Somsi Pordenone e altre realtà del territorio chiudono Officine Cultura

Nel percorso promosso da Fondazione Friuli nove enti tra le due province hanno lavorato su organizzazione, conti e sviluppo. Diverse realtà del Pordenonese tra i partecipanti.

06 ottobre 2026 15:11
Somsi Pordenone e altre realtà del territorio chiudono Officine Cultura -
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Per diverse associazioni culturali del territorio il traguardo non è stato un semplice corso, ma un lavoro durato mesi per rimettere in ordine obiettivi, gestione interna e prospettive future. Si è conclusa infatti la prima edizione di Officine Cultura, il programma sostenuto da Fondazione Friuli insieme a Sinloc che ha coinvolto nove organizzazioni attive anche nel Pordenonese.

Il risultato più concreto, per molte delle realtà partecipanti, è arrivato sotto forma di strumenti da usare ogni giorno: piani triennali, modelli di controllo, documenti strategici e una maggiore capacità di programmare attività e risorse senza affidarsi soltanto ai contributi.

Le realtà del Pordenonese coinvolte nel percorso

Tra gli enti che hanno preso parte all’iniziativa compaiono nomi ben conosciuti anche in provincia di Pordenone: Accademia d’Archi Arrigoni, Casaupa, Compagnia Brat, Somsi Pordenone, Spk Teatro, Associazione Culturale Sexto e ZeroIdee. Accanto a queste, hanno partecipato anche Arte Vita Anima e Teatro del Silenzio.

L’iniziativa ha messo insieme soggetti attivi tra le province di Udine e Pordenone, con l’idea di offrire un supporto non limitato al finanziamento delle attività, ma orientato a rafforzare la tenuta delle organizzazioni nel medio periodo.

Dieci mesi di lavoro tra aula e affiancamento

Il percorso si è sviluppato nell’arco di dieci mesi. In una prima fase gli enti hanno seguito momenti formativi comuni: 22 ore complessive articolate in cinque moduli, a cui si sono aggiunti tre laboratori dedicati alla coprogettazione.

Successivamente il lavoro è proseguito in modo più mirato, con 44 incontri di coaching costruiti sui bisogni delle singole associazioni. L’affiancamento curato dagli esperti di Sinloc ha portato ogni realtà a definire un proprio documento finale di sviluppo.

Secondo il presidente di Fondazione Friuli, Bruno Malattia, l’obiettivo era integrare il sostegno economico con un supporto tecnico su gestione, pianificazione e organizzazione. Un passaggio che, nella lettura della Fondazione, può aiutare gli enti culturali a rendere più stabili e continuative le proprie attività.

Piani triennali, conti sotto controllo e una candidatura europea

Gli esiti finali sono stati differenti a seconda delle necessità emerse. Cinque organizzazioni – Accademia d’Archi Arrigoni, Casaupa, Compagnia Brat, Somsi Pordenone e Spk Teatro – hanno lavorato a un documento strategico triennale, concentrato su governance, organizzazione dei flussi interni, gestione del volontariato e allargamento del pubblico.

Arte Vita Anima, Associazione Culturale Sexto e ZeroIdee hanno invece impostato un piano economico-finanziario su tre anni, con attenzione agli strumenti di controllo di gestione, alla razionalizzazione delle spese e alla ricerca di entrate private più diversificate.

Un capitolo a parte riguarda il Teatro del Silenzio, che ha puntato sul versante internazionale fino a presentare una candidatura al programma europeo Creative Europe.

Cosa resta dopo la chiusura del progetto

Nella valutazione conclusiva emerge un dato che la Fondazione considera significativo: tutti gli enti coinvolti hanno dichiarato di voler continuare a utilizzare in maniera stabile gli strumenti appresi durante il programma, tra cui Business Model Canvas e schede di monitoraggio.

Dalle verifiche finali è emerso anche un altro aspetto pratico: per le associazioni è stato utile soprattutto il lavoro di analisi sui punti di forza e sulle aree da migliorare. Le indicazioni raccolte serviranno ora a impostare eventuali nuove edizioni del progetto, con tempi più adatti alla vita delle organizzazioni e con maggiori occasioni di confronto diretto tra realtà del territorio.

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