A Tramonti di Sotto una lapide per i cinque uomini caduti nei soccorsi dopo il sisma

Nel comune della Val Tramontina il ricordo di quattro elicotteristi dei Vigili del fuoco e di Pio Francesco Perin, morti il 16 aprile 1977.

05 giugno 2026 01:09
A Tramonti di Sotto una lapide per i cinque uomini caduti nei soccorsi dopo il sisma -
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Tramonti di Sotto ha scelto di affidare a una lapide un nome e una storia che il territorio pordenonese continua a custodire. Nel paese della Val Tramontina si è svolta la cerimonia dedicata a cinque persone morte mentre erano impegnate nelle attività di aiuto alle comunità friulane colpite dal terremoto.

Il memoriale ricorda i quattro Vigili del fuoco elicotteristi Antonio Alfano, Sabatino Bocchetto, Amato Celli e Antonino Pedone, insieme al civile Pio Francesco Perin. Tutti persero la vita il 16 aprile 1977, durante una fase in cui l'assistenza alle popolazioni terremotate proseguiva ancora, a distanza di mesi dal sisma del 1976.

Per l'area montana pordenonese, la cerimonia ha rappresentato anche un momento di ricomposizione della memoria locale. Non solo il ricordo di una tragedia, ma il riconoscimento di chi arrivò in queste vallate per sostenere paesi e famiglie in una stagione tra le più difficili della storia recente del Friuli.

Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976
Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976

Le presenze istituzionali alla commemorazione

Alla scopertura della targa hanno partecipato il sindaco Gianpaolo Bidoli, il comandante dei Vigili del fuoco di Pordenone Giorgio Basile, il direttore regionale dei Vigili del fuoco Luigi Giudice, il presidente onorario dell'Associazione nazionale Vigili del fuoco Gioacchino Giomi e i familiari delle vittime.

Presente anche l'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che nel suo intervento ha richiamato il dovere della riconoscenza verso chi ha sacrificato la propria vita nel portare soccorso alla popolazione colpita dal terremoto.

Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976
Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976

Il legame tra Pordenone, Vigili del fuoco e protezione civile

Nel corso della commemorazione è stato sottolineato il valore del lavoro svolto dai Vigili del fuoco nelle emergenze, indicati come una componente essenziale del sistema di risposta del Paese. Un passaggio che, per il territorio pordenonese, ha avuto un significato particolare anche per la presenza del comandante provinciale Giorgio Basile.

Riccardi ha richiamato inoltre il rapporto costruito nel tempo tra il Corpo nazionale e il sistema regionale della Protezione civile, un legame che trova una delle sue radici proprio nell'esperienza maturata dopo il terremoto del Friuli. Da quella stagione, ha ricordato, emerse un modello organizzativo fondato sulla solidarietà e sulla capacità di coordinare gli interventi.

Quel riferimento, è stato osservato durante la cerimonia, resta attuale anche oggi di fronte alle emergenze contemporanee, comprese quelle legate agli effetti dei cambiamenti climatici. In questo quadro continua a essere centrale il lavoro quotidiano svolto dai Vigili del fuoco anche in provincia di Pordenone.

Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976
Tramonti di Sotto ricorda i cinque soccorritori morti dopo il terremoto del 1976

Un segno stabile per non perdere la memoria

La targa collocata a Tramonti di Sotto consegna alla comunità un luogo preciso in cui fermarsi a ricordare. I nomi di Antonio Alfano, Sabatino Bocchetto, Amato Celli, Antonino Pedone e Pio Francesco Perin restano così legati a un gesto di servizio compiuto in favore delle popolazioni terremotate.

Per la montagna pordenonese, dove il sisma del 1976 ha lasciato tracce profonde, questo omaggio aggiunge un tassello importante al patrimonio civile della memoria. Non soltanto un rito commemorativo, ma il riconoscimento pubblico di un impegno pagato con la vita.

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