Zoppola, eseguita la pena definitiva: 44enne rintracciato in Piemonte e portato in carcere

L’uomo, già domiciliato nel comune pordenonese, è stato rintracciato ad Alba. Deve scontare oltre tre anni per maltrattamenti e lesioni.La condanna riguarda episodi di maltrattamenti e lesioni avvenuti tra il 2017 e il 2021 nel comune pordenonese. L’uomo

15 settembre 2026 18:47
Zoppola, eseguita la pena definitiva: 44enne rintracciato in Piemonte e portato in carcere -
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Si chiude con l’arresto in Piemonte una vicenda giudiziaria nata nel Pordenonese e legata a fatti avvenuti a Zoppola. Un uomo di 44 anni, cittadino albanese già domiciliato in paese, è stato raggiunto da un ordine di carcerazione dopo la condanna definitiva per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di lunedì 14 settembre 2026 ad Alba, in provincia di Cuneo, dove il quarantaquattrenne si era trasferito e lavorava come terzista in ambito agricolo. Dopo le formalità di rito è stato accompagnato nel carcere di Asti.

La pena da scontare per i fatti contestati a Zoppola

La parte residua della condanna ammonta a 3 anni, 2 mesi e un giorno di reclusione. I reati per cui è arrivata la sentenza irrevocabile riguardano comportamenti contestati tra aprile 2017 e novembre 2021, periodo in cui l’uomo viveva nel comune di Zoppola.

Il procedimento si è concluso con una pena principale di 3 anni e 4 mesi. Dal totale sono stati sottratti i periodi già trascorsi in custodia cautelare, sia in carcere sia ai domiciliari, fino a determinare il residuo da espiare.

Il lavoro investigativo partito da Pordenone

A seguire il rintraccio è stata la Squadra Catturandi del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Pordenone. Le verifiche hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dell’uomo dopo il suo allontanamento dal territorio pordenonese.

Una volta individuata la sua presenza ad Alba, l’esecuzione materiale dell’ordine è stata affidata ai carabinieri della stazione locale. L’arresto dà attuazione a una decisione ormai definitiva dell’autorità giudiziaria pordenonese.

Quando la condanna è diventata irrevocabile

L’ordine di esecuzione per la carcerazione, indicato con il numero SIEP 237/2026, è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone, ufficio esecuzioni penali.

La definitività della sentenza risale al 15 luglio 2026, dopo il passaggio in Cassazione. Con quel pronunciamento è stata confermata la responsabilità del quarantaquattrenne per i reati contestati in forma continuata.

Le misure accessorie e un precedente sull’identità

Alla pena detentiva si aggiungono anche conseguenze ulteriori: l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e la sospensione della responsabilità genitoriale per tutto il periodo di detenzione.

Nella ricostruzione diffusa dai carabinieri compare inoltre un precedente episodio relativo all’identificazione dell’uomo. In controlli passati avrebbe fatto ricorso a un alias e sarebbe stato trovato con un passaporto albanese intestato a un’altra persona. Si tratta però di un elemento distinto rispetto al provvedimento eseguito ora, che riguarda esclusivamente i fatti commessi a Zoppola.

Per il territorio pordenonese l’arresto rappresenta l’ultimo passaggio di una vicenda seguita sul piano investigativo e giudiziario per anni. Con il trasferimento nella casa circondariale di Asti viene ora avviata l’esecuzione della pena residua stabilita dalla magistratura.

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