Pordenonelegge apre la sua settimana: città in vetrina tra libri, lavoro e l’orizzonte del 2027

Inaugurata a Pordenone la nuova edizione del festival, con una bandiera simbolo e il richiamo al percorso verso il 2027.el festival. In programma più di 650 autori e, domenica, la chiusura con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

16 settembre 2026 21:03
Pordenonelegge apre la sua settimana: città in vetrina tra libri, lavoro e l’orizzonte del 2027 -
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Per Pordenone si apre una delle settimane più riconoscibili dell’anno: quella di Pordenonelegge, che da oggi rimette il centro cittadino al centro della scena culturale nazionale e internazionale. L’edizione 2026 della manifestazione è stata avviata ufficialmente il 16 settembre e accompagnerà la città fino a domenica, giornata in cui è attesa la presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

Il festival porta in calendario oltre 650 autori e rilancia, insieme al programma letterario, anche l’immagine di una città che si prepara al percorso verso il 2027, anno in cui Pordenone sarà Capitale italiana della cultura. L’avvio della rassegna ha messo subito in evidenza questo doppio binario: il richiamo dei libri e la proiezione pubblica della città.

Nel corso della cerimonia inaugurale è stata svelata anche la nuova bandiera della manifestazione: fondo giallo e una stella a nove punte, pensata come richiamo alle nove lettere del nome Pordenone. Un segno simbolico che accompagna questa edizione e che si lega all’identità cittadina in una fase particolarmente significativa.

Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica

Una partenza che parla alla città

All’apertura hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Fondazione Michelangelo Agrusti, il sindaco Alessandro Basso, il presidente della Camera di commercio di Udine Giovanni Da Pozzo e i parlamentari Emanuele Loperfido e Marco Dreosto. Presenti anche i curatori Gianmario Villalta, Valentina Gasparet e Alberto Garlini, insieme alla direttrice della Fondazione Michela Zin.

Nel corso degli interventi è stato sottolineato il peso di questa edizione, sia per la dimensione del programma sia per la conclusione di domenica affidata alla visita del Presidente della Repubblica. Il festival conferma così la propria capacità di portare a Pordenone un confronto ampio, in un tempo dominato dalla velocità, rimettendo al centro lettura, ascolto e approfondimento.

Libertà, consapevolezza e profilo internazionale

Tra i passaggi più marcati della mattinata, quello del vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil, che ha collegato la manifestazione al valore civile della lettura. Nel suo ragionamento, leggere non è soltanto un gesto culturale, ma un esercizio che rafforza autonomia di giudizio e consapevolezza.

Anzil ha anche richiamato il ruolo che Pordenonelegge ha avuto nel dare alla città una visibilità che supera da tempo i confini locali, grazie all’arrivo di autori e idee dall’Italia e dall’estero. In questa prospettiva, Pordenone viene letta come una realtà di confine capace di tenere insieme apertura internazionale e radicamento nella propria identità.

Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica

Dentro il festival entra anche la questione Electrolux

L’inaugurazione non ha toccato soltanto i temi culturali. Durante la cerimonia è intervenuto anche Pietro Mancino, rappresentante della Rsu Fiom dello stabilimento Electrolux di Porcia, portando all’attenzione del pubblico la vertenza che riguarda uno dei nodi industriali più rilevanti del territorio.

È un passaggio che ha dato alla giornata un tono strettamente pordenonese: accanto ai libri, il lavoro; accanto alla dimensione simbolica del festival, le preoccupazioni concrete di un’area produttiva che continua a interrogarsi sul proprio futuro. Un richiamo che ha inserito la manifestazione dentro la vita reale della comunità, senza separare cultura e tessuto economico.

A margine dell’appuntamento, l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante ha insistito proprio su questo collegamento tra iniziativa culturale e questioni sociali ed economiche. Ha inoltre ricordato la presentazione del prototipo di una nuova lavatrice di design, indicandolo come elemento di orgoglio per la città e come possibile segnale positivo per il mondo del lavoro.

Pordenonelegge 2026, al via la Festa del libro con oltre 650 autori e Mattarella domenica

La cornice che emerge da questa apertura è quindi quella di un festival che, per Pordenone, non coincide soltanto con il calendario degli incontri. È anche una vetrina di identità, un banco di prova verso il 2027 e uno spazio in cui la città prova a tenere insieme cultura, impresa e visione pubblica del proprio futuro.

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