A Prata una mattinata in piazza per educare i ragazzi alla guida sicura
In piazza Wanda Meyer studenti delle scuole del paese a contatto con Carabinieri, mezzi operativi e dimostrazioni pratiche sui rischi dell’alterazione alla guida.
La prevenzione è passata dalla piazza e dal linguaggio più immediato per chi va ancora a scuola: vedere, provare, fare domande. A Prata di Pordenone la seconda Giornata della Sicurezza Stradale ha coinvolto alunni delle primarie e delle medie in un percorso pensato per avvicinare i più giovani ai temi della legalità e dei comportamenti corretti sulla strada.
L’appuntamento si è tenuto nella mattinata di mercoledì 13 maggio 2026, in piazza Wanda Meyer, dove l’amministrazione comunale ha riunito forze dell’ordine, operatori e mezzi di servizio in un’iniziativa aperta anche alla cittadinanza. Dalle 9 alle 13.30 il centro del paese è diventato uno spazio di incontro tra istituzioni e comunità scolastica.
Mezzi, strumenti e spiegazioni dal vivo
Tra le presenze più osservate dai ragazzi c’è stata quella dell’Arma dei Carabinieri, che ha predisposto un’area espositiva ampia, con veicoli e attrezzature utilizzate nell’attività quotidiana. In molti si sono fermati davanti all’Alfa Romeo Giulia di servizio, approfittando dell’occasione per capire più da vicino come si svolgono i controlli lungo le strade del territorio.
Accanto all’auto erano presenti anche gli strumenti impiegati per verificare la velocità, misurare l’eventuale assunzione di alcol e gestire i rilievi negli incidenti, oltre ai dispositivi collegati agli interventi che fanno capo al numero unico 112. Un modo concreto per spiegare ai più giovani che cosa c’è dietro il lavoro di prevenzione svolto ogni giorno.
La prova pratica sugli effetti di alcol e droghe
Uno dei passaggi più efficaci della mattinata è stato il percorso con il simulatore che riproduce le difficoltà di chi si mette al volante in condizioni alterate. Gli studenti hanno affrontato un breve tracciato a ostacoli camminando su un tappetino dopo aver indossato speciali occhiali in grado di falsare la percezione visiva.
L’esperimento mostrava in maniera immediata quanto possano cambiare equilibrio, distanza percepita e capacità di orientarsi quando entrano in gioco alcol o sostanze stupefacenti. Per i ragazzi non è stata soltanto una dimostrazione tecnica, ma una lezione concreta sui rischi che si nascondono dietro comportamenti troppo spesso sottovalutati.
Le investigazioni scientifiche raccontate agli studenti
La mattinata non si è fermata alla sicurezza stradale in senso stretto. A Prata è stato infatti allestito anche uno spazio dedicato al lavoro della Sezione Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri di Pordenone. Attraverso computer, monitor e spiegazioni dirette, il personale specializzato ha illustrato come si effettuano rilievi e repertamenti nelle attività investigative.
Per gli studenti è stata un’occasione utile anche per comprendere il valore della precisione tecnica e della raccolta delle prove, aspetti spesso conosciuti solo attraverso la televisione ma qui presentati con esempi reali e con il supporto degli operatori impegnati sul campo.
A dialogare con i ragazzi sono stati anche il capitano Camilla Bernacchini, comandante della Compagnia Carabinieri di Sacile, insieme ai militari della Stazione locale e del NORM di Sacile. Le domande hanno riguardato il lavoro delle pattuglie, i controlli, gli interventi d’emergenza e l’organizzazione del servizio sul territorio.
La presenza delle autorità provinciali
L’iniziativa ha richiamato in piazza anche i rappresentanti istituzionali della provincia. Erano presenti il prefetto di Pordenone Michele Lastella, il questore Graziella Colasanto, il comandante provinciale dei Carabinieri Emanuele Spiller e il comandante provinciale della Guardia di Finanza Bruno Castaldi.
La partecipazione delle scuole e la curiosità mostrata dagli studenti hanno dato sostanza a una giornata che, per Prata di Pordenone, ha messo insieme educazione civica, sicurezza e rapporto diretto con le forze dell’ordine. Un formato che parla ai più giovani con esempi pratici e che rafforza, anche a livello locale, l’idea della prevenzione come lavoro quotidiano condiviso.