L’Orchestra da camera di Pordenone a Venzone per il concerto che chiude le commemorazioni del sisma
Il 26 settembre nella Pieve di Sant’Andrea Apostolo la Passione secondo Giovanni di Bach conclude il programma per i cinquant’anni del terremoto del Friuli.
C’è anche una presenza pordenonese nell’appuntamento che a Venzone sigillerà il calendario dei cinquant’anni dal terremoto del Friuli. Sabato 26 settembre 2026, alle 20.30, nella Pieve di Sant’Andrea Apostolo risuonerà la Passione secondo Giovanni di Johann Sebastian Bach, affidata a un organico ampio di interpreti e cantori.
Per il pubblico l’ingresso sarà gratuito, ma sarà necessario prenotare il posto tramite Eventbrite. La serata è pensata come momento conclusivo di un percorso commemorativo che ha intrecciato memoria pubblica e iniziative culturali.
Il contributo di Pordenone alla serata di Venzone
Al centro dell’esecuzione ci sarà l’Orchestra da camera di Pordenone, impegnata insieme al Coro del Friuli Venezia Giulia in una lettura della partitura bachiana con strumenti originali e barocchi. Un elemento che dà all’evento un rilievo particolare anche per il territorio pordenonese, coinvolto direttamente in una delle produzioni musicali più significative del programma.
A guidare l’ensemble sarà Andrea Marchiol, maestro di Cappella del Duomo di Venzone, musicista da tempo attivo nel repertorio antico e nel lavoro su pagine sacre del Sei e Settecento.
La composizione scelta per la chiusura delle commemorazioni porta con sé un peso espressivo evidente: il racconto della Passione, il dolore, la perdita e la possibilità di una rinascita trovano infatti nel duomo ricostruito di Venzone un luogo particolarmente eloquente.
Solisti e legami storici con la ricostruzione
Fra i protagonisti della serata ci sarà Gernoth Heinrich, chiamato a sostenere la parte dell’Evangelista, il ruolo narrante dell’opera. Heinrich è primo tenore dello Stephansdom di Vienna, presenza che richiama anche un capitolo importante della storia di Venzone.
La Curia viennese contribuì infatti economicamente alla rinascita del Duomo e dell’organo Callido dopo il sisma. Un segno di quel sostegno è ancora leggibile nello stemma dell’Arcidiocesi di Vienna conservato sullo strumento.
Nel ruolo di Gesù è annunciato il basso austriaco Gerd Kenda, mentre Franco Celio interpreterà Pilato. Completano il cast il controtenore uruguaiano Maximiliano Danta Texeira, i soprani Mara Corazza e Delia Stabile, i tenori Enrico Basso e Claudio Zinutti e il basso Alberto Spadarotto. La scelta dei cantanti richiama una prassi vicina a quella storica, con solisti individuati all’interno delle stesse formazioni vocali.
Non solo concerto: la memoria del Duomo continua in immagini
Dopo l’esecuzione musicale, la serata proseguirà con un focus dedicato alla vicenda del Duomo di Venzone e alla sua ricostruzione. Sulla volta della Cappella del Gonfalone saranno mostrati gli affreschi scomparsi nei crolli causati dal terremoto.
Questo passaggio segnerà anche l’avvio di Le pietre ricordano, progetto di video mapping dedicato alla ricomposizione per anastilosi del Duomo, considerato uno dei simboli più forti della ricostruzione friulana. L’iniziativa è curata dall’ERPAC del Friuli Venezia Giulia e andrà avanti fino a gennaio 2027.
Come partecipare
L’iniziativa è promossa dal Coro del Friuli Venezia Giulia, dalla Pieve di Sant’Andrea Apostolo di Venzone e dal Comune di Venzone, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.
Per chi arriverà anche dal Pordenonese, l’appuntamento rappresenta dunque un’occasione doppia: seguire una grande pagina del repertorio sacro e ritrovare, attraverso la musica, uno dei luoghi che più raccontano la capacità del Friuli di ricostruirsi.