Meduno, due giornate per i 50 anni del sisma: studenti, mostra nel paese e un momento di silenzio alle 21.02
Il 5 e 6 maggio il paese ricorda il terremoto del 1976 con incontri a Palazzo Colossis, un percorso fotografico diffuso e la commemorazione nella chiesa parrocchiale.
A Meduno il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli sarà segnato da un programma costruito attorno alla memoria del paese e al coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. Tra il 5 e il 6 maggio sono previsti appuntamenti pubblici, un progetto curato con la scuola e un momento di raccoglimento nell’ora esatta della scossa del 1976.
L’iniziativa mette insieme testimonianza storica e vita della comunità, con l’intento di riportare al centro una ferita che ha cambiato profondamente il territorio. Il ricordo del sisma, a Meduno, passa così non solo dalle celebrazioni ufficiali ma anche da un lavoro concreto di ricostruzione della memoria locale.
Il via a Palazzo Colossis con Toni Capuozzo
Il primo appuntamento è fissato per martedì 5 maggio alle 18.30 a Palazzo Colossis. In programma la presentazione del libro Una piccola guerra, alla presenza dell’autore Toni Capuozzo. L’incontro aprirà idealmente le due giornate dedicate al ricordo del terremoto del Friuli.
Il giorno successivo, mercoledì 6 maggio alle 18, sempre negli spazi di Palazzo Colossis, saranno invece gli studenti della scuola secondaria di Meduno a prendere la parola per raccontare cosa ha significato il terremoto a mezzo secolo di distanza. Subito dopo verrà inaugurata la mostra intitolata “Percorso permanente lungo le vie di Meduno”, realizzata con la collaborazione di Studio Fabbro.
Le fotografie del 1976 nei luoghi di oggi
Il progetto espositivo è stato pensato come un itinerario stabile all’interno del paese. Lungo il percorso, alcuni punti di Meduno vengono messi in relazione con immagini storiche scattate dopo il sisma, così da offrire un confronto immediato tra il volto attuale del paese e quello segnato dalla distruzione.
Alla base del lavoro c’è l’attività svolta dagli alunni della classe seconda B, impegnati nella ricerca delle fonti, nell’analisi dei materiali disponibili, nell’ascolto dei testimoni e nella selezione di un archivio fotografico di oltre trecento immagini. Un lavoro che trasforma lo studio della storia in un’esperienza legata ai luoghi quotidiani della comunità.
Come ha spiegato l’assessora alla cultura e docente di storia Chiara De Stefano, l’obiettivo era dare al progetto una dimensione concreta e duratura, capace di creare un collegamento tra chi oggi frequenta la scuola e chi ha vissuto direttamente il terremoto. Gli studenti, ha sottolineato, hanno avuto un ruolo da protagonisti nella scelta dei materiali e nello sviluppo del percorso.
L’itinerario toccherà alcuni luoghi simbolici di Meduno, tra cui la chiesa di Santa Maria Maggiore, via Magnani, via Taviela, la scuola dell’infanzia, via Rio Maggiore, via Nuova e piazza Miani. In ogni tappa, fotografie e testi ricostruiranno non solo i danni del 1976, ma anche la capacità del paese di rialzarsi nel tempo.
Per l’inaugurazione sono stati invitati anche gli ex sindaci di Meduno ancora in vita: Amedeo Beacco, Lino Canderan, Oreste Vanin e Antonio De Stefano. La loro presenza vuole rappresentare un segno di continuità istituzionale e un riconoscimento per il contributo dato alla crescita della comunità.
La commemorazione in chiesa e il progetto per l’anniversario
La serata del 6 maggio proseguirà alle 20 nella chiesa parrocchiale di Meduno con la Santa Messa presieduta da monsignor Giuseppe Pellegrini, alla presenza delle comunità della Val Meduna. Sarà uno dei momenti più raccolti dell’intero programma.
Alle 21.02, l’ora in cui il terremoto colpì il Friuli nel 1976, è previsto un momento di silenzio e commemorazione. A seguire interverranno le autorità e sarà presentato il progetto “Il tempo sospeso”, pensato per l’anniversario come testimonianza della storia vissuta dalla comunità in quei giorni che hanno segnato Meduno e l’intero territorio friulano.