesso dolorosi e sempre profondamente umani.
I titoli più recenti arrivati in Italia
L’incontro al Verdi offrirà spazio anche alle pubblicazioni più recenti uscite nel nostro Paese per Feltrinelli Gramma. Tra queste figurano la nuova edizione di Nostalgia, arrivata nel gennaio 2026, La simmetria dei desideri, riproposto nel 2025, e Legami, pubblicato nel 2024.
Nostalgia è il romanzo d’esordio di Nevo ed è ambientato nell’anno dell’assassinio di Yitzhak Rabin. La simmetria dei desideri segue invece quattro amici alla vigilia della finale dei Mondiali del 1998. Legami, raccolta di racconti, ha avuto inoltre un’ulteriore ricaduta culturale: dal libro è liberamente tratto il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte, annunciato nelle sale dal 3 dicembre.
Le ragioni della scelta
Nella motivazione del premio viene messo in rilievo il modo in cui Nevo racconta Israele non come semplice scenario, ma come spazio umano attraversato da conflitti, attese e interrogativi che superano i confini nazionali. Il suo stile viene descritto come limpido ed empatico, capace di mostrare quanto le vicende individuali siano spesso attraversate da temi più larghi come memoria, appartenenza e convivenza.
Il riconoscimento sottolinea anche un aspetto particolarmente attuale: in una stagione in cui la storia rischia di essere ridotta a semplificazioni e contrapposizioni, il romanzo continua a rappresentare uno spazio di complessità, ascolto e dubbio. È in questa direzione che si colloca il valore attribuito all’opera dello scrittore israeliano.
Un premio che a Pordenone ha già ospitato grandi firme
Nato a Gerusalemme nel 1971, Eshkol Nevo insegna scrittura creativa ed è tradotto in 14 lingue. In Italia sono arrivati nel tempo anche Neuland nel 2012, Soli e perduti nel 2015, Tre piani nel 2017, L’ultima intervista nel 2020 e Le vie dell’Eden nel 2022.
Il premio assegnato a Pordenone ha costruito negli anni un albo d’oro di primo piano, con nomi come Arturo Pérez-Reverte, Abraham Yehoshua, Art Spiegelman, Alessandro Baricco, Ian McEwan, Martin Amis, Umberto Eco, Emmanuel Carrère, Javier Cercas, Wole Soyinka, Robert Harris, Svetlana Aleksievič, Olga Tokarczuk, Fernando Aramburu, Jhumpa Lahiri, Annie Ernaux, Azar Nafisi e Ildefonso Falcones, premiato nel 2025.
Durante la cerimonia al Teatro Verdi, Nevo riceverà anche il Tallero d’argento dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, simbolo storico del riconoscimento e richiamo a un’idea di incontro e convivenza tra i popoli che il festival pordenonese continua a tenere al centro del suo percorso.