In centro a Pordenone l’atletica si prende la scena: piazza XX Settembre saluta Sportivissima

La prima edizione della rassegna comunale si è chiusa il 4 giugno con una prova di salto con l’asta nel cuore della città, dopo le attività dedicate ai più giovani.

A cura di Web Team Web Team
05 giugno 2026 04:12
In centro a Pordenone l’atletica si prende la scena: piazza XX Settembre saluta Sportivissima -
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Per una sera, nel cuore di Pordenone, il confine tra piazza e impianto sportivo è sparito. In piazza XX Settembre, giovedì 4 giugno 2026, la chiusura di Sportivissima ha portato il salto con l’asta davanti al pubblico del centro, trasformando uno degli spazi più frequentati della città in un’arena dedicata all’atletica.

L’appuntamento finale ha segnato il passaggio conclusivo della prima edizione della manifestazione voluta dal Comune, costruita con l’idea di rendere lo sport più vicino alla vita quotidiana della città. Dopo i momenti pensati per le scuole e per i ragazzi, l’iniziativa si è spostata sul piano dello spettacolo agonistico con la Gara Top.

In piazza sono arrivati atleti e atlete di profilo nazionale e internazionale, chiamati a misurarsi in una specialità tecnica e spettacolare, raramente visibile fuori dai contesti tradizionali dell’atletica. La scelta del salto con l’asta ha dato alla serata un’immagine forte: portare una disciplina complessa nel salotto urbano, a contatto diretto con cittadini e curiosi.

Una formula pensata per vivere il centro

Il progetto nasce da una linea ormai chiara nelle iniziative cittadine: usare gli spazi centrali non soltanto come luoghi di passaggio, ma come scenari capaci di ospitare eventi pubblici e occasioni di partecipazione. Sportivissima si inserisce proprio in questo percorso, puntando a mettere insieme presenza delle famiglie, promozione dell’attività fisica e visibilità per il movimento sportivo.

La manifestazione è stata letta dall’amministrazione come un tassello di una città che vuole mostrarsi attiva e attrattiva anche attraverso appuntamenti non convenzionali. L’idea è quella di avvicinare il pubblico a competizioni che normalmente si svolgono in piste e palazzetti, portandole invece dentro il tessuto urbano.

Il sindaco Alessandro Basso ha rimarcato questa impostazione, ringraziando l’assessore Elena Ceolin, gli uffici comunali, la FIDAL, le società sportive coinvolte e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dell’esordio della rassegna. Nelle intenzioni del Comune, l’esperienza appena conclusa potrebbe diventare un riferimento stabile nel calendario pordenonese.

Pordenone, Sportivissima chiude in piazza XX Settembre con il salto con l’asta
Pordenone, Sportivissima chiude in piazza XX Settembre con il salto con l’asta

Lo sport come vetrina e come comunità

Per l’assessore allo sport Elena Ceolin, partire dall’atletica per la prima edizione ha avuto un valore preciso: scegliere una disciplina capace di unire qualità tecnica, impatto visivo e impegno personale, portandola nel punto più riconoscibile della città. L’obiettivo dichiarato è far crescere la manifestazione negli anni, aprendola progressivamente anche ad altre discipline.

Nel ragionamento dell’assessore c’è anche un messaggio più ampio. Lo sport viene indicato come strumento utile sul piano educativo e sociale, in grado di favorire inclusione, aggregazione e prevenzione, oltre che benessere. Un’impostazione che guarda non solo all’evento di una serata, ma al ruolo che l’attività fisica può avere nella vita cittadina.

Ceolin ha inoltre richiamato il lavoro quotidiano che si svolge nelle palestre, nei campi e negli impianti sportivi di Pordenone grazie all’impegno di atleti, tecnici, volontari e famiglie. Proprio questo tessuto, spesso meno visibile dei grandi appuntamenti pubblici, è stato simbolicamente portato in piazza con Sportivissima, chiusa dalla sfida finale del salto con l’asta davanti al pubblico del centro.

Per Pordenone, al di là del risultato agonistico, resta l’immagine di una piazza trasformata in luogo di incontro tra sport e città. È da qui che la manifestazione prova a ripartire: dall’idea che il centro possa diventare, almeno per alcuni giorni, anche uno spazio condiviso di partecipazione sportiva.

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