Cinema muto, domenica al Verdi di Pordenone il tributo a Marshall Neilan e spazio ai giovani di Cordenons

Il 4 ottobre il festival attraversa restauri, rarità con Pola Negri, un focus sul Giappone e il progetto musicale con la Scuola di Musica della Città di Cordenons.

03 ottobre 2026 13:18
Cinema muto, domenica al Verdi di Pordenone il tributo a Marshall Neilan e spazio ai giovani di Cordenons -
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La domenica delle Giornate del Cinema Muto parla anche al territorio: accanto al grande omaggio serale a Marshall Neilan, il programma del 4 ottobre porta al Teatro Verdi di Pordenone i ragazzi della Scuola di Musica della Città di Cordenons e costruisce una giornata che intreccia riscoperta cinematografica, studio storico e partecipazione locale.

L’appuntamento di chiusura della serata è fissato per le 21, quando il festival proporrà Her Wild Oat, commedia del 1927 interpretata da Colleen Moore. La copia presentata arriva dal lavoro di restauro dell’Academy Film Archive e sarà accompagnata dal vivo da Donald Sosin, presenza ben nota al pubblico della rassegna pordenonese.

Il nome scelto per la serata al Verdi

Il focus su Neilan richiama un autore che negli anni Venti ebbe un peso considerevole a Hollywood, pur essendo oggi meno citato rispetto ad altri registi del muto. La sua carriera fu segnata da una notevole capacità di muoversi tra generi diversi, dalla commedia al western, fino al melodramma, e da un ritmo di lavoro che lo rese uno dei professionisti più richiesti del periodo.

Accanto al successo, però, emersero anche le difficoltà: i rapporti tesi con i produttori, il tentativo di costruirsi uno spazio indipendente e lo scontro con Louis B. Mayer contribuirono a rallentarne il percorso. Su di lui restano anche giudizi molto forti da parte delle star con cui lavorò: Mary Pickford lo considerava il proprio regista preferito, mentre Gloria Swanson e la stessa Colleen Moore ne ricordavano il fascino e il carattere irrequieto.

Her Wild Oat e la stagione della flapper

Nel film scelto per l’omaggio serale, Colleen Moore interpreta una giovane donna dell’East Side newyorkese che immagina un salto sociale verso un mondo più ricco e prestigioso. La storia si sviluppa attraverso scambi di persona e meccanismi comici rapidi, in una costruzione che ben rappresenta la leggerezza e l’energia del cinema americano di fine anni Venti.

Moore dà corpo a una figura simbolica di quell’epoca, la flapper: ragazze dal taglio di capelli corto, molto lontane dai modelli femminili più conformi e tradizionali. Per Neilan, il film arrivò in una fase non semplice, ma ancora abbastanza solida da consentirgli un progetto affidato anche grazie al sostegno di Colleen Moore e del produttore John McCormick.

Da Cordenons al festival: il pomeriggio dei giovani musicisti

Uno dei passaggi più vicini alla provincia di Pordenone è previsto alle 14 con “A colpi di note”, iniziativa ideata e coordinata dalla professoressa Maria Luisa Sogaro. Sul palco saliranno i ragazzi della Scuola di Musica della Città di Cordenons insieme all’Ensemble Armonia, impegnati nell’esecuzione dal vivo delle musiche composte per tre cortometraggi comici.

Il personaggio al centro della selezione è KoKo, il clown creato da Max Fleischer. I film utilizzati per il progetto sono stati messi a disposizione dalla Cineteca del Friuli, in un segmento che unisce formazione, creatività e presenza concreta del territorio dentro una manifestazione di rilievo internazionale.

Pordenone, alle Giornate del Cinema Muto l’omaggio a Marshall Neilan con Her Wild Oat

Il mattino tra Pola Negri e pellicole recuperate

L’apertura di giornata, alle 10, guarda invece a Pola Negri con due titoli di particolare interesse. Il primo è Die Marchesa D'Armiani di Alfred Halm, realizzato nel 1920 e per lungo tempo ritenuto scomparso: oggi ne resta la prima parte, recuperata da una copia di distribuzione danese conservata in ottime condizioni e presentata dal Filmarchiv Austria.

Segue Bestia, film del 1917 diretto da Aleksander Hertz e grande successo dello Studio Sfinks di Varsavia. È l’opera in cui si consolida l’immagine di Pola Negri come femme fatale, soprattutto nella celebre danza Apache, sequenza che secondo gli studiosi potrebbe essere stata rielaborata per i mercati esteri così da accentuarne la carica sensuale. Le copie polacche andarono distrutte durante la seconda guerra mondiale, mentre si sono salvati solo materiali destinati fuori dal Paese.

Donne, medicina e propaganda nel resto del programma

Alle 15 il cartellone prosegue con “Follia femminile”, attraverso il programma Donne folli: dalla medicina al melodramma. La selezione accosta materiali girati all’ospedale parigino della Salpêtrière e frammenti del neurologo italiano Vincenzo Neri a Das Versuchskaninchen del 1917, dove Asta Nielsen affronta in modo ironico il patriarcato, il mondo medico e l’ambiente ospedaliero.

Più tardi, alle 16.45, l’attenzione si sposta sul Giappone con una raccolta di cortometraggi di propaganda legati alla seconda guerra cino-giapponese. I materiali, sopravvissuti soltanto in piccolo formato, sono stati rimontati da Yoneo Ota del Toy Film Museum di Kyoto in un’antologia che ribalta il senso originario delle immagini e le legge come avvertimento contro la deriva militare. Nel montaggio compaiono anche i funerali dell’imperatore Yoshihito, l’incoronazione di Hirohito, oltre alle immagini di Hitler, Mussolini e dell’attacco a Pearl Harbour.

Per Pordenone e per la sua provincia, la giornata conferma il profilo di un festival capace di far convivere ricerca internazionale e radicamento locale. Il coinvolgimento di realtà come la scuola musicale di Cordenons rende il cartellone non soltanto un evento per specialisti, ma anche un’occasione concreta di partecipazione culturale per il territorio.

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