San Vito investe sull’arte accessibile: al MUTAT tre scultori al lavoro per nuove opere tattili

Il museo tattile di San Vito al Tagliamento avvia un percorso con tre artisti selezionati: il progetto rientra tra quelli sostenuti da PromoTurismoFVG.

20 maggio 2026 15:22
San Vito investe sull’arte accessibile: al MUTAT tre scultori al lavoro per nuove opere tattili -
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Al Museo tattile MUTAT di San Vito al Tagliamento prende forma un nuovo intervento che unisce produzione artistica e accessibilità. La struttura sanvitese avvierà infatti “Sculture da toccare”, iniziativa pensata per far crescere la propria raccolta con lavori originali concepiti per una fruizione diretta, inclusiva e multisensoriale.

Per il territorio pordenonese si tratta di un passaggio significativo, perché il progetto del museo rientra tra quelli selezionati nel bando di PromoTurismoFVG dedicato al turismo accessibile, all’interno del programma regionale “Friuli Venezia Giulia una regione per tutti”.

L’attività è promossa dall’Associazione Culturale Polaris – Amici del Libro Parlato ODV, realtà che gestisce il MUTAT, con l’obiettivo di ampliare la collezione permanente attraverso un percorso che mette al centro il rapporto tra opera, corpo e percezione.

Chi sono gli artisti scelti per il percorso

Al termine della selezione sono stati individuati tre nomi. Il primo è Giovanni Pinosio, artista di Mestre con un percorso già consolidato. Con lui entreranno nel progetto anche due giovani emergenti: Matilde Bellusci, di Padova, e Riccardo Barichella, anche lui di Mestre.

La scelta, spiegano dal museo, è maturata attraverso un confronto tra la struttura, la curatrice del progetto e professionisti del settore, valutando in particolare l’attenzione ai materiali, la coerenza della ricerca e la sensibilità verso i temi della percezione.

Nel lavoro di Pinosio la scultura si sviluppa attraverso strutture in fil di ferro, con un equilibrio particolare tra forma e leggerezza. Bellusci e Barichella, invece, si muovono su materiali contemporanei come jesmonite, resina poliestere, polvere di marmo, fibra di vetro e legno, soluzioni che danno alle opere una presenza più ampia e marcata.

Le prime tappe al museo di via Altan

Il programma entrerà nel vivo il 9 e 10 giugno 2026, quando gli artisti saranno al MUTAT per due giornate di formazione immersiva. Sarà la fase iniziale del lavoro creativo, costruita tra approfondimenti teorici e momenti pratici dedicati alla scultura pensata per essere esplorata anche attraverso il tatto.

Il percorso prevede inoltre il coinvolgimento di due figure di riferimento in questo ambito: Felice Tagliaferri, scultore ipovedente conosciuto anche a livello internazionale, condurrà un laboratorio esperienziale sulla modellazione e sulla percezione non visiva; Luigi Turati lavorerà invece sui processi di traduzione formale e percettiva in chiave inclusiva.

Un progetto che ripensa il modo di incontrare l’opera

Uno degli aspetti centrali dell’iniziativa è l’applicazione dell’Universal Design, un approccio che punta a rendere oggetti, ambienti e contenuti utilizzabili dal numero più ampio possibile di persone. Nel caso del museo sanvitese, questo principio si traduce nella progettazione di opere capaci di essere comprese non soltanto con lo sguardo, ma tramite più livelli sensoriali.

La prospettiva è quella di un’arte che non si limita a rimuovere ostacoli, ma modifica il proprio linguaggio per diventare esperienza concreta. Per gli artisti coinvolti, quindi, il progetto rappresenta anche un banco di prova importante, perché richiede di mantenere qualità e profondità della ricerca contemporanea dentro una progettazione realmente accessibile.

Le nuove sculture resteranno a San Vito

Al termine del percorso ciascuno dei tre artisti realizzerà un’opera originale destinata a entrare nella raccolta permanente del MUTAT. In questo modo il museo aggiungerà nuovi lavori al proprio patrimonio, rafforzando la sua identità di spazio dedicato all’esperienza tattile e inclusiva.

La curatrice Barbara Codogno sottolinea che il progetto nasce dalla volontà di mettere in relazione artisti e pubblico in una dimensione più profonda, dove l’opera venga davvero vissuta. La direttrice del museo Erica Gaiatto evidenzia invece la complessità della sfida affidata agli autori: creare lavori accessibili senza rinunciare alla forza della ricerca artistica contemporanea.

Il Museo tattile MUTAT ha sede in via Antonio Altan 83/3 a San Vito al Tagliamento, e con questa iniziativa conferma un ruolo sempre più riconoscibile nel panorama culturale locale, legando produzione artistica, inclusione e valorizzazione del territorio.

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