A Spilimbergo un laboratorio con Francesco Cito: due giornate per ragionare sulla fotografia
Il workshop del festival Le Giornate della Luce si terrà il 13 e 14 giugno al Cinema Castello. Posti limitati, adesioni aperte fino al 31 maggio.
Spilimbergo si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento dedicato alla cultura dell’immagine: nel calendario de Le Giornate della Luce entra il workshop fotografico con Francesco Cito, tra i protagonisti più autorevoli del fotogiornalismo italiano. Le adesioni sono aperte fino al 31 maggio.
L’iniziativa, intitolata L’idea dietro la foto, si svolgerà al Cinema Castello nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno. Il corso è a numero chiuso e prevede una quota di partecipazione. Per iscriversi bisogna contattare l’Ufficio Turistico di Spilimbergo ai numeri 0427 2274 oppure via WhatsApp al 329 6297148.
Un appuntamento che arricchisce il festival
Il laboratorio rientra nella 12^ edizione del festival ideato da Gloria De Antoni e diretto con Donato Guerra, manifestazione che negli anni ha consolidato il legame tra Spilimbergo e il mondo della fotografia e del cinema.
Per il territorio pordenonese si tratta di un’occasione di confronto ravvicinato con un autore che ha attraversato alcuni dei principali scenari internazionali del reportage, portando nel festival un’esperienza maturata sul campo e riconosciuta anche a livello mondiale.
Come saranno organizzate le lezioni
Il programma del workshop è suddiviso in tre momenti: sabato 13 giugno dalle 15 alle 18, domenica 14 dalle 10 alle 12.30 e ancora nel pomeriggio, dalle 15 alle 18. Il percorso alternerà approfondimento teorico, pratica e dialogo con i partecipanti.
La proposta nasce dalla collaborazione con Confartigianato Imprese Pordenone, CATA Artigianato FVG, CRAF – Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia e DEVA, realtà che contribuiscono a rafforzare il profilo culturale e formativo dell’iniziativa.
Il filo conduttore: pensare l’immagine prima dello scatto
Il cuore del seminario sarà il rapporto tra intuizione, costruzione visiva e responsabilità dello sguardo. L’attenzione non si fermerà quindi alla tecnica, ma punterà sul processo che porta alla nascita di una fotografia e sul significato che un’immagine può assumere nel racconto del reale.
«Una buona foto nasce nella testa – spiega Cito – anche quando è del tutto casuale e improvvisa, come durante un reportage, dove non sempre si è consapevoli di cosa può apparire svoltando l'angolo».
Il laboratorio affronterà proprio questo passaggio: l’idea che precede l’immagine, l’equilibrio tra istinto e consapevolezza, la capacità di leggere ciò che accade e trasformarlo in racconto visivo, in un contesto contemporaneo segnato anche da sovraccarico digitale e pressione costante sulle immagini.
Il profilo di Francesco Cito
Nato a Napoli nel 1949, Cito ha avviato la sua attività a Londra nel 1975, collaborando con testate come Sunday Times Mag, L’Observer e in seguito L’Indipendent. La sua carriera lo ha portato in alcuni dei luoghi più delicati della cronaca internazionale.
Nel 1980 entrò clandestinamente in Afghanistan dopo l’invasione sovietica, percorrendo 1200 chilometri a piedi nell’arco di tre mesi per documentare la resistenza dei guerriglieri contro l’Armata Rossa. Negli anni successivi ha seguito la guerra civile in Libano e ha raccontato a lungo il conflitto tra Israele e Palestina.
Tra i suoi lavori più noti figurano anche i reportage sulla camorra e sulla mafia nel Sud Italia, accanto a servizi dedicati ad altri contesti, come il Palio di Siena. Nel corso del suo percorso professionale ha ottenuto per due volte il World Press Photo, oltre a numerosi altri riconoscimenti.
La rete che sostiene Le Giornate della Luce
Il festival è organizzato dall’associazione culturale Il Circolo con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Città di Spilimbergo e di Fondazione Friuli.
Tra i partner figurano AIC - Associazione Italiana Autori della Fotografia, Fondazione Università Ca’ Foscari, CRAF, Premio Bookciak, Azione!, Cineteca del Friuli e FAI – Fondo Ambiente Italiano, delegazione di Pordenone, insieme ad altri enti e istituzioni. Per il 2025 la manifestazione ha inoltre ricevuto il contributo di Friul Mosaic e il sostegno di MiC – Ministero della Cultura Direzione generale cinema e audiovisivo, TEF – Territorio, Economia, Futuro, Banca 360 FVG e CATA Artigianato FVG.
Per Spilimbergo e per l’area pordenonese il workshop rappresenta così un tassello importante di una programmazione che unisce formazione, autori di primo piano e valorizzazione di un festival ormai riconoscibile ben oltre i confini locali.