San Vito al Tagliamento, Honsell riapre il caso del punto nascita dopo la convenzione Asfo per Portogruaro
Il consigliere regionale contesta la linea seguita sul presidio sanvitese: se i medici si trovano per sostenere altre attività, la chiusura va riesaminata.
Il nodo del punto nascita di San Vito al Tagliamento torna al centro del confronto politico e sanitario, con riflessi diretti per il territorio del Sanvitese. A riportarlo in primo piano è il consigliere regionale Furio Honsell, che lega la vicenda alla recente convenzione con cui Asfo mette a disposizione personale medico specialistico di ginecologia e ostetricia per l'ospedale di Portogruaro.
Per l'esponente di Open Sinistra Fvg, il passaggio apre una contraddizione che riguarda da vicino anche la provincia di Pordenone. La struttura di San Vito era stata infatti fermata poco più di un anno fa richiamando l'assenza di specialisti sufficienti a garantirne il funzionamento in condizioni di sicurezza.
Il punto sollevato in Consiglio regionale
Honsell parla di una scelta difficile da comprendere alla luce di quanto emerso ora. Secondo il consigliere, se oggi l'azienda sanitaria riesce a reperire professionisti da destinare a un altro ospedale, diventa inevitabile chiedersi perché non sia stato possibile sostenere il servizio nel presidio sanvitese.
Nella sua nota, il consigliere osserva inoltre che l'aumento delle attività a Portogruaro sarebbe stato favorito anche dalla chiusura del punto nascita di San Vito al Tagliamento. Da qui la richiesta di portare la questione nelle sedi opportune per un approfondimento politico e amministrativo.
Le ricadute sul territorio sanvitese
Il tema, per il Pordenonese, non è soltanto organizzativo. La cessazione del servizio ha inciso su un'area che vedeva nel presidio di San Vito un riferimento per le famiglie e per la rete sanitaria locale. Proprio su questo aspetto Honsell insiste, leggendo la vicenda come un segnale negativo per la comunità.
Il consigliere sostiene che la chiusura sia apparsa sempre meno come una decisione inserita in una strategia complessiva e sempre più come un atto privo di una visione chiara. Nella sua valutazione, quando esiste una precisa volontà politica, le risposte ai problemi organizzativi possono essere trovate.
Una polemica che resta aperta
La presa di posizione riaccende così una discussione che nel territorio non si è mai davvero spenta. Il confronto riguarda il rapporto tra disponibilità di personale, scelte aziendali e servizi mantenuti o ridotti nei presidi della provincia.
Resta dunque aperto il tema del futuro della sanità nel Sanvitese e del peso attribuito ai servizi di prossimità. La nuova contestazione di Honsell rimette al centro proprio questo punto: capire se la chiusura del punto nascita fosse davvero inevitabile oppure il risultato di una decisione che oggi, alla luce dei nuovi assetti, appare ancora più discutibile.