Via Damiani, il Tar ferma il provvedimento del Comune: la cornacchia non sarà soppressa

Sentenza favorevole alle associazioni animaliste: annullata l’ordinanza comunale firmata a giugno dopo il caso nato nel quartiere.

21 luglio 2026 19:24
Via Damiani, il Tar ferma il provvedimento del Comune: la cornacchia non sarà soppressa -
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Si chiude con uno stop al Comune una delle vicende cittadine più discusse delle ultime settimane. Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha annullato l’atto con cui l’amministrazione di Pordenone aveva autorizzato l’uccisione della cornacchia segnalata in via Damiani, diventata un caso ben oltre il quartiere.

Per i giudici amministrativi, la scelta dell’abbattimento è stata presa senza un quadro istruttorio adeguato. Nella sentenza viene rilevato che, prima di arrivare alla misura più drastica, sarebbero serviti approfondimenti tecnici più solidi e i necessari riscontri di carattere scientifico.

La decisione conferma così l’alt già emerso in precedenza nella fase cautelare e mette un punto, almeno sul piano giudiziario, a una vicenda che a Pordenone ha diviso opinione pubblica, residenti e associazioni impegnate nella tutela degli animali.

Che cosa ha deciso il tribunale

Nel mirino del ricorso c’era l’ordinanza contingibile e urgente numero 10, firmata dal sindaco Alessandro Basso il 6 giugno 2026. Quel provvedimento disponeva la soppressione dell’esemplare ritenuto responsabile di comportamenti aggressivi verso chi passava nella zona del civico 29.

La Prima Sezione del Tar ha ritenuto fondate le obiezioni presentate dalle associazioni animaliste. In sostanza, il tribunale ha stabilito che il percorso seguito dal Comune non dimostrava in modo sufficiente l’assenza di soluzioni diverse dall’uccisione dell’animale.

Da qui l’annullamento dell’ordinanza, con un effetto chiaro: la cornacchia non può essere abbattuta sulla base di quell’atto amministrativo.

Il caso nato tra i residenti del quartiere

Tutto era partito dalle segnalazioni arrivate da via Damiani, dove alcuni abitanti avevano riferito di passaggi molto ravvicinati del volatile. I voli bassi avevano creato preoccupazione soprattutto nei punti più vicini all’area di nidificazione.

Secondo quanto emerso nel corso della vicenda, il comportamento dell’animale era legato alla difesa dei piccoli. L’esemplare adulto avrebbe reagito alla presenza delle persone considerate troppo vicine al nido, cercando di proteggere il proprio territorio.

Col passare dei giorni, la storia ha assunto una dimensione che ha superato i confini di Pordenone, finendo al centro del dibattito pubblico anche fuori città. La cornacchia di via Damiani è diventata così un tema cittadino, con posizioni molto diverse tra chi chiedeva un intervento immediato e chi contestava l’ipotesi dell’abbattimento.

I tentativi precedenti e il nodo delle alternative

Prima della scelta finale del Comune, era stata tentata anche una strada non letale. Il Corpo forestale regionale aveva predisposto una gabbia-trappola per cercare di catturare il volatile, ma l’operazione non aveva dato l’esito sperato.

Proprio questo passaggio è stato uno dei punti centrali esaminati dal Tar. Per i giudici, il fallimento di un primo tentativo non bastava, da solo, a giustificare il ricorso alla soppressione.

La sentenza indica infatti che sarebbe stato necessario verificare e motivare con maggiore precisione l’eventuale impraticabilità di altri strumenti non cruenti. È su questa mancanza, più che sul solo episodio in sé, che il provvedimento comunale è stato ritenuto non sostenibile.

Per via Damiani resta dunque una decisione destinata a far discutere ancora, ma con un punto fermo già scritto dal tribunale: l’ordinanza firmata dal Comune non regge e l’abbattimento, in questi termini, non può andare avanti.

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