Al Verdi il sigillo finale di Pordenonelegge: Mattarella in città, Il Volo chiude il festival

Teatro pieno per l’ultima giornata della rassegna: 447 appuntamenti, quasi 700 ospiti e un passaggio istituzionale che parla già del 2027.

20 settembre 2026 21:55
Al Verdi il sigillo finale di Pordenonelegge: Mattarella in città, Il Volo chiude il festival -
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Il sipario su Pordenonelegge 2026 si è abbassato al Teatro Verdi con una giornata che per la città ha avuto un peso doppio: da una parte il bilancio di un’edizione molto ampia della festa del libro, dall’altra la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato a Pordenone per il finale della manifestazione.

La domenica del 20 settembre ha così unito il profilo culturale del festival e quello istituzionale, in un passaggio che a livello locale viene letto anche come tappa di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della cultura 2027. A chiudere il programma è stato poi il Concerto per l’Italia con Il Volo.

I numeri consegnano l’immagine di una rassegna capace di occupare la città in modo diffuso: 447 incontri, 52 sedi e quasi 700 protagonisti tra scrittori, ospiti e nomi italiani e internazionali. Un’edizione che ha riportato il pubblico nei luoghi simbolo della manifestazione e che al Verdi ha trovato il suo momento conclusivo.

Pordenonelegge chiude con Mattarella e Il Volo, Fedriga: «Cultura e lettura sono libertà»
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Una chiusura che assume valore per Pordenone

Nel suo intervento finale, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha legato la visita del Capo dello Stato a un tema centrale anche per il festival: il rapporto tra cultura, lettura e libertà. Il senso del suo messaggio è stato chiaro: poter leggere, esprimersi e anche dissentire resta un indicatore concreto della qualità democratica di un Paese.

Per la città, la presenza di Mattarella al Verdi ha rappresentato anche un riconoscimento pubblico alla traiettoria culturale che Pordenone sta costruendo. La giornata conclusiva di Pordenonelegge si è trasformata così in un appuntamento che va oltre il calendario della rassegna e si inserisce nel racconto del ruolo che il territorio vuole giocare nei prossimi anni.

Le autorità presenti al Teatro Verdi

Ad accogliere il Presidente della Repubblica c’erano, insieme a Fedriga, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso e il prefetto Michele Lastella. In teatro erano presenti anche il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil e gli assessori regionali Cristina Amirante, Sergio Emidio Bini e Riccardo Riccardi.

Alla cerimonia hanno partecipato inoltre il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Sandra Savino. Sul palco, nel momento conclusivo, è intervenuto anche il presidente della Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti.

Il richiamo al terremoto e al percorso verso il 2027

Nel discorso del governatore è tornato anche il riferimento al cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976, uno dei fili simbolici di questo 2026 in Friuli Venezia Giulia. Fedriga ha ricordato che la visita di Mattarella a Pordenone arriva dopo quella del 6 maggio a Gemona del Friuli, in occasione della commemorazione del sisma.

Lo stesso presidente della Regione ha collegato questo passaggio alla settimana segnata dall’anniversario della seconda scossa del 15 settembre 1976 e all’inaugurazione del Castello di Colloredo di Monte Albano, indicato come ultima grande opera incompiuta della ricostruzione. Un riferimento, questo, richiamato anche da Mattarella nel suo intervento.

Nel quadro del finale di Pordenonelegge, Fedriga ha poi richiamato il cammino che porterà la città all’appuntamento del 2027. Ha citato anche il profilo del Friuli Venezia Giulia come area di collegamento con scenari internazionali complessi e le collaborazioni sviluppate negli anni dalla manifestazione, compreso il sostegno all’Ucraina, ribadendo la volontà della Regione di proseguire con aiuti concreti nell’ambito delle proprie competenze e nel coordinamento nazionale.

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Per Pordenone, la chiusura del festival al Verdi lascia dunque un’immagine precisa: una manifestazione ormai stabilmente centrale nel panorama culturale nazionale e una città che usa questo patrimonio per dare sostanza al percorso verso il 2027, con il sigillo istituzionale della visita del Capo dello Stato e la festa finale affidata alla musica de Il Volo.

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