Valvasone Arzene, il Castello ospita “Fede ed eresia”: i Magri in dialogo con la storia friulana
Dal 3 ottobre al 15 novembre il percorso espositivo mette insieme le opere di Giancarlo e Alberto Magri negli spazi del castello e nella Cappella Gentilizia.
Nel cuore di Valvasone Arzene prende forma un nuovo appuntamento culturale che parla direttamente al territorio: al Castello arriva “Fede ed eresia”, mostra costruita attorno al confronto tra Giancarlo Magri e Alberto Magri, due autori legati a sensibilità e generazioni differenti ma uniti da un forte rapporto con la memoria friulana.
L’apertura è fissata per sabato 3 ottobre 2026 alle 11.30, mentre la chiusura è prevista per il 15 novembre. Il percorso espositivo occuperà la Cappella Gentilizia e altri ambienti del complesso castellano, trasformati per l’occasione in uno spazio di lettura tra arte contemporanea, spiritualità e riferimenti storici del Friuli occidentale.
L’iniziativa rientra nella XXXV edizione del Festival Internazionale di Musica Sacra, che quest’anno sviluppa proprio il tema da cui la mostra prende il nome. La cura è affidata a Fulvio Dell'Agnese e il progetto propone al pubblico una ventina di lavori, comprese alcune opere mai presentate prima.
Tele, carte, pannelli lignei, disegni e una scultura in argilla compongono un itinerario che mette in relazione linguaggi differenti. Tra i nuclei più riconoscibili c’è anche il rimando a Domenico Scandella, il Menocchio, figura centrale della storia culturale friulana e ancora oggi capace di interrogare il presente.
Un percorso che unisce sacro e dissenso
Il dialogo tra padre e figlio è il centro del progetto. Giancarlo Magri porta in mostra una ricerca che si muove nell’area del sacro, alimentata anche da un lungo lavoro di restauro sul patrimonio artistico del Friuli e del Veneto. Alberto Magri, invece, si misura con il tema dell’eresia e con la vicenda di Menocchio, mugnaio di Montereale diventato simbolo di libertà di pensiero.
Nella selezione di Giancarlo Magri trovano spazio, tra gli altri, le due versioni dell’“Estasi di San Francesco” del 1987 e la più recente “Basilica di San Pietro”, opera lavorata fino a suggerire la superficie consumata di un affresco antico. È esposto anche il bozzetto di una vetrata absidale della chiesa di San Giorgio a Porcia, realizzato nel 1988.
Il lavoro di Alberto Magri si sviluppa invece attorno a paesaggi, segni e visioni che richiamano la terra friulana: mulini, greti, campanili, arbusti e colline diventano materia narrativa collegata alla figura di Menocchio e alla sua idea di creazione del mondo.
Valvasone come tappa culturale della provincia
Per il Pordenonese la mostra aggiunge un tassello importante al calendario autunnale, anche perché valorizza un luogo storico come il Castello di Valvasone con una proposta che non si limita alla conservazione del bene, ma lo rimette al centro della vita culturale locale.
L’esposizione è la numero 519 organizzata dal Centro Iniziative Culturali di Pordenone ed è promossa insieme al Comune di Valvasone. Collaborano Presenza e Cultura, Fondazione Concordia Sette, Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone e Diocesi di Concordia-Pordenone, con Rai Friuli Venezia Giulia e Rai Radio3 come media partner. Il sostegno arriva da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Pordenone, Fondazione Friuli e BCC Pordenonese Monsile.
Nel presentare l’appuntamento, il sindaco Fulvio Avoledo ha richiamato il valore del legame tra i due artisti, il patrimonio culturale friulano e il significato che la figura di Menocchio continua ad avere nella storia del territorio.
Giorni, orari e accesso alla mostra
Fino al 31 ottobre le visite guidate sono previste il giovedì alle 11.00; il venerdì, il sabato e la domenica gli ingressi accompagnati sono alle 9.30, 11.00, 15.30 e 16.45.
Dall’1 al 15 novembre il giovedì la visita è programmata alle 10.30, mentre nei giorni di venerdì, sabato e domenica gli orari diventano 9.30, 11.00, 15.00 e 16.00. Fuori da queste fasce si entra solo su prenotazione telefonica al numero 0434.898899.
L’ingresso è gratuito fino ai 14 anni. Per la provincia di Pordenone è un’occasione in più per rileggere, attraverso l’arte, un tratto profondo della propria identità: il rapporto tra fede, dubbio, comunità e memoria storica.
Chi sceglierà di visitare la mostra troverà quindi non solo un allestimento artistico, ma anche un percorso che rimette al centro temi e figure radicati nella storia friulana, dentro uno dei luoghi più riconoscibili di Valvasone Arzene.