Vaccino antinfluenzale, dal 14 ottobre parte anche nel Pordenonese la campagna per l’inverno 2026/27
Nella provincia di Pordenone somministrazioni gratuite per over 60, fragili, bimbi piccoli e categorie esposte. Possibile anche l’anti-Covid aggiornato.
Con l’avvicinarsi della stagione fredda, anche nel territorio pordenonese si prepara la nuova campagna contro l’influenza. La data fissata dalla Regione è mercoledì 14 ottobre: da quel giorno prenderanno avvio le vaccinazioni per la stagione 2026/27, con accesso gratuito per le fasce considerate più vulnerabili e per alcune categorie professionali.
Il punto, per il sistema sanitario regionale, è arrivare all’inverno con una copertura più ampia possibile, così da limitare complicanze, accessi ai servizi e ricadute sugli ospedali. Un obiettivo che riguarda direttamente anche la provincia di Pordenone, dove ogni anno l’adesione alla prevenzione pesa sulla gestione dei mesi più critici.
Chi rientra nella gratuità
La somministrazione senza costi è prevista per chi ha almeno 60 anni, per le donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto, per le persone con patologie che aumentano il rischio di complicanze, per i bambini dai sei mesi ai sei anni e per gli ospiti delle strutture di lungodegenza. Rientrano inoltre i contatti di soggetti fragili.
Tra i destinatari ci sono anche operatori sanitari, donatori di sangue, appartenenti alle forze di polizia, vigili del fuoco e lavoratori che hanno contatti con animali. La platea, quindi, comprende sia persone da proteggere in via prioritaria sia figure che, per ruolo o attività, possono essere più esposte.
La rete prevista anche sul territorio pordenonese
Per rendere più semplice l’adesione, la campagna sarà sostenuta da una rete ampia di professionisti e servizi: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacie, specialisti e dipartimenti di prevenzione. Sono stati annunciati anche percorsi facilitati per sanitari, donatori e cittadini ritenuti a rischio.
Per chi vive nei comuni della provincia, questo significa poter contare su canali diversi e più vicini per programmare la vaccinazione, con una distribuzione delle somministrazioni che punta a evitare concentrazioni eccessive nei soli ambulatori ospedalieri.
Nel corso della presentazione della campagna, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha richiamato il valore della prevenzione come tutela individuale ma anche collettiva. Il ragionamento dell’amministrazione è che un’ondata influenzale pesante finisce per sottrarre risorse e capacità di risposta ad altri bisogni di salute.
Fedriga ha insistito inoltre sulla necessità di contrastare le informazioni scorrette che circolano sui vaccini, invitando i cittadini a fare riferimento alle indicazioni scientifiche e agli organismi competenti.
Copertura da migliorare, soprattutto tra i più esposti
Nella scorsa stagione 2025/26 la copertura antinfluenzale tra gli anziani in Friuli Venezia Giulia si è collocata intorno al 55%. Per la Regione è un dato incoraggiante, anche perché spesso il Friuli Venezia Giulia si è posizionato sopra la media nazionale, ma resta ancora spazio per allargare la partecipazione.
Il tema riguarda soprattutto chi rischia conseguenze più serie in caso di influenza. In questo quadro, l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi ha ricordato che la quota di spesa sanitaria regionale dedicata alla prevenzione si sta avvicinando al 5%, grazie alle scelte inserite nelle manovre di bilancio.
Riccardi ha osservato anche che, dopo gli anni della pandemia, rimane una fascia di diffidenza verso le vaccinazioni. La linea regionale, però, resta quella di puntare sugli strumenti di prevenzione sostenuti dalle evidenze scientifiche.
Possibile l’abbinamento con la dose anti-Covid
Insieme al vaccino contro l’influenza sarà disponibile, per i gruppi indicati, anche la vaccinazione anti-Covid con formulazione aggiornata alla variante XFG. La raccomandazione riguarda over 60, persone fragili, operatori sanitari, donne in gravidanza e ospiti delle strutture di lungodegenza.
Si tratta di una possibilità che può interessare anche molti pazienti seguiti sul territorio pordenonese, soprattutto tra anziani e soggetti con patologie croniche, per i quali la protezione in vista dell’inverno resta una misura particolarmente consigliata.
Il riferimento ai risultati ottenuti sul virus sinciziale
La Regione ha collegato la nuova campagna anche all’esperienza maturata con altre iniziative preventive. Tra gli esempi citati c’è quello dell’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale: dopo l’introduzione dell’anticorpo monoclonale, i ricoveri dei bambini tra zero e sei mesi sono scesi da 189 nel 2024 a 42 nel 2025, con una riduzione vicina al 78%.
L’anticorpo viene proposto ai neonati, ai lattanti sotto i sei mesi e ai bambini tra sei e 24 mesi che presentano fattori di rischio. Per l’amministrazione regionale, l’aumento delle adesioni e il netto calo dei ricoveri mostrano in modo concreto quanto la prevenzione possa incidere sulla salute pubblica.
Il calendario, dunque, scatterà il 14 ottobre anche per i cittadini della provincia di Pordenone, attraverso la rete territoriale di medici, pediatri, farmacie, specialisti e dipartimenti di prevenzione, con la possibilità per i gruppi previsti di associare anche la dose anti-Covid aggiornata.