Pordenonese, asse viario da 9,7 milioni: via al collegamento tra San Quirino, Aviano e Roveredo

L’intervento sulla ex pista carri punta a ridisegnare i collegamenti dell’area produttiva. Fine lavori indicata per settembre 2027.

A cura di Web Team Web Team
07 agosto 2026 16:35
Pordenonese, asse viario da 9,7 milioni: via al collegamento tra San Quirino, Aviano e Roveredo -
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Un nuovo tracciato di circa tre chilometri è destinato a cambiare gli spostamenti nella fascia tra San Quirino, Aviano e Roveredo in Piano, con l’obiettivo di dare un accesso più diretto alla zona industriale e alleggerire il passaggio dei mezzi sulle strade oggi più cariche.

L’opera, sostenuta da un investimento complessivo di 9,7 milioni di euro, prevede il recupero e la trasformazione della ex pista carri militare in una viabilità ordinaria al servizio del territorio pordenonese. La scadenza indicata per la conclusione del cantiere è settembre 2027.

A fare il punto sull’avanzamento dei lavori è stato il sopralluogo compiuto dall’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante insieme ai responsabili e ai tecnici di Friuli Venezia Giulia Strade, società incaricata della realizzazione.

Nuova viabilità tra Roveredo, Aviano e San Quirino: lavori fino a settembre 2027

Un collegamento pensato per l’area produttiva

Il nodo centrale del progetto riguarda il rapporto tra viabilità e sistema economico locale. La nuova strada dovrà unire in modo più funzionale l’area industriale di San Quirino con la Strada regionale Pn7 di Aviano, creando un percorso più lineare per chi si muove tra poli produttivi, direttrici principali e collegamenti veloci della provincia.

Nel disegno complessivo della mobilità, il tracciato è chiamato a inserirsi anche nella rete che comprende la pedemontana pordenonese, la Cimpello-Sequals, la bretella di Barbeano, l’autostrada e l’asse verso Udine. Per il territorio significa rafforzare l’accessibilità di una zona dove logistica e manifattura hanno un peso rilevante.

Meno pressione sulle strade più trafficate

Tra gli effetti attesi c’è una distribuzione diversa dei flussi veicolari nell’area ovest del Pordenonese. Il nuovo asse dovrebbe contribuire a rendere più scorrevole la circolazione e a ridurre il carico lungo la regionale 251.

Un altro punto riguarda i mezzi pesanti, che secondo le previsioni potranno in parte spostarsi dalla Pontebbana verso un collegamento più adatto. La ricaduta, nelle intenzioni dell’intervento, riguarda sia la sicurezza sia la qualità della vita nei centri abitati che oggi convivono con un traffico intenso.

Il cantiere in una zona agricola delicata

La realizzazione dell’opera non è però priva di complessità. Il tracciato attraversa infatti un’area agricola nella quale i lavori devono procedere senza compromettere le attività già presenti e senza interrompere funzioni essenziali per il territorio.

Nel corso dell’intervento dovranno essere garantiti l’accesso ai fondi, la disponibilità d’acqua per le colture, il regolare funzionamento della torre piezometrica a servizio del Comune di Roveredo in Piano e la salvaguardia del canale irriguo Brentella. Il progetto comprende inoltre interventi su attraversamenti, canali e sottopassi agricoli, così da mantenere continuità alle attività e migliorare le infrastrutture esistenti.

Un’opera attesa da anni

Durante la visita al cantiere, Amirante ha richiamato proprio la difficoltà di portare avanti un’infrastruttura di questo tipo in un contesto dove convivono esigenze agricole, servizi e nuova viabilità. Ha inoltre sottolineato come il collegamento sia il risultato di un percorso molto lungo, maturato dopo decenni di attesa.

Del quadro economico complessivo, circa 6 milioni di euro sono destinati ai lavori. Il tratto interessato resta quello compreso tra Roveredo in Piano, Aviano e San Quirino, dove la vecchia pista militare è destinata a diventare una strada al servizio della mobilità locale e delle attività produttive del Pordenonese.

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Per i comuni coinvolti si tratta di un intervento che punta a incidere non solo sui tempi di percorrenza, ma anche sull’equilibrio tra sviluppo economico, traffico e tutela di un’area che mantiene una forte vocazione agricola.

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