Aviano, il Patto per l’Autonomia in piazza con ANPI: focus su pace e futuro industriale del territorio

Alla manifestazione del 6 giugno ad Aviano presenti anche esponenti del Patto per l’Autonomia. Moretuzzo rilancia il no al riarmo e alla filiera bellica.

06 giugno 2026 22:24
Aviano, il Patto per l’Autonomia in piazza con ANPI: focus su pace e futuro industriale del territorio -
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Ad Aviano la mobilitazione promossa da ANPI regionale raccoglie anche l’adesione del Patto per l’Autonomia, che oggi 6 giugno partecipa all’iniziativa con una propria delegazione politica. Il movimento collega la presenza in piazza a una presa di posizione netta sui temi della pace, dei diritti e del ruolo che il Friuli Venezia Giulia può scegliere di avere in questa fase internazionale.

Per il territorio pordenonese, dove il dibattito pubblico incrocia spesso questioni strategiche, industriali e militari, la giornata assume anche un valore politico locale. Il Patto per l’Autonomia legge infatti l’appuntamento di Aviano come un momento pubblico di dissenso verso le logiche di escalation e verso un modello di sviluppo agganciato all’economia di guerra.

Alla manifestazione prendono parte il segretario e consigliere regionale Massimo Moretuzzo, la consigliera regionale Giulia Massolino, il componente del direttivo Elia Mioni e il consigliere comunale Lorenzo Croattini.

La delegazione e il significato della presenza ad Aviano

Secondo quanto riferito dal movimento, l’iniziativa vede una partecipazione ampia del mondo associativo. La scelta di esserci, per il Patto per l’Autonomia, nasce dalla volontà di non considerare normale un quadro internazionale e politico che, nelle parole espresse durante la manifestazione, mette sotto pressione principi democratici e diritti costruiti nel tempo.

Moretuzzo ha spiegato che tacere di fronte a questo scenario non è una strada percorribile. Il riferimento è a un impianto di relazioni internazionali e istituzionali in cui, secondo il segretario del movimento, la forza rischia di sostituire il diritto e il confronto politico.

La linea politica: no alla corsa alle armi

Nel suo intervento, il consigliere regionale ha ribadito una contrarietà chiara all’aumento del peso dell’industria militare come risposta alle crisi in corso. Per il Patto per l’Autonomia, i conflitti aperti in più aree del mondo non possono trovare soluzione nella crescita della produzione bellica.

Moretuzzo ha richiamato guerre che stanno producendo un numero altissimo di vittime, citando Palestina, Ucraina, Sud Sudan e altri scenari internazionali. Da qui l’insistenza sulla necessità di rafforzare strumenti politici e diplomatici capaci di prevenire i conflitti e affrontarli senza affidarsi alla logica del riarmo.

Il nodo Friuli: manifattura e filiera militare

Uno dei passaggi più legati al contesto regionale ha riguardato l’economia del Friuli Venezia Giulia. Moretuzzo ha contestato l’idea che una parte della manifattura friulana possa trovare sbocco nella produzione di armi o nell’inserimento stabile nella filiera militare come via d’uscita dalla crisi.

È un tema che tocca da vicino anche il Pordenonese, area in cui il rapporto tra sviluppo, industria e scelte strategiche resta al centro del confronto pubblico. La posizione espressa dal Patto per l’Autonomia va nella direzione opposta: il movimento sostiene un modello economico fondato su giustizia sociale e ambientale, indicato come base concreta di una politica di pace.

Il lavoro portato avanti in Regione e nelle iniziative pubbliche

Nel corso della manifestazione è stato ricordato anche il percorso che il Patto per l’Autonomia afferma di avere sviluppato negli anni su questi argomenti. Il riferimento è sia all’attività nelle istituzioni regionali, con emendamenti, mozioni e ordini del giorno, sia alla partecipazione a iniziative pubbliche e associative.

Tra gli esempi citati c’è anche la presenza dello scorso ottobre alla Marcia Perugia Assisi, raggiunta dal movimento con due pullman organizzati per prendere parte all’appuntamento nazionale.

In chiusura, il Patto per l’Autonomia ha confermato la propria condivisione degli obiettivi della manifestazione di Aviano, indicando nel dialogo tra le parti e nel rispetto del diritto internazionale gli strumenti da rafforzare. Per il movimento, giornate come questa servono a tenere aperto nel territorio un confronto pubblico su pace, democrazia e scelte economiche che riguardano anche il futuro del Friuli.

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