Pordenonelegge, lo studio: il festival muove 33,8 milioni e rafforza l’economia locale
La ricerca presentata a Pordenone misura l’effetto del festival su imprese, Pil e turismo: 18 euro generati sul territorio per ogni euro investito dalla Fondazione.
Non solo incontri con gli autori e sale piene: Pordenonelegge, secondo uno studio presentato in città, produce anche un effetto economico rilevante per il territorio. La ricerca promossa dalla Fondazione del festival quantifica in 33,8 milioni di euro il valore attivato sul sistema produttivo e in 15,39 milioni il contributo al Pil regionale.
Il dato interessa da vicino anche la provincia di Pordenone, perché fotografa il peso che una manifestazione culturale consolidata può avere su ospitalità, servizi, commercio e filiere creative. La presentazione si è svolta a Palazzo Montereale Mantica, con la partecipazione dei vertici della Fondazione, delle istituzioni locali e del professor Guido Guerzoni dell’Università Bocconi, che ha curato l’analisi attraverso Formules Srl.
Quanto vale il festival per il territorio
Il passaggio più netto emerso dallo studio riguarda il rapporto tra investimento e ricaduta: per ogni euro impiegato dalla Fondazione, sul territorio se ne attivano 18. Un moltiplicatore che dà la misura della capacità del festival di andare oltre la dimensione culturale in senso stretto, coinvolgendo attività economiche diverse.
L’indagine, realizzata con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia e costruita anche sull’analisi del pubblico, mette in luce pure la spesa dei visitatori. Chi arriva dall’estero spende in media 340 euro al giorno, mentre per il pubblico italiano la cifra indicata è di 307 euro. Anche da qui deriva una parte importante dell’impatto registrato.
Turismo, imprese e filiere creative
Per Pordenone e per l’area provinciale il risultato è significativo soprattutto sul piano dell’attrattività. Il festival richiama presenze, consolida la reputazione culturale della città e alimenta un indotto che tocca strutture ricettive, ristorazione, trasporti, servizi e professioni legate all’organizzazione degli eventi.
Nel corso dell’incontro, il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil, ha sottolineato come la ricerca confermi il ruolo della cultura come leva di sviluppo, non solo in termini simbolici ma anche occupazionali ed economici. Il senso politico del messaggio è chiaro: investire in questo ambito significa rafforzare la capacità competitiva dei territori.
Lo stesso studio, nelle valutazioni emerse durante la presentazione, viene letto anche come uno strumento utile a misurare con criteri indipendenti il peso effettivo della manifestazione. Un passaggio non secondario, perché consente di tradurre in numeri l’impatto percepito da anni da chi vive il festival e da chi lavora nel tessuto economico locale.
Il legame con il percorso verso il 2027
La presentazione della ricerca è arrivata nella giornata di inaugurazione di Eureka, la Fiera nazionale delle imprese culturali e creative in corso a Pordenone. Un accostamento che, nelle intenzioni espresse durante l’appuntamento, evidenzia la connessione tra produzione culturale e mondo dell’impresa.
Il tema si inserisce anche nel cammino che porterà Pordenone al 2027, anno in cui sarà Capitale italiana della Cultura. In questa prospettiva, i numeri di Pordenonelegge diventano un indicatore concreto: non soltanto prestigio e partecipazione, ma una capacità misurabile di generare movimento economico e valore diffuso per la comunità locale.