Vajont, da Erto la richiesta alla Regione: 375mila euro per entrare nella Fondazione
Nel 63° anniversario del disastro, il consigliere regionale Andrea Carli sollecita il Friuli Venezia Giulia a trasformare la memoria in una scelta istituzionale.
La memoria del Vajont, per il territorio che guarda a Erto e alla valle del disastro come a una pagina ancora viva della propria storia, torna al centro del dibattito regionale. Nel giorno dell’anniversario della tragedia, il consigliere del Pd Andrea Carli ha rilanciato la richiesta di far entrare il Friuli Venezia Giulia nella Fondazione Vajont, indicando come nodo immediato la copertura economica necessaria.
La cifra da stanziare, secondo quanto ricordato dallo stesso esponente dem, è di 375mila euro. Si tratta della quota richiesta per consentire alla Regione di partecipare formalmente alla Fondazione che da oltre vent’anni lavora sulla conservazione del ricordo delle vittime e sulla promozione di attività di studio e approfondimento.
Un passaggio che riguarda da vicino anche il Pordenonese
Per la provincia di Pordenone il tema non è soltanto simbolico. Erto, uno dei luoghi più segnati dalla catastrofe del 9 ottobre 1963, resta infatti un riferimento centrale quando si parla di memoria del Vajont nel territorio friulano. Da qui l’insistenza di Carli sulla necessità che la Regione non si limiti alla partecipazione alle celebrazioni, ma compia un atto concreto sul piano istituzionale.
Il consigliere ha richiamato la sua presenza alle commemorazioni svolte tra Erto, Longarone e Vajont, sostenendo che il rapporto con quella tragedia non possa esaurirsi nella sola dimensione celebrativa. L’obiettivo, nella sua lettura, è dare continuità all’impegno pubblico verso le comunità che ancora oggi portano il segno di quella vicenda.
Il precedente voto del Consiglio regionale
La richiesta non nasce ora. Carli ha ricordato di aver già presentato nel 2024 un ordine del giorno dedicato proprio all’ingresso della Regione nella Fondazione Vajont. Quel documento era stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, impegnando la Giunta ad avviare il percorso necessario.
Secondo il consigliere, il punto da sciogliere adesso è soprattutto finanziario. Le risorse, ha spiegato, dovrebbero trovare spazio in una delle prossime manovre economiche regionali, così da permettere poi anche gli adeguamenti formali eventualmente richiesti per completare l’adesione del Friuli Venezia Giulia.
Che cosa rappresenta la Fondazione Vajont
La Fondazione opera da più di due decenni con iniziative culturali, scientifiche e di ricerca dedicate alla tragedia del Vajont. Il suo lavoro ruota attorno alla tutela della memoria, ma anche alla costruzione di occasioni di studio e confronto utili a mantenere viva la consapevolezza storica.
Nella prospettiva indicata da Carli, la presenza diretta della Regione dentro questo organismo darebbe al Friuli Venezia Giulia un ruolo più incisivo nelle attività legate al Vajont che interessano anche il proprio territorio. Per un’area come quella pordenonese, dove il nome di Erto continua a richiamare una ferita collettiva, il tema resta quindi strettamente legato alla responsabilità delle istituzioni.
Il passaggio decisivo, a questo punto, resta l’individuazione dei 375mila euro necessari. È su questo terreno che la proposta dovrà ora misurarsi, trasformando un indirizzo politico già condiviso in una scelta effettiva della Regione.