Cyberattacchi ai supermercati, focus anche su Aviano e sul punto vendita di viale Grigoletti
Interrogazione parlamentare dopo gli episodi registrati in Friuli Venezia Giulia: tra i casi citati anche Aviano e il negozio di Pordenone.
La provincia di Pordenone rientra tra i territori richiamati nell'interrogazione presentata alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Agricoltura dopo i recenti episodi che hanno coinvolto alcuni supermercati in Friuli Venezia Giulia. Nel testo vengono menzionati il Conad di Aviano e il punto vendita Spesa Facile di viale Grigoletti a Pordenone, inseriti in un quadro più ampio di incursioni informatiche che hanno interessato la grande distribuzione.
L'iniziativa parlamentare è stata resa nota dalla deputata del Pd Debora Serracchiani ed è sottoscritta anche da Gianni Cuperlo e da Antonella Forattini, capogruppo dem in commissione Agricoltura alla Camera. La richiesta è quella di ottenere dal Governo un quadro chiaro sulle contromisure adottate e sui livelli di protezione dei sistemi utilizzati nella filiera.
Perché il Pordenonese finisce nel dossier
Nel documento vengono richiamati i casi segnalati ad Aviano, a Ronchi dei Legionari e a Pordenone, considerati significativi anche per la collocazione di alcune aree del Friuli Venezia Giulia vicine a infrastrutture e presidi di rilievo strategico. L'attenzione, per il territorio pordenonese, riguarda quindi non solo il singolo episodio ma la vulnerabilità di nodi commerciali e logistici che fanno parte della rete quotidiana dei rifornimenti.
Serracchiani collega quanto avvenuto in regione a una sequenza di attacchi che, secondo quanto riportato, ha colpito i sistemi di telecontrollo della distribuzione organizzata in più Paesi europei e in varie zone d'Italia. In questo contesto, gli episodi locali vengono letti come parte di una pressione più estesa sui sistemi digitali che regolano assistenza e refrigerazione.
Le richieste rivolte all'esecutivo
Tra i punti sollevati nell'interrogazione c'è la verifica sull'applicazione delle indicazioni dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale da parte dei fornitori che gestiscono teleassistenza e impianti frigoriferi. Viene inoltre chiesto di accelerare la sostituzione dei software vecchi o non più aggiornati, ritenuti un possibile punto debole per l'accesso ai sistemi.
Un altro passaggio riguarda il monitoraggio continuo dei soggetti esposti: grandi catene, piccole e medie imprese, singoli negozi e piattaforme periferiche. L'obiettivo indicato è costruire un controllo più esteso lungo tutta la catena, evitando che i segmenti meno strutturati restino scoperti proprio nei territori dove la distribuzione serve ogni giorno migliaia di famiglie.
Il nodo della sicurezza alimentare e dei collegamenti sul territorio
Nelle dichiarazioni che accompagnano l'atto parlamentare, la deputata dem sostiene che il tema non riguardi soltanto l'informatica ma anche la tenuta di servizi essenziali legati alla conservazione e alla disponibilità dei prodotti. Per questo viene richiamata la necessità di non sottovalutare effetti che potrebbero ricadere direttamente sui consumatori.
Tra le richieste c'è anche un chiarimento sui raccordi operativi tra Prefetture, Polizia Postale, NAS dei Carabinieri e categorie produttive locali. Il punto, per la provincia di Pordenone come per il resto della regione, è capire se esista una rete stabile di prevenzione e risposta capace di intervenire in modo rapido quando un'intrusione colpisce attività commerciali e sistemi sensibili della filiera agroalimentare.
Il passaggio parlamentare porta così il caso friulano all'attenzione nazionale, con un riflesso diretto anche sul Pordenonese. Aviano e il punto vendita di viale Grigoletti entrano infatti in una discussione più ampia sulla difesa digitale di servizi che, pur sembrando ordinari, incidono sulla vita quotidiana del territorio.